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SAN DONATO IN GRETI-VINCI

SAN DONATO IN GRETI-VINCI

CAMPOCOLLESE, FIRENZE

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POSTO

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SAN DONATO IN GRETI-VINCI

La chiesa di san Donato in Greti ha sede nelle campagne di Vinci, ai piedi del Montalbano: deve il suo nome “in greti” alla natura del terreno formato da argilla e residui di conchiglie palustri, natura che oggi ne sta minando la stabilità. Alla fine del XIII secolo compare come chiesa suffraganea della pieve di s. Giovanni Battista in sant’Ansano in Greti (1294) ubicata in posizione di confine diocesano.
Nel 1534/ 1535 il cardinale Antonio Pucci trovò la chiesa male ordinata e ingiunse al rettore fiorentino di prendere residenza nella canonica: probabilmente per salvaguardare opere di pregio come il dipinto di Antonio Sogliani risalente a quegli anni, che è stato rimosso ed è custodito tuttora in altra sede.
L’atto di visita del 18 maggio 1735 attesta la presenza di un cimitero risalente, con ogni probabilità, al periodo in cui la chiesa stessa fu costruita.
Nella piatta muraglia absidale è incluso il campanile a vela provvisto di due campane, una del secolo XIV e una del XV.
Nel 1943 la priorìa di san Donato contava 600 abitanti e tre oratori: san Giovanni Battista a Bellosguardo, san Michele Arcangelo a Dianella (villa Fucini) e san Pietro a Mercatale.
La chiesa, causa condizioni precarie, è chiusa da circa 17 anni, ma il sentimento che accomuna le persone che sostengono la causa di salvaguardia è lo stesso di un illustre toscano, Piero Calamandei, che così disse ai suoi ragazzi il 15 settembre del 1944: “Voi lo sapete: in Italia, e specialmente in Toscana, ogni borgo, collina, ogni svolto di strada, ha un volto come quello di una persona viva: non vi è curva di poggi o campanile di pieve che non si affacci nel nostro cuore col nome di un poeta o di un pittore, col ricordo di un evento storico che conta per noi quanto le gioie o i lutti della nostra famiglia”

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SAN DONATO IN GRETI-VINCI
La chiesa di san Donato in Greti ha sede nelle campagne di Vinci, ai piedi del Montalbano: deve il suo nome “in greti” alla natura del terreno formato da argilla e residui di conchiglie palustri, natura che oggi ne sta minando la stabilità. Alla fine del XIII secolo compare come chiesa suffraganea della pieve di San Giovanni Battista in sant’Ansano in Greti (1294) ubicata in posizione di confine diocesano. Nel 1534/ 1535 il cardinale Antonio Pucci trovò la chiesa male ordinata e ingiunse al rettore fiorentino di prendere residenza nella canonica: probabilmente per salvaguardare opere di pregio come il dipinto di Antonio Sogliani risalente a quegli anni, che è stato rimosso ed è custodito tuttora in altra sede. L’atto di visita del 18 maggio 1735 attesta la presenza di un cimitero risalente, con ogni probabilità, al periodo in cui la chiesa stessa fu costruita. Nella piatta muraglia absidale è incluso il campanile a vela provvisto di due campane, una del secolo XIV e una del secolo XV. Nel 1943 la priorìa di san Donato contava 600 abitanti e tre oratori: san Giovanni Battista a Bellosguardo, san Michele Arcangelo a Dianella (villa Fucini) e san Pietro a Mercatale. La chiesa, causa condizioni precarie, è chiusa da circa 17 anni, ma il sentimento che accomuna le persone che sostengono la causa di salvaguardia è lo stesso di un illustre toscano, Piero Calamandei, che così disse ai suoi ragazzi il 15 settembre del 1944: “Voi lo sapete: in Italia, e specialmente in Toscana, ogni borgo, collina, ogni svolto di strada, ha un volto come quello di una persona viva: non vi è curva di poggi o campanile di pieve che non si affacci nel nostro cuore col nome di un poeta o di un pittore, col ricordo di un evento storico che conta per noi quanto le gioie o i lutti della nostra famiglia”
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