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SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BOSCO

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BOSCO

OZEGNA, TORINO

557°

POSTO

271

VOTI 2020
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SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BOSCO
Fuori dal paese di Ozegna, sorgono il Santuario della Madonna del Bosco e gli edifici dell'adiacente convento francescano, ora trasformati in abitazioni civili. il 21 giugno 1623 appariva la Beata Vergine a un ragazzo di 15 anni circa, che a seguito di una malattia, diagnosticata dal medico come asma, aveva difficoltà a parlare. Il ragazzo si trovava nelle campagne vicino al Torrente Orco, impegnato nella fienagione. Dopo la visione Giovanni Guglielmo Petro riacquistò la parola: da allora, se pur in tono minore, è diventato luogo sacro e di pellegrinaggio. Dalla popolazione locale, l'apparizione viene ricordata e solennizzata nella giornata del 15 agosto di ogni anno, con la celebrazione di tre funzioni liturgiche (1° alle ore 08,00; 2° alle ore 11,00 e la 3° alle ore 18,00), mentre da una settimana prima tutte le sere si celebra una funzione liturgica serale, concludendo il percorso di fede nella serata del 14 agosto con una processione nei dintorni del Santuario. In seguito al fatto miracoloso cui si è accennato in precedenza, venne costruito prima il santuario e poi il convento che venne affidato ai Padri Francescani Riformati, fino al 1802, quando, su ordinamento napoleonico i frati vennero allontanati, l'intero complesso chiuso e venduto a privati. Solo alla fine del 1800, il parroco don Lorenzo Coriasso lo acquistò riaprendolo al pubblico e al culto. Il santuario è un piccolo e prezioso esempio del primo barocco, in modo particolare sono apprezzabili gli altari lignei, recentemente restaurati, che fanno supporre l'intervento di intagliatori di origine valtellinese e le grandi tele che sovrastano gli altari laterali.

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Fuori dal paese di Ozegna, sorgono il Santuario della Madonna del Bosco e gli edifici dell'adiacente convento francescano, ora trasformati in abitazioni civili. il 21 giugno 1623 appariva la Beata Vergine a un ragazzo di 15 anni circa, che a seguito di una malattia, diagnosticata dal medico come asma, aveva difficoltà a parlare. Il ragazzo si trovava nelle campagne vicino al Torrente Orco, impegnato nella fienagione. Dopo la visione Giovanni Guglielmo Petro riacquistò la parola: da allora, se pur in tono minore, è diventato luogo sacro e di pellegrinaggio. Dalla popolazione locale, l'apparizione viene ricordata e solennizzata nella giornata del 15 agosto di ogni anno, con la celebrazione di tre funzioni liturgiche (1° alle ore 08,00; 2° alle ore 11,00 e la 3° alle ore 18,00), mentre da una settimana prima tutte le sere si celebra una funzione liturgica serale, concludendo il percorso di fede nella serata del 14 agosto con una processione nei dintorni del Santuario. In seguito al fatto miracoloso cui si è accennato in precedenza, venne costruito prima il santuario e poi il convento che venne affidato ai Padri Francescani Riformati, fino al 1802, quando, su ordinamento napoleonico i frati vennero allontanati, l'intero complesso chiuso e venduto a privati. Solo alla fine del 1800, il parroco don Lorenzo Coriasso lo acquistò riaprendolo al pubblico e al culto. Il santuario è un piccolo e prezioso esempio del primo barocco, in modo particolare sono apprezzabili gli altari lignei, recentemente restaurati, che fanno supporre l'intervento di intagliatori di origine valtellinese e le grandi tele che sovrastano gli altari laterali.
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