L'oratorio di San Vincenzo, detto anche "dei Re Magi", è una chiesetta, attualmente inutilizzata, situata su un poggio erboso che domina dall'alto la valle del Ticino, il Lago Maggiore e Sesto Calende. Edificato tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII sui resti di precedenti edifici tardo antichi e romani, rappresenta un “unicum” nel territorio sestese. La località su cui sorge è stata considerata zona di culto fin dall'epoca preistorica, quando le tribù vi si riunivano per le danze sacre. L'area è stata oggetto di campagne di scavo archeologico, che ne hanno dimostrato l'importanza e la continuità insediativa: dall'età romana al periodo longobardo sino al medioevo ed ai secoli più recenti. L'edificio, che si trova lontano dal centro abitato, servì a più riprese da lazzaretto fino all'ultima epidemia di colera del 1884 e per questo motivo è rimasto nella venerazione del popolo. L'interno si presenta ad aula unica absidata ed era decorato da affreschi cinquecenteschi, oggi andati quasi tutti perduti. Quelli che sono rimasti rappresentano San Vincenzo e i Re Magi (da cui il nome "Oratorio dei Re Magi").
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