Iscriviti al FAI a -10€
I Luoghi del Cuore
Il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare
I MULINI DELLA VAL CLAREA

I MULINI DELLA VAL CLAREA

GIAGLIONE, TORINO

274°

POSTO

840

VOTI 2020
Condividi
I MULINI DELLA VAL CLAREA
All’interno del Comune di Giaglione (To), in media Valsusa, è situato in mezzo al bosco un piccolo agglomerato di case noto come la “Borgata dei Mulini”. Il mulino al centro è l’unico sopravvissuto intatto, dei sei esistenti alla fine del Millesettecento. È un edificio ad un solo piano, probabilmente di origine medioevale, con il piano terreno costituito da due locali ad arcata entro cui sono alloggiate le due turbine di legno e con un unico locale soprastante in cui sono posizionate le due macine e tutti i loro accessori. La parte sottostante è leggermente interrata: l’evento che ha bloccato l’attività può esser fatto risalire al 1957, quando vi fu l’ultima alluvione secolare perché la precedente, risalente al 1728, non è da prendere in considerazione poiché, come indica un atto notarile del 1757, in quegli anni, il mulino funzionava e dava un reddito di 50 lire piemontesi all’anno, corrispondenti all’incirca a 5.000 euro odierni,(considerando che il peso del denaro contante era molto più alto che adesso). Una delle particolarità interessanti è la tecnologia. Si tratta di un mulino a ruota orizzontale, in pratica una piccola turbina con pale di legno il cui albero è direttamente fissato alla macina superiore. Questo tipo di mulino, che si contrappone a quello “vitruviano”, entrato in uso tra mezzo millennio ed un millennio dopo, non ha bisogno di ingranaggi per trasformare il moto della ruota idraulica nel moto rotatorio orizzontale delle macine ma, per contro è meno efficiente: la velocità di rotazione è quella della ruota sottostante e, dato il peso della macina, corrisponde ad una dozzina di giri al minuto, con la conseguenza di una resa non molto diversa dal mulino a forza animale diffuso nell’antichità. Invece, il mulino verticale consente una ruota molto più grande ed un ingranaggio che moltiplica di circa quattro volte il numero dei giri. La differenza di resa è quello che ha fatto sì che il mulino a ruota orizzontale, come quello di Clarea abbia potuto sostituire la forza animale, ma poi sia stato sostituito a sua volta da quello a ruota verticale quasi ovunque, prima lentamente, a partire dall’epoca di Carlomagno, poi in modo esplosivo tra il Mille e Milleduecento quando l’uso della forza idraulica divenne un fondamento della rinascita economica. Il mulino di tipo antico, come quello di Clarea, detto anche “greco” perché presente in opere scritte nel periodo della Grecia ellenistica, sopravviverà solo in alcune zone montane dove i corsi d’acqua non hanno molto volume, ma data la pendenza possono avere una grande forza. Lo si dà sopravvissuto in Norvegia sino al secolo scorso, in parallelo a questo ed altri della Valle di Susa che han lavorato sino al 1957.

Gallery

Scheda completa al 100%
Arricchisci o modifica questa scheda

Esiste già una scheda per questo luogo?
Segnalaci se questa scheda è un duplicato.

I contenuti di questa scheda sono generati dagli utenti e non riflettono un giudizio del FAI sul luogo.
Il FAI non è responsabile dell’eventuale violazione di copyright delle immagini pubblicate.
Contenuti impropri e utilizzi non corretti delle immagini possono essere segnalati a: iluoghidelcuore@fondoambiente.it.

Materiali di raccolta voti

Aiuta il tuo luogo del cuore a scalare la classifica: invita i tuoi amici e conoscenti a votarlo e raccogli tu stesso i voti. Il tuo gesto può fare la differenza. Scarica i materiali personalizzati, attiva i tuoi contatti e coinvolgi il tuo territorio: più numerosi saranno i voti, più il FAI riuscirà a portare questo luogo all’attenzione locale e nazionale. Comincia ora!
Questo luogo è stato votato anche nel:
Censimento 2018

32,550° Posto

1 Voti
Censimento 2016

9,917° Posto

6 Voti
Censimento 2006

26° Posto

681 Voti

Vota altri luoghi vicini

13,598°
9 voti

Area naturale

LA VALLE DI SUSA

GIAGLIONE, TORINO

29,863°
3 voti

Chiesa

PARROCCHIA DI SAN VINCENZO MARTIRE FRAZIONE SANT'ANDREA 1

GIAGLIONE, TORINO

27,059°
3 voti

Castello, rocca

AREA ARCHEOLOGICA DEL CASTELLO SUPERIORE

GIAGLIONE, TORINO

Vota altri luoghi simili

32,848 voti

Ferrovia storica, ferrovia

CUNEO-VENTIMIGLIA-NIZZA: LA FERROVIA DELLE MERAVIGLIE

VENTIMIGLIA, CUNEO

32,345 voti

Palazzo storico, dimora storica

CASTELLO E PARCO DI SAMMEZZANO

REGGELLO, FIRENZE

19,708 voti

Ponte

PONTE DELL'ACQUEDOTTO

GRAVINA IN PUGLIA, BARI

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

I MULINI DELLA VAL CLAREA

GIAGLIONE, TORINO

Condividi
I MULINI DELLA VAL CLAREA
All’interno del Comune di Giaglione (To), in media Valsusa, è situato in mezzo al bosco un piccolo agglomerato di case noto come la “Borgata dei Mulini”. Il mulino al centro è l’unico sopravvissuto intatto, dei sei esistenti alla fine del Millesettecento. È un edificio ad un solo piano, probabilmente di origine medioevale, con il piano terreno costituito da due locali ad arcata entro cui sono alloggiate le due turbine di legno e con un unico locale soprastante in cui sono posizionate le due macine e tutti i loro accessori. La parte sottostante è leggermente interrata: l’evento che ha bloccato l’attività può esser fatto risalire al 1957, quando vi fu l’ultima alluvione secolare perché la precedente, risalente al 1728, non è da prendere in considerazione poiché, come indica un atto notarile del 1757, in quegli anni, il mulino funzionava e dava un reddito di 50 lire piemontesi all’anno, corrispondenti all’incirca a 5.000 euro odierni,(considerando che il peso del denaro contante era molto più alto che adesso). Una delle particolarità interessanti è la tecnologia. Si tratta di un mulino a ruota orizzontale, in pratica una piccola turbina con pale di legno il cui albero è direttamente fissato alla macina superiore. Questo tipo di mulino, che si contrappone a quello “vitruviano”, entrato in uso tra mezzo millennio ed un millennio dopo, non ha bisogno di ingranaggi per trasformare il moto della ruota idraulica nel moto rotatorio orizzontale delle macine ma, per contro è meno efficiente: la velocità di rotazione è quella della ruota sottostante e, dato il peso della macina, corrisponde ad una dozzina di giri al minuto, con la conseguenza di una resa non molto diversa dal mulino a forza animale diffuso nell’antichità. Invece, il mulino verticale consente una ruota molto più grande ed un ingranaggio che moltiplica di circa quattro volte il numero dei giri. La differenza di resa è quello che ha fatto sì che il mulino a ruota orizzontale, come quello di Clarea abbia potuto sostituire la forza animale, ma poi sia stato sostituito a sua volta da quello a ruota verticale quasi ovunque, prima lentamente, a partire dall’epoca di Carlomagno, poi in modo esplosivo tra il Mille e Milleduecento quando l’uso della forza idraulica divenne un fondamento della rinascita economica. Il mulino di tipo antico, come quello di Clarea, detto anche “greco” perché presente in opere scritte nel periodo della Grecia ellenistica, sopravviverà solo in alcune zone montane dove i corsi d’acqua non hanno molto volume, ma data la pendenza possono avere una grande forza. Lo si dà sopravvissuto in Norvegia sino al secolo scorso, in parallelo a questo ed altri della Valle di Susa che han lavorato sino al 1957.
Campagne in corso in questo luogo
Storico campagne in questo luogo
I Luoghi del Cuore
2006, 2016, 2018
Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

Regalati 365 giorni di arte e cultura nell'Italia più bella, risparmiando.

Scopri tutte le convenzioni riservate agli iscritti

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te