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VILLA AMALIA

VILLA AMALIA

ERBA, COMO

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VILLA AMALIA
Nel 1799 il convento di Santa Maria degli Angeli di Erba fu soppresso e messo in vendita e il nuovo proprietario, il conte Marliani, iniziò le opere di adattamento per trasformarlo in una sontuosa residenza estiva, affidandone il progetto all’architetto di origine viennese, Pollack (1751-1806), allievo del Piermarini, professore dell’Accademia di Belle Arti a Milano e architetto del Duomo, che creò un edificio di stile neoclassico, integrandolo nei grandiosi locali del vecchio convento e adattandone le varie parti ad usi domestici. La struttura dietro l’altare maggiore della chiesa venne demolita, dando accesso al cortile interno di Villa Amalia. Per creare l’entrata principale della villa furono eliminati il coro e la sacrestia maggiore. Anche il cimitero laico e quello ecclesiastico subirono la stessa fine e furono purtroppo chiuse o distrutte tutte le cappelle. All’interno della Villa furono creati vari ambienti secondo la moda dell’epoca: i salotti giallo e rosso, la biblioteca, la sala di lettura e la sala da pranzo. Una serie di gradini conduce al verdeggiante parco che circonda la villa. Ultimata la parte costruttiva, l’architetto Leopoldo Pollack si dedicò infatti al parco, aprendolo a raggiera e adottando soluzioni d’avanguardia, inserendovi piante ed essenze pregiate: magnolie, cedri di ogni tipo, sequoie, faggi, rododendri e azalee. A nord del fabbricato, ove erano l’orto e il frutteto del convento, compose un quadro di naturali bellezze, intersecando il verde pendio con viali e sentieri, disponendo con una genialità tutta sua gruppi di piante e cespugli, creando aiuole di varie forme e tonalità di colore. In un’altra parte invece, dove passa il Lambroncino, rese più verde ciò che la natura spontaneamente offriva e creò un angolo di romantica bellezza, collocandovi graziose statue di Diana e Atteone. Pose, sopra una specie di tempietto, una figura di donna, la dea Prudenza, e disseminò il bosco di sedili e piedistalli scolpiti nel sasso, simili a tronchi e a fantastiche piante, quasi per trattenere in invisibili lacci il solitario visitatore. I lavori terminarono nel 1801 e il Marliani volle commemorare questa data con una lapide infissa in una parete del cortile, dedicando la villa alla sua consorte Amalia. Villa Amalia passò poi dai Marliani ai fratelli Marietti, appartenenti al mondo bancario milanese, a cui seguirono diversi proprietari e dal 1962 la villa è proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Como e accoglie il Liceo Statale Carlo Porta.

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Nel 1799 il convento di Santa Maria degli Angeli di Erba fu soppresso e messo in vendita e il nuovo proprietario, il conte Marliani, iniziò le opere di adattamento per trasformarlo in una sontuosa residenza estiva, affidandone il progetto all’architetto di origine viennese, Pollack (1751-1806), allievo del Piermarini, professore dell’Accademia di Belle Arti a Milano e architetto del Duomo, che creò un edificio di stile neoclassico, integrandolo nei grandiosi locali del vecchio convento e adattandone le varie parti ad usi domestici. La struttura dietro l’altare maggiore della chiesa venne demolita, dando accesso al cortile interno di Villa Amalia. Per creare l’entrata principale della villa furono eliminati il coro e la sacrestia maggiore. Anche il cimitero laico e quello ecclesiastico subirono la stessa fine e furono purtroppo chiuse o distrutte tutte le cappelle. All’interno della Villa furono creati vari ambienti secondo la moda dell’epoca: i salotti giallo e rosso, la biblioteca, la sala di lettura e la sala da pranzo. Una serie di gradini conduce al verdeggiante parco che circonda la villa. Ultimata la parte costruttiva, l’architetto Leopoldo Pollack si dedicò infatti al parco, aprendolo a raggiera e adottando soluzioni d’avanguardia, inserendovi piante ed essenze pregiate: magnolie, cedri di ogni tipo, sequoie, faggi, rododendri e azalee. A nord del fabbricato, ove erano l’orto e il frutteto del convento, compose un quadro di naturali bellezze, intersecando il verde pendio con viali e sentieri, disponendo con una genialità tutta sua gruppi di piante e cespugli, creando aiuole di varie forme e tonalità di colore. In un’altra parte invece, dove passa il Lambroncino, rese più verde ciò che la natura spontaneamente offriva e creò un angolo di romantica bellezza, collocandovi graziose statue di Diana e Atteone. Pose, sopra una specie di tempietto, una figura di donna, la dea Prudenza, e disseminò il bosco di sedili e piedistalli scolpiti nel sasso, simili a tronchi e a fantastiche piante, quasi per trattenere in invisibili lacci il solitario visitatore. I lavori terminarono nel 1801 e il Marliani volle commemorare questa data con una lapide infissa in una parete del cortile, dedicando la villa alla sua consorte Amalia. Villa Amalia passò poi dai Marliani ai fratelli Marietti, appartenenti al mondo bancario milanese, a cui seguirono diversi proprietari e dal 1962 la villa è proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Como e accoglie il Liceo Statale Carlo Porta.
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