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16 - 17 ottobre
PALAZZO BONARELLI (SEDE DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE)

PALAZZO BONARELLI (SEDE DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE)

ANCONA

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PALAZZO BONARELLI (SEDE DEL NUCLEO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE)

Attenzione!

POSTI ONLINE TERMINATI, possibilità di prenotarsi in loco fino al raggiungimento della capienza massima

Apertura a cura di

Delegazione FAI di Ancona

Orario

Sabato: 00:00 - 00:00 / 14:30 - 17:30

Domenica: 10:00 - 12:30 / 14:30 - 17:30

Note per la visita

Palazzo Bonarelli, sede del NTC (Nucleo Tutela Patrimonio Culturale) di Ancona, si trova nel centro storico della città in via PIO II. per raggiungere il luogo è consigliabile usufruire dei vari parcheggi presenti nel centro storico (parcheggio in piazza del Senato, parcheggio Traiano, parcheggio Stamira) per poi raggiungere a piedi l'edificio.

A CURA DI Delegazione FAI di Ancona

Palazzo Bonarelli, attuale sede del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, sorge nel quartiere del Guasco nel centro storico di Ancona in un'area interessata dalla presenza di resti di edifici romani e soprattutto dell'anfiteatro romano (I sec. a.C.) che insieme con l'arco di Traiano rappresenta l'opera architettonica di epoca antica più importante di Ancona (una parte rilevante del monumento coincide con un lato del perimetro del palazzo stesso ed è ampiamente visibile nell'androne di ingresso). Palazzo Bonarelli si trova inoltre al di sotto della cattedrale di san Ciriaco posta all'apice del colle. Il contesto architettonico ed urbanistico nel quale ricade è quindi di enorme rilevanza storica archeologica interessando un arco temporale di oltre 2000 anni di storia della città.

Palazzo Bonarelli, della famiglia Bonarelli secondo la tradizione di discendenza normanna si attestò ad Ancona a partire dal secolo XII con Bonarello che edificò il castello delle Torrette, sottomise il suo possesso feudale alla giurisdizione di Ancona e guadagnò in tal modo di essere aggregato al patriziato anconitano. L'edificio sorge ai piedi della cattedrale di san Ciriaco, sul colle Guasco che domina la città. Esso è edificato in parte sui resti dell'anfiteatro romano e presenta un impianto planimetrico e distributivo notevolmente articolato e di forma irregolare, evidente risultato dell'aggregazione di varie unità edilizie preesistenti, di epoca medioevale, di cui permangono ancora visibili tratti dei paramenti in conci di pietra locale. Nonostante la diffusa impronta cinquecentesca, la sua attuale definizione architettonica evidenzia una più recente fase costruttiva, riferibile alla seconda metà dell'Ottocento, conseguente a consistenti lavori di ristrutturazione e sistemazione funzionale. Nel "Catasto Urbano della città di Ancona ed annessi" del 1830-1833 l'edificio risulta ancora di proprietà della famiglia: apparteneva infatti a Giulio Bonarelli ma, a differenza degli anni precedenti, alcune parti del palazzo risultano date in affitto (i magazzini e parte dell'abitazione). Arrivando al XX sec. a causa dei bombardamenti del 1943, il palazzo fu ripetutamente colpito e venne danneggiato soprattutto nella zona retrostante, così come anche i palazzi che si organizzavano sull'antica corte (piazza Vicolo Bonarelli) posta sul retro. Un altro palazzo della Famiglia Bonarelli, il Palazzo Buranelli venne completamente distrutto dalle bombe. Inoltre tra gennaio e giugno del 1972 in Ancona si ebbe una serie di violenti scosse di terremoto e l'edificio, già in precarissime condizioni, fu lesionato in modo grave. Per arrivare alla fine del secolo scorso quando venne sottoposto ad un importante intervento di restauro e consolidamento e ridistribuzione planimetrica che hanno modificato in modo sostanziale la composizione architettonica originaria.

L'edificio si sviluppa su cinque piani fuori terra oltre ad un interrato, destinato a cantina, ed all'altana emergente per due ulteriori livelli dalle falde di copertura. di tutto l'edificio si conserva originale solo la facciata, progettata nel XVIII sec. dall'architetto Francesco Maria Ciaraffoni (1720-1802). La particolarità di palazzo Bonarelli consiste nell'aver inglobato, conservandole come un provvidenziale contenitore, diverse strutture dell'anfiteatro tra cui alcuni contrafforti e soprattutto una consistente porzione della parete perimetrale esterna, organizzata su un ordine a paraste, sovrastato da edicole, che inquadra alternativamente nicchie ed esedre. La riorganizzazione della scala interna e degli ambienti disposti attorno al cortile, se da un lato ha comportato la rimozione di qualche struttura muraria, dall'altro ha permesso la massima visibilità di tale prospetto fin dall'atrio d'ingresso. La visita interesserà quindi l'androne ove sono visibili vari reperti recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale: una porzione di busto di fontana opera di Raffaele Pirani (1861-1948), una panchina delle cinque presenti in piazza Cavour che riporta il bollettino della vittoria del generale Diaz, varie anfore romane da trasporto per vino e olio contestuali e un cartiglio riportante il nome del vescovo di Ascoli e principe di Ancarano Pietro Camaiani (1519-1579).

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Quando si apre il portone di palazzo Bonarelli il colpo d'occhio è impressionante: sulla parete di fondo, si erge maestosa un'ampia porzione della struttura dell'anfiteatro romano ancora integra nella sua tessitura muraria. L'apertura di palazzo Bonarelli rappresenta quindi una occasione unica per scoprire l'importanza di questa parte di città con i filoni di approfondimento che verranno raccontati dagli apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Galileo Galilei. Tali aspetti peculiari si intersecano profondamente tra loro formando un unico corpus culturale: scopriremo la storia di palazzo Bonarelli e capiremo la preziosa attività del NTP (Nucleo Tutela Patrimonio di Ancona) approfondiremo l'anfiteatro con la natatio e i locali della scuola gladiatoria. Dal 1969 il Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale svolge una importantissima attività di contrasto all'allarmante fenomeno dell'impoverimento del più grande museo al mondo: l'Italia. Attraverso attività di controllo l'azione del Nucleo di Ancona ha permesso negli anni la riduzione dei furti e di recuperare oggetti di diversa natura e provenienza tra cui: beni antiquari, archivistici e librari, reperti archeologici, reperti paleontologici e il sequestro di opere d'arte contemporanea contraffatte. Un fondamentale strumento di supporto e analisi per le attività del Nucleo è la "Banca Dati dei beni culturali" illecitamente sottratti, direttamente gestita dai carabinieri del Nucleo e che rappresenta la più grande banca dati di opere d'arte da ricercare al mondo. Terminata la visita dell'androne di palazzo Bonarelli il percorso di visita proseguirà all'esterno costeggiando via Pio II, dove sono visibili i due ingressi dell'anfiteatro romano riservati agli spettatori, la natatio, le pavimentazioni (a mosaico, con scacchiera e figure di delfini, a opera spicata e ad esagonette), un'iscrizione in mosaico e resti di affreschi. La visita si concluderà dinanzi alla porta pompae, porta principale dell'arena nota ad Ancona come Arco Bonarelli, dalla quale l'anfiteatro e gli edifici soprastanti, che lo accolgono parzialmente, appaiono in tutta la loro maestosità e da dove è possibile comprendere appieno la complessità architettonica che, a partire dal medioevo e per i tanti secoli successivi, ha caratterizzato questa porzione di città.

Testo scritto da Delegazione FAI di Ancona

LUOGO SOLITAMENTE CHIUSO

Luogo solitameente chiuso perchè sede del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale della regione Marche

Visite a cura di

Apprendisti Ciceroni Liceo Scientifico Galileo Galilei

Gallery

, PALAZZO BONARELLI, ANCONA

Aperture vicine

CHIESA DEL GESÙ

ANCONA

ROCCA MEDIEVALE DI OFFAGNA E MUSEO DI STORIA NATURALE PAOLUCCI

OFFAGNA, ANCONA

MONUMENTO NAZIONALE DELLE MARCHE AI VITTORIOSI DI CASTELFIDARDO

CASTELFIDARDO, ANCONA

VILLA BONCI. COMPLESSO AERONAUTICA MILITARE

LORETO, ANCONA

ORTO SUL COLLE DELL'INFINITO

RECANATI, MACERATA

MUSEO NORI DE' NOBILI

RIPE, ANCONA

CHIESA SS. FILIPPO E GIACOMO

MONTEGRANARO, FERMO

CRIPTA DI S. UGO

MONTEGRANARO, FERMO

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