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Giornate FAI d'Autunno
16 - 17 ottobre
PALAZZO BERNETTI EVANGELISTA

PALAZZO BERNETTI EVANGELISTA

FERMO

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PALAZZO BERNETTI EVANGELISTA

Attenzione!

POSTI ONLINE TERMINATI, possibilità di prenotarsi in loco fino al raggiungimento della capienza massima

Apertura a cura di

Delegazione FAI Fermo

Orario

Domenica: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00

Note per la visita

A CURA DI Delegazione FAI Fermo

Nella parte orientale di Fermo, subito sotto la Piazza del Popolo, davanti alla Chiesa di San Martino, lungo via Goffredo Mameli sorge, nell'omonimo largo, il Palazzo Evangelista. Non sono note le origini; fu edificato in due tempi distinti: nella prima parte del 1700 e almeno un secolo dopo. Si articola in due corpi ben armonizzati tra di loro con un grande cortile centrale. Si estende per un intero isolato con vari ingressi: il principale su largo Evangelista; su via Mameli una porta conduce ad un appartamento di servizio e su via Aldobrandino si trova un ingresso che collega direttamente al cortile, alle stalle e agli ambienti annessi. Si eleva su cinque piani, di cui due parzialmente interrati. Realizzato in mattoni, impreziosito da imbotti e cornicioni presenta, su largo Evangelista, un pregevolissimo portale d'ingresso in pietra d' Istria.¨

Tra i personaggi illustri della famiglia spicca il Cardinale Tommaso Bernetti (1779-1852), figura che più di ogni altra ha dato lustro alla storia del suo casato. Figlio del conte Salvatore Bernetti e della contessa Giuditta Brancadoro (e nipote del Cardinale Cesare Brancadoro), Tommaso fu nominato Delegato Apostolico straordinario delle provincie di Macerata, Fermo, Ascoli e Camerino nel 1815, fu Governatore di Roma e Vice Camerlengo della Santa Romana Chiesa; fu poi Ambasciatore straordinario di Leone XII a Mosca, in occasione dell'incoronazione dello Zar Nicola I. Il 2 ottobre 1826 fu eletto, sempre dallo stesso pontefice, Cardinale e Segretario di stato, carica che assume anche sotto il pontefice Gregorio XVI. Inviso agli Austriaci per le sue note posizioni liberali, si precluse la probabile elezione al soglio pontificio nel conclave del 1846. Tornato a Fermo, morì il 21 marzo del 1852 all'età di settantadue anni. Il suo corpo è sepolto nella tomba di famiglia nel duomo della città. Questa famiglia usò per molto tempo solo il cognome Bernetti, sino al 4 febbraio 1917, quando, per decreto luogotenenziale, fu autorizzata ad aggiungere il cognome Evangelista, in seguito al matrimonio di Luigi (fratello di Tommaso Bernetti) con Chiara, ultima discendente di questa gloriosa casata. La famiglia Bernetti ebbe la concessione del titolo comitale dal Papa Pio VII. Risulta iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e nell'Elenco Definitivo Ufficiale delle Famiglie Titolate della Regione Marchigiana, come Conti, Nobili dei Conti, Patrizio Di Fermo, Nobile di Recanati e Ferrara. La nobile casata dei Bernetti Evangelista, è tuttora fiorente e residente nel palazzo.

Entrando nella dimora si apprezza una pregevole stele funeraria romana in pietra serena. La stele è di forma rettangolare a sviluppo verticale. E' dedicata alla moglie e al figlio morti per le complicazioni del parto. Nel timpano si riconosce una gorgone rozzamente scolpita con ai lati due immagini funerarie di giovani che guardano in basso. Sotto l'epigrafe due geni funerari con gli occhi chiusi, a ricordare il sonno della morte, sostengono con un braccio la corona e sembrano avere ali sulle spalle. La stele è probabilmente del II secolo d. C., è stata rinvenuta nella seconda metà dell'Ottocento in territorio fermano. È al primo piano, un tempo dimora del cardinale Tommaso Bernetti e dove oggi è collocato il “Resort a Palazzo” della famiglia Bernetti Evangelista, che troviamo alcune opere realizzate da Luigi Fontana e dai suoi allievi. Luigi Fontana eseguì per il palazzo dei conti Bernetti un ampio ciclo di decorazioni, dove l'autonomia espressiva di ciascun collaboratore che vi prese parte – Rossi, Aluisi e più tardi anche il Tentoni giovanissimo – è armonizzata dal progetto ideato dall'unico autore. I lavori, iniziati sul finire degli anni settanta, si protrassero, con vari intervalli, fino al 1890. Figure allegoriche con soggetti tratti dalla natura e dai miti classici, il gaio concerto dei festoni, gli animali reali e immaginari, gli angeli cantori e le figurette mitologiche caratterizzano le decorazioni del Palazzo. L'accordo delle tinte, tenuto su tonalità di rosa antico, rossi pompeiani, azzurri, grigi, perlacei, verdi teneri, dona all'ambiente un aspetto di armoniosa musicalità. Oltre a queste splendide decorazioni, all'interno dell'opera possiamo ammirare lo stemma della famiglia Bernetti Evangelista insieme alla famiglia Vitali. La carta da parati che circonda la stanza è originale così come la splendida pavimentazione in cementite. Nel primo salone rimaniamo incantati dall'arpa del 1881 suonata da Emilia Carcano e da uno splendido divano circolare, uguale a quello che troviamo nell'opera teatrale di Giuseppe Verdi, La traviata. A terra, si trova un braciere che serviva per riscaldare le damigelle e i nobili durante le conversazioni. La carta da parati che avvolge la stanza ha un colore dorato che riflette sulla decorazione del soffitto. Entrando nel secondo salone, o meglio nella sala rossa, chiamata così dai proprietari per via della pregiata carta da parati dalle sfumature rosa antico, la sensazione di preziosità e ricchezza rimane viva. Al centro del salone vi è una portantina, rivestita in tela completamente decorata. L'ampio salone, oltre al mobilio dell'epoca, conserva un importante tendaggio in seta, ancora in ottimo stato. L'ampio soffitto affrescato, viene illuminato da un'importante finestra che armonizza i colori della stanza. Adiacente al salone dove si trova la portantina, si trova il salone azzurro, chiamato anch'esso così dai proprietari in riferimento alla carta da parati blu con particolari toni celesti che riveste le pareti della stanza; spicca anche un ampio soffitto affrescato. La decorazione del soffitto presenta alcuni rosoni da terminare.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

L'apertura avviene in collaborazione con il Circuito delle Case Museo di Fermo, un progetto sviluppato dall'associazione di arte contemporanea Karussell e da Anna Danielli con il patrocinio della Delegazione FAI di Fermo: "Antiche dimore e storie private diventano patrimonio di tutti per raccontare una storia, entrare in luoghi di intima bellezza e affacciarsi incuriositi su esistenze passate e presenti". Il progetto artistico del Circuito, ospitare nelle dimore aderenti opere di arte contemporanea idealmente dedicate alla storia del palazzo, alla storia della famiglia che lo abita e anche alla città in cui sorge, si è inaugurato nel 2021 con la personale del duo Vedovamazzei (Stella Scala e Simeone Crispino).

LUOGO SOLITAMENTE CHIUSO

Palazzo di proprietà privata

Visite a cura di

Karussell Fermo

Gallery

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OFFAGNA, ANCONA

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