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17 - 18 ottobre e 24 - 25 ottobre
L' Italia entra nell'architettura triestina

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TRIESTE

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L' Italia entra nell'architettura triestina

Attenzione!

APERTURA ANNULLATA PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE

Apertura a cura di

Delegazione FAI di Trieste

Orario

Sabato: 10:00 - 17:00

Domenica: 10:00 - 17:00

Note per la visita

Turni di visita ogni 20 minuti, durata stimata della visita 40 minuti, gruppi di massimo 15 persone

Un percorso tematico per raccontare il progetto di italianizzazione della città di Trieste tra le due guerre mondiali, attraverso le austere e raffinate architetture tra Piazza Oberdan e il Palazzo di Giustizia. Dopo l’annessione di Trieste all’Italia, nomi eccellenti partecipano alla creazione del nuovo assetto cittadino: Enrico e Umberto Nordio si avvicendano, tra gli altri, nel rendere visibile con la loro opera la nuova identità di un luogo, rivelando le relazioni tra architettura e storia del Novecento.

Visite a cura di

delegazione di trieste, delegati scuola, apprendisti ciceroni.

Note generiche

Purtroppo a causa delle note incognite che stanno riguardando il mondo della scuola, non abbiamo la lista completa degli istituti che partecipano al progetto. Anche il numero definitivo degli apprendisti ciceroni ci sarà noto solo tra qualche giorno.

Gallery

Aperture vicine

Villa di Toppo - Florio

BUTTRIO, UDINE

VILLA OTTELIO SAVORGNAN

ARIIS, UDINE

Villa Soranzo

CONCORDIA SAGITTARIA, VENEZIA

PARCO DELLA PACE

PORTOGRUARO, VENEZIA

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PIAZZA OBERDAN

TRIESTE

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PIAZZA OBERDAN
L’odierna Piazza Oberdan è frutto del piano regolatore municipale del 1925 che voleva rappresentare simbolicamente la solennità e la rigidità del potere fascista in una piazza a forma di esedra. Nata dallo sventramento della vecchia caserma austro-ungarica e alle spalle del Palazzo di Giustizia, questa piazza era destinata a svolgere un ruolo essenziale nella pianificazione dell’organismo-città. Durante gli anni Trenta vennero progettati cinque edifici simbolo del potere del Regime, ideati con un linguaggio espressivo che li relaziona uno con l’altro in un’omogeneità eclettica, con la preferenza di decoro di matrice classica e l’uso di ampi porticati ad unirli nei prospetti affacciati alla piazza, ovvero: il Palazzo dell’INA, la Casa del Combattente (vedi tappa 6), la Casa del Lavoro, il Palazzo della TELVE e quello della RAS.
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