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TEATRO VERDE

VENEZIA

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TEATRO VERDE
Il Teatro Verde dell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia Situato nel cuore del parco dell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, il Teatro Verde fu costruito a partire dal 1952 su progetto degli architetti Luigi Vietti ed Angelo Scattolin, utilizzando il  materiale di demolizione accumulatosi nel corso dei lavori di restauro dell'isola con i quali nacque la Fondazione Giorgio Cini.  Si tratta di un anfiteatro en plein air con circa 1.500 posti a sedere, costituito da gradoni di pietra bianca di Vicenza intercalati da spalliere di bosso, così da dare l’impressione - con il pubblico seduto - di uno di quei teatri di verdura che ornavano le ville venete della Terraferma. Il grande palcoscenico ha un fronte di 56 metri e un’estensione di 210 metri quadri, la fossa dell'orchestra può accogliere fino a 150 esecutori.  Con la costruzione del teatro si completò il recupero dell’isola di San Giorgio Maggiore secondo un disegno preciso che prevedeva un insediamento funzionale nell’isola di iniziative sociali e culturali che costituiscono tuttora lo scopo essenziale della Fondazione Giorgio Cini. Per mezzo del Teatro Verde  nel 1954, la Fondazione Giorgio Cini si impegnò infatti ad intervenire in modo attivo anche nel settore del teatro, al di là dell’intensa attività di riflessione critica e saggistica portata avanti dai suoi Istituti di Ricerca; la programmazione degli spettacoli fu spesso frutto di una stretta collaborazione con le istituzioni teatrali di Venezia, soprattutto con il Teatro La Fenice e La Biennale. Inaugurato nel luglio del 1954 con Resurrezione e vita, uno spettacolo coreografico di vaste proporzioni e di grande impegno ispirato alla tradizione pittorica e musicale veneziana ideato da Francesco Siciliani, il Teatro ospitò negli anni successivi spettacoli di eccezione, tra cui Arianna di Benedetto Marcello, e fino al 1959 fu uno dei luoghi deputati dei festival teatrali veneziani: vennero messi in scena diversi spettacoli goldoniani, tra cui Le baruffe chiozzotte, Le donne gelose, Il Campiello, Chi la fa l’aspetti. Nel frattempo il Teatro Verde diede luce ad altre esperienze di respiro europeo e internazionale: i Nô giapponesi del Teatro Imperiale di Tokio per la prima volta in Europa; spettacoli della Comédie Française, Jean Vilar con Don Juan di Molière e La ville di Claudel (in prima assoluta); lo scespiriano A midsummer’s night dream dato dalla Oxford Playhause, Romeo e Giulietta di Prokofieff eseguito dalla Scala di Milano, e poi concerti diretti da Dimitri Mitropulos, Gianandrea Gavazzeni, Nino Sanzogno e altri spettacoli musicali e drammatici in collaborazione con il Teatro La Fenice e, in particolare, con il Festival Internazionale del Teatro di Prosa e con il Festival Internazionale del Teatro per ragazzi della Biennale.  Nel 1999 fu stipulata una convenzione tra la Fondazione Cini e La Biennale di Venezia che consentì, dopo molti anni, la riapertura al pubblico del Teatro Verde, destinandolo prevalentemente all’attività di danza. Il grande palcoscenico divenne ancora una volta lo spazio deputato per un progetto di rilievo, sostenuto dalla grande danzatrice Carolyn Carlson, che lo ha eletto come centro della sua Accademia Isola Danza, volta a formare una nuova generazione di artisti internazionali. La nuova inaugurazione del Teatro si tenne il 30 luglio con lo spettacolo Parabola. Nel 2003 anche la Biennale Danza lasciò la gestione del Teatro Verde a causa dei costi di gestione che si sommavano alla precarietà della programmazione di un teatro all’aperto non dotato di un sistema di protezione del palcoscenico. Da allora l’attività del teatro divenne occasionale; l’ultimo concerto dell’arena veneziana ebbe luogo nel 2013, quando si esibì Patti Smith nell’ambito della rassegna Li.VE in Venice organizzata da Ponderosa Music & Arts e Fondazione Giorgio Cini. 
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