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PIAZZA D'ARMI DI BAGGIO

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MILANO

830°

POSTO

110

VOTI 2018
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PIAZZA D'ARMI DI BAGGIO
Tra i Magazzini Militari di Baggio e la caserma Santa Barbara è racchiusa a Milano in zona 7 un’oasi segreta di 35 ettari. Da fine anni ‘80 la natura ha lentamente trasformato l’area abbandonata di esercitazioni per carri armati, la Piazza d’Armi, in un’alternanza di boschetti di latifoglie miste, incolti dalle vivaci fioriture in primavera e estate, aree umide frequentate anche da uccelli migratori. Un prezioso polmone verde per la città congestionata e inquinata, un vero ecosistema con piccoli mammiferi, rettili, anfibi e uccelli. Ben poco traspare al di là delle mura di recinzione della corsa delle lepri e del volo dei fagiani. Su 41 specie di avifauna presenti 32 sono protette dalla Direttiva 79/409/CEE "Uccelli" (tra cui lo sparviere, stanziale tutto l’anno), e una particolarmente protetta: il gufo reale. Cardellino e fringuello non sono protetti ma altrove ormai rari. Le aree boscate accolgono picchio verde e picchio rosso maggiore (protette), quelle umide l’airone cenerino e la ballerina bianca (protette). L’acqua consente la riproduzione di due specie di tritoni (T. punteggiato e T. crestato), rigorosamente protette in Lombardia dalla Legge Regionale n. 10 del 31/3/2008 e dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, e del rospo smeraldino, altrettanto tutelato. Dal dopoguerra è sorto un mosaico di orti urbani, con un’attività di apicultura: 150 arnie per un totale di circa due milioni di api producono un inatteso “miele in città”. Nel 2010 si è affiancato un campo di Polo/Equitazione (Milano Polo Club), conosciuto a livello internazionale e considerato uno dei migliori d’Europa. L’ambiente agricolo semi-naturale, tipico del paesaggio rurale lombardo, è rimasto quasi invariato per secoli. Risale al 1346 la presenza sul luogo di una cascina (Moreto), documentata fino al 1937 e poi demolita. Oggi le due cascine più prossime sono la Torrette di Trenno e la Linterno. Come un “Terzo Paesaggio” l’area rinaturalizzata è l’anello di congiunzione tra città e campagna, nonché un tassello di prosecuzione dei contigui Parco delle Cave e Bosco in Città (sistema urbano del verde). Il Novecento avvia un secolo di storia militare. La Nuova Piazza d’Armi compare per la prima volta su una mappa nel 1911 e nel 1914 la Carta Topografica d’Italia documenta gli “Hangars” della Leonardo da Vinci dell’Ing. Forlanini per la costruzione di dirigibili. Dall’aerodromo di Baggio partì Umberto Nobile a bordo dell’aeronave Italia per la sua sfortunata missione al Polo Nord. Nella prima metà degli anni ‘30 la superficie di volo viene smantellata. Nel 1931 si inaugurano a ridosso della Piazza il nuovo Ospedale Militare in stile neorinascimentale e la Caserma Santa Barbara, un esempio di architettura degli anni '30, appositamente costruita per il Reggimento Artiglieria a Cavallo, la Voloire, La caserma è ora utilizzata in parte dall’Esercito. L’area dismessa indicata come ATU (Ambito di Trasformazione Urbana) è stata consegnata all’INVIMIT per la sua “valorizzazione”: la vendita sul mercato immobiliare con gli standard edificatori previsti dal PGT (Piano di Governo del Territorio), 290.000 nuovi mq di superficie lorda di pavimento sul 50% del totale dell’area. Ciò malgrado il processo di partecipazione avviato nel 2014 dal Consiglio di zona 7 abbia evidenziato la volontà di cittadini e associazioni per l’assoluta conservazione del verde esistente. Per mantenere la vocazione naturalistico – storica dell’area e avviare la sua riconversione ecosostenibile, dimostrando che anche il verde produce reddito, l’Associazione Parco Piazza d’Armi Le Giardiniere difende un progetto partecipato senza consumo di suolo, con riuso degli edifici esistenti, i Magazzini militari, alcuni tutelati come bene architettonico. Intende offrire alla città un Parco Agro Silvo Pastorale Urbano, multifunzionale e di aggregazione sociale. La cordata ha l’appoggio di numerosi esponenti del mondo scientifico, accademico, culturale e istituzionale.

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8° censimento nazionale del FAI
Anno
2016
Voti
3,006
Intervento
Istruttoria
Stato
In corso

IL BENE
Tra i Magazzini Militari di Baggio e la caserma Santa Barbara a Milano è racchiusa un’oasi di 35 ettari. Piazza d’Armi compare per la prima volta su una mappa nel 1911 e nel 1914 è documenta la presenza sull’area degli "Hangars" per la costruzione di dirigibili. Nella prima metà degli anni ‘30 la superficie di volo venne smantellata e nel 1931 si inaugurarono a ridosso della Piazza il nuovo Ospedale Militare e la Caserma Santa Barbara, ora utilizzata in parte dall’Esercito. Dalla fine degli anni ‘80 la natura ha lentamente trasformato la Piazza in un’alternanza di boschetti e aree umide frequentate da uccelli migratori. L’attivazione dei cittadini al censimento è legata a un progetto di lottizzazione che insiste sull’area e che prevede una volumetria consistente con la conseguente perdita di naturalità dell’area.

INTERVENTO
Il lavoro del FAI sosterrà la richiesta, avanzata dall’associazione Le Giardiniere che ha raccolto i voti all’ultimo censimento, di procedere con azioni di vincolo paesaggistico che tutelino il bene e lo mantengano di proprietà pubblica. Il FAI si è già speso per la tutela di questo ambito urbano, che rappresenta un prezioso polmone verde per la città ed è particolarmente amato dalla cittadinanza.

LE PERSONE CHE HANNO RACCOLTO I VOTI
Il Comitato Le Giardiniere ha raccolto 3.000 voti in soli due mesi di censimento attivando tutte le associazioni del quartiere e diffondendo un capillare appello al voto sui canali social. Il Comitato è tuttora attivo e vigila sul territorio in difesa della Piazza.
 

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Tra i Magazzini Militari di Baggio e la caserma Santa Barbara è racchiusa a Milano in zona 7 un’oasi segreta di 35 ettari. Da fine anni ‘80 la natura ha lentamente trasformato l’area abbandonata di esercitazioni per carri armati, la Piazza d’Armi, in un’alternanza di boschetti di latifoglie miste, incolti dalle vivaci fioriture in primavera e estate, aree umide frequentate anche da uccelli migratori. Un prezioso polmone verde per la città congestionata e inquinata, un vero ecosistema con piccoli mammiferi, rettili, anfibi e uccelli. Ben poco traspare al di là delle mura di recinzione della corsa delle lepri e del volo dei fagiani. Su 41 specie di avifauna presenti 32 sono protette dalla Direttiva 79/409/CEE "Uccelli" (tra cui lo sparviere, stanziale tutto l’anno), e una particolarmente protetta: il gufo reale. Cardellino e fringuello non sono protetti ma altrove ormai rari. Le aree boscate accolgono picchio verde e picchio rosso maggiore (protette), quelle umide l’airone cenerino e la ballerina bianca (protette). L’acqua consente la riproduzione di due specie di tritoni (T. punteggiato e T. crestato), rigorosamente protette in Lombardia dalla Legge Regionale n. 10 del 31/3/2008 e dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, e del rospo smeraldino, altrettanto tutelato. Dal dopoguerra è sorto un mosaico di orti urbani, con un’attività di apicultura: 150 arnie per un totale di circa due milioni di api producono un inatteso “miele in città”. Nel 2010 si è affiancato un campo di Polo/Equitazione (Milano Polo Club), conosciuto a livello internazionale e considerato uno dei migliori d’Europa. L’ambiente agricolo semi-naturale, tipico del paesaggio rurale lombardo, è rimasto quasi invariato per secoli. Risale al 1346 la presenza sul luogo di una cascina (Moreto), documentata fino al 1937 e poi demolita. Oggi le due cascine più prossime sono la Torrette di Trenno e la Linterno. Come un “Terzo Paesaggio” l’area rinaturalizzata è l’anello di congiunzione tra città e campagna, nonché un tassello di prosecuzione dei contigui Parco delle Cave e Bosco in Città (sistema urbano del verde). Il Novecento avvia un secolo di storia militare. La Nuova Piazza d’Armi compare per la prima volta su una mappa nel 1911 e nel 1914 la Carta Topografica d’Italia documenta gli “Hangars” della Leonardo da Vinci dell’Ing. Forlanini per la costruzione di dirigibili. Dall’aerodromo di Baggio partì Umberto Nobile a bordo dell’aeronave Italia per la sua sfortunata missione al Polo Nord. Nella prima metà degli anni ‘30 la superficie di volo viene smantellata. Nel 1931 si inaugurano a ridosso della Piazza il nuovo Ospedale Militare in stile neorinascimentale e la Caserma Santa Barbara, un esempio di architettura degli anni '30, appositamente costruita per il Reggimento Artiglieria a Cavallo, la Voloire, La caserma è ora utilizzata in parte dall’Esercito. L’area dismessa indicata come ATU (Ambito di Trasformazione Urbana) è stata consegnata all’INVIMIT per la sua “valorizzazione”: la vendita sul mercato immobiliare con gli standard edificatori previsti dal PGT (Piano di Governo del Territorio), 290.000 nuovi mq di superficie lorda di pavimento sul 50% del totale dell’area. Ciò malgrado il processo di partecipazione avviato nel 2014 dal Consiglio di zona 7 abbia evidenziato la volontà di cittadini e associazioni per l’assoluta conservazione del verde esistente. Per mantenere la vocazione naturalistico – storica dell’area e avviare la sua riconversione ecosostenibile, dimostrando che anche il verde produce reddito, l’Associazione Parco Piazza d’Armi Le Giardiniere difende un progetto partecipato senza consumo di suolo, con riuso degli edifici esistenti, i Magazzini militari, alcuni tutelati come bene architettonico. Intende offrire alla città un Parco Agro Silvo Pastorale Urbano, multifunzionale e di aggregazione sociale. La cordata ha l’appoggio di numerosi esponenti del mondo scientifico, accademico, culturale e istituzionale.
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