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Mario Negri, Ara, 1962 © FAI

Mario Negri - Scultore a Milano

Dal 30 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020

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Mario Negri - Scultore a Milano

    DOVE

    Villa Necchi Campiglio, via Mozart 14 Milano

    quando

    Dal 30 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020

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    tel. 02.76340121
    fainecchi@fondoambiente.it

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    Fare una mostra intesa non come un’“esposizione”, ma come una “stanza” delle sculture (M. Negri)

    LA MOSTRA

    In vita lo scultore Mario Negri (Tirano 1916 - Milano 1987) non ha mai avuto una mostra pubblica a Milano. Questa è il risarcimento di una zona rimasta in ombra, ma che racconta una storia lombarda fondata sul sodalizio fra artisti e poeti, e che fa di Negri, complice il suo complesso e colto profilo intellettuale, una figura congeniale agli uomini di lettere, da Vittorio Sereni a Vanni Scheiwiller, da Roberto Tassi a Dante Isella, fino a Giovanni Testori. Assiduo collaboratore di “Domus” di Gio Ponti dal 1950 al 1957, Negri era in aggiunta artista di ampie letture, capace di affiancare la sapienza manuale al racconto intimo della storia della scultura moderna. Scrivendo, infatti, Negri chiarisce implicitamente le ragioni della sua ricerca artistica: egli sente di dover tramandare attraverso la scultura i valori di una tradizione che dal Romanico arriva ad Arturo Martini.

    È l’itinerario sofferto di un artista che dichiara una fedeltà assoluta al mestiere artigianale della scultura e si sente estraneo alle istanze dapprima informali, poi minimaliste e concettuali, trovando invece un punto di riferimento nell’amicizia con Alberto Giacometti.

    Come scrisse Claudia Gian Ferrari egli era uomo «impastato di una rigidità, di una severità morale quasi calvinista sia nei confronti degli altri sia soprattutto di se stesso. Lontano volutamente dai fragori del successo, quello più roboante, più seducente».

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    Villa Necchi Campiglio

    La dimensione domestica e accogliente di Villa Necchi Campiglio sembra una nuova casa per la sua scultura.

    Si è cercato infatti di inserire le opere di Mario Negri nel percorso di visita della Villa progettata da Portaluppi come delle presenze integrate con l’arredo e talvolta in rapporto con alcuni degli artisti più rappresentativi della collezione Gian Ferrari, da Arturo Martini ad Adolfo Wildt a Mario Sironi, confermando il continuo sforzo di trovare una soluzione modernista a una tradizione di antica origine.

    Al secondo piano della Villa, invece, è possibile soffermarsi sui puri valori formali di questa scultura immergendosi nell’asciutto e rigoroso allestimento, volto a restituire lo spirito di un valore plastico “assoluto” nella sua severa e solenne compostezza.

    Rifacendosi a un’indicazione di fondo suggerita dall’artista stesso nelle mostre da lui stesso allestite, le sculture non sono presenze isolate ma attori di una rappresentazione nello spazio, come le erme ieratiche e solitarie appartenenti a una misteriosa popolazione che parla una lingua moderna ma porta con sé un respiro antico.

    Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
    Tutto questo non sarebbe possibile senza di te