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ROCCA DI SAN SILVESTRO

ROCCA DI SAN SILVESTRO

CAMPIGLIA MARITTIMA, LIVORNO

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30

VOTI 2020
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ROCCA DI SAN SILVESTRO
Rocca San Silvestro è un villaggio medievale, sorto fra il X e l'XI secolo, straordinariamente conservato fino ai giorni nostri, che oggi rappresenta, a livello europeo, uno degli esempi più significativi di villaggio signorile a vocazione mineraria e metallurgica. Fondato su iniziativa della nobile famiglia Della Gherardesca con lo scopo di sfruttare i ricchi giacimenti locali di rame e piombo argentifero della zona, il villaggio era abitato prevalentemente da minatori e fonditori che qui estraevano metalli destinati alla produzione monetaria delle zecche toscane, in particolare Lucca e Pisa. Il villaggio era noto nel medioevo con il nome di Rocca a Palmento (una macina, palmentum, è stata infatti rinvenuta nel frantoio sottostante la chiesa) e deve il nome attuale al santo cui era intitolata la chiesa. L'abbandono, avvenuto nel corso del Trecento, fu la conseguenza di molteplici fattori, primo fra tutti quello economico, dovuto al cambiamento del sistema di gestione delle risorse minerarie e allo spostamento degli interessi della famiglia della Gherardesca verso giacimenti più ricchi. Il sito, oltre che di estrema importanza nella definizione della storia della metallurgia in Europa è unico per la sua monumentalità e per il suo eccezionale stato di conservazione. L'impianto urbanistico si è conservato intatto e rimangono abbondanti resti delle strutture architettoniche antiche: la residenza dei signori nella parte più alta, il cassero, la cisterna per la riserva di acqua potabile e, poco distante, la bella chiesetta romanica di San Silvestro con l'annesso cimitero. Tutt'intorno le abitazioni, il forno da pane, il frantoio, la zona industriale dei forni. La pietra calcarea bianchissima con cui è costruito il villaggio, il verde intenso della vegetazione mediterranea in cui è immerso, il panorama che dalla stretta valle dei Manienti scorge il mare, e, col variare delle stagioni, le diverse coloriture della flora aggiungono fascino al luogo, tappa da non perdere nei percorsi della Toscana costiera. Oggi al centro dell'omonimo parco archeominerario, il castello di Rocca San Silvestro è visitato da oltre 30.000 persone ogni anno e costituisce una delle offerte più significative nell’ambito del Sistema dei Parchi della Val di Cornia. Uno straordinario tesoro che purtroppo corre un grave pericolo: la costante esposizione agli agenti atmosferici, infatti, ha prodotto nel tempo gravi fenomeni di degrado nelle murature del villaggio, ai quali è stato fatto fronte con interventi sporadici, volti soprattutto a tamponare le emergenze. Oltre a questo anche le fratture presenti nella roccia su cui poggia l’abitato tendono ad essere ampliate dall’azione dell’acqua, generando movimenti di blocchi soprattutto nelle parti più ripide dello sperone roccioso su cui il castello è costruito. È dunque necessario e quanto mai urgente un vasto e organico intervento di consolidamento e restauro degli elevati, ma anche la contemporanea risoluzione dei problemi di drenaggio delle acque meteoriche, ad integrazione degli interventi già effettuati per l'apertura del Parco (che ormai risalgono a venti anni fa). Per i fattori di rischio a cui è esposto il sito, nei mesi scorsi è stato necessario ridurre l’area visitabile e, in mancanza degli interventi progettati, è prevedibile una rapida accelerazione del degrado, che potrebbe portare con il tempo all’inevitabile chiusura al pubblico, per ragioni di sicurezza, di tutto il villaggio. Tutti gli enti coinvolti, in primis il Comune di Campiglia Marittima e la Società Parchi Val di Cornia sono al lavoro per cercare di scongiurare questo rischio, ma per far sì che il villaggio medievale di San Silvestro sopravviva e la sua eccezionale testimonianza sia trasmessa alle generazioni future c'è bisogno del supporto di tutti i cittadini che amano questo luogo, una vera e propria officina della storia.

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Rocca San Silvestro è un villaggio medievale, sorto fra il X e l'XI secolo, straordinariamente conservato fino ai giorni nostri, che oggi rappresenta, a livello europeo, uno degli esempi più significativi di villaggio signorile a vocazione mineraria e metallurgica. Fondato su iniziativa della nobile famiglia Della Gherardesca con lo scopo di sfruttare i ricchi giacimenti locali di rame e piombo argentifero della zona, il villaggio era abitato prevalentemente da minatori e fonditori che qui estraevano metalli destinati alla produzione monetaria delle zecche toscane, in particolare Lucca e Pisa. Il villaggio era noto nel medioevo con il nome di Rocca a Palmento (una macina, palmentum, è stata infatti rinvenuta nel frantoio sottostante la chiesa) e deve il nome attuale al santo cui era intitolata la chiesa. L'abbandono, avvenuto nel corso del Trecento, fu la conseguenza di molteplici fattori, primo fra tutti quello economico, dovuto al cambiamento del sistema di gestione delle risorse minerarie e allo spostamento degli interessi della famiglia della Gherardesca verso giacimenti più ricchi. Il sito, oltre che di estrema importanza nella definizione della storia della metallurgia in Europa è unico per la sua monumentalità e per il suo eccezionale stato di conservazione. L'impianto urbanistico si è conservato intatto e rimangono abbondanti resti delle strutture architettoniche antiche: la residenza dei signori nella parte più alta, il cassero, la cisterna per la riserva di acqua potabile e, poco distante, la bella chiesetta romanica di San Silvestro con l'annesso cimitero. Tutt'intorno le abitazioni, il forno da pane, il frantoio, la zona industriale dei forni. La pietra calcarea bianchissima con cui è costruito il villaggio, il verde intenso della vegetazione mediterranea in cui è immerso, il panorama che dalla stretta valle dei Manienti scorge il mare, e, col variare delle stagioni, le diverse coloriture della flora aggiungono fascino al luogo, tappa da non perdere nei percorsi della Toscana costiera. Oggi al centro dell'omonimo parco archeominerario, il castello di Rocca San Silvestro è visitato da oltre 30.000 persone ogni anno e costituisce una delle offerte più significative nell’ambito del Sistema dei Parchi della Val di Cornia. Uno straordinario tesoro che purtroppo corre un grave pericolo: la costante esposizione agli agenti atmosferici, infatti, ha prodotto nel tempo gravi fenomeni di degrado nelle murature del villaggio, ai quali è stato fatto fronte con interventi sporadici, volti soprattutto a tamponare le emergenze. Oltre a questo anche le fratture presenti nella roccia su cui poggia l’abitato tendono ad essere ampliate dall’azione dell’acqua, generando movimenti di blocchi soprattutto nelle parti più ripide dello sperone roccioso su cui il castello è costruito. È dunque necessario e quanto mai urgente un vasto e organico intervento di consolidamento e restauro degli elevati, ma anche la contemporanea risoluzione dei problemi di drenaggio delle acque meteoriche, ad integrazione degli interventi già effettuati per l'apertura del Parco (che ormai risalgono a venti anni fa). Per i fattori di rischio a cui è esposto il sito, nei mesi scorsi è stato necessario ridurre l’area visitabile e, in mancanza degli interventi progettati, è prevedibile una rapida accelerazione del degrado, che potrebbe portare con il tempo all’inevitabile chiusura al pubblico, per ragioni di sicurezza, di tutto il villaggio. Tutti gli enti coinvolti, in primis il Comune di Campiglia Marittima e la Società Parchi Val di Cornia sono al lavoro per cercare di scongiurare questo rischio, ma per far sì che il villaggio medievale di San Silvestro sopravviva e la sua eccezionale testimonianza sia trasmessa alle generazioni future c'è bisogno del supporto di tutti i cittadini che amano questo luogo, una vera e propria officina della storia.
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