Mario Negri, Ara, 1962 © FAI

Mario Negri - Scultore a Milano

La mostra è prorogata dal 15 al 26 gennaio 2020

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    Agli scultori giovani

    La lettera che Mario Negri scrive nel 1945/46 ai giovani scultori è la fonte ispiratrice di questa mostra che nasce dalla volontà di guardare al mondo dell’arte, e in particolare a quello della scultura, attraverso una generazione di artisti che si stanno formando e che hanno iniziato, chi da più tempo e chi da meno, a muoversi all’interno del sistema dell’arte contemporanea.

    Il mondo ai tempi della lettera di Mario Negri era completamente diverso da quello di oggi, usciva da una guerra devastante e provava a rialzarsi. Il verbo fare era il grande protagonista di questa ricostruzione. Proprio il fare era al centro del pensiero di Mario Negri: il lavoro manuale e la fatica fisica erano un passaggio obbligato per riuscire in una professione che doveva lasciare poco spazio a vezzi intellettuali.

    Oggi le nuove tecnologie stanno cambiando profondamente i rapporti tra le persone e anche il contesto sociale non è più lo stesso. La ricostruzione che dobbiamo affrontare non è legata più alle macerie della guerra, bensì a quelle che il modello di sviluppo contemporaneo ci propone. La complessità e le contraddizioni che la società contemporanea esprime sono il punto di partenza, il luogo dove molti artisti attingono per progettare le loro opere.

    L’esposizione a Villa Necchi vuole presentare le opere di venti giovani artisti, uno diverso dall’altro, ognuno con la propria poetica ma tutti concentrati in una ricerca che non è solo formale ma è tesa a trovare un equilibrio tra forma e contenuto, quell’equilibrio che è in grado di trasformare un oggetto in opera d’arte.

    A cura di Jean Blanchaert e Stefano Boccalini, con il coordinamento di Irina Eschenazi Focsaneanu

    Leggi la lettera di Mario Negri "Agli scultori giovani"

    Affrontiamo la scultura in maniera vergine e naturale, senza prevenzioni o con programmi preventivati, affrontiamola e dedichiamoci interamente ad essa come ad un sacerdozio, nel modo più puro, nel modo più deciso, più morale ed onesto, e staremo per dire più ingenuo.

    Non abbandoniamoci al facile e gratuito gioco di trucchi ed invenzioni puramente esteriori e letterari, non seguiamo teorie estetiche che appartengono soltanto a speculazioni filosofiche destinate a rimanere per lo più al puro stato di teorie, lasciamo i programmi a coloro che non sanno dar vita ai loro fantasmi (se pure ne hanno) e lasciamoli perdersi nei labirinti viziosi di inutili discorsi, lasciamo tutto questo ai critici letterati ed agli pseudo pittori-letterati (e perciò non pittori).

    Buttiamoci al nostro lavoro con accanimento, e che sia la fatica di ogni giornata la nostra più viva realtà, lavoriamo con l’umiltà o la modestia che avevano gli scultori del ’200 e del ’300 nient’affatto intellettuali e tendiamo solamente all’assoluto, all’essenziale, al ‘Vero’.

    Tendiamo sempre a far grande, a toccare cioè un vero stile, ed anche se in cento falliremo almeno uno o mezzo di noi coglierà nel segno.

    Facciamo del nostro mestiere la nostra ragione d’essere, l’unica e la più spietata. Facciamo che esso non sia mai peccato d’orgoglio e ricordiamoci che solo attraverso un inesorabile lavoro si cresce e si progredisce e che le masturbazioni d’ordine meramente intellettuale e letterario non aggiungono niente alle nostre possibilità di scultori. Non improvvisiamo, non abbandoniamoci al solo estro che col tempo ha tradito (e la cronaca di questo secolo lo dimostra) anche alcuni fantasiosi giocolieri della scultura moderna. Ma costruiamo con amore ed intelligenza e facciamo che ogni nostra opera abbia una profonda e poetica ragione di esistere. Lasciamo ogni debolezza e compiacenza, ricordiamoci che le cose belle sono ‘naturali’, hanno cioè un senso d’eterno e di vero, e danno l’impressione d’essere sempre esistite, anche se sono uscite oggi dalle mani degli uomini, così come sono le cose della natura, che non appartengono (e non ne hanno il senso) a nessun tempo, ma che sono sempre esistite, anche prima, forse, che fossero create da Dio.

    Facciamo che nelle nostre opere gli altri, questi esseri che soffrono, possano riconoscere una minima parte di se stessi, e solo così, allora, le immagini a cui diamo vita saranno vere.

    Se nelle nostre cose non ci sarà almeno un palpito di umanità non saranno vere e se ne staranno inerti, al di fuori della vita, e cioè a dire fredde, accademiche e perciò inutili. Tutto ciò che è arbitrario ed illusorio, inesorabilmente cade, nel tempo.

    Ma ora basta, quello che ci stava a cuore lo abbiamo detto, chiaramente e a voce alta.

    Ma un’ultima cosa ora ancora importa. Facciamo che i migliori di noi siano sicuri di se stessi, ma non pieni di se stessi. Non assumiamo degli atteggiamenti, non facciamo e non ascoltiamo più tanti discorsi, lavoriamo, e se avremo qualcosa da dire, la diremo con i nostri disegni, con le nostre sculture, se ce ne sarà data la grazia.

    Che ognuno di noi conosca i propri limiti, ma che dia tutto se stesso, che si sia modesti, poiché la modestia, tra l’altro, è principio di ogni saggezza.

    Aspiriamo ad essere degli artigiani-scalpellini, piuttosto che degli scultori- intellettuali (cerebrali?), così come lo erano gli anonimi delle cattedrali romaniche e gotiche, gente semplice ed umile, ma piena di ardore, di poesia e di vita.

    In: Mario Negri. Opere dal 1936 al 1987, Roma 2001, pp.128-129.

    I giovani scultori in mostra

    "La misura delle cenere", opera di Camilla Alberti
    Camilla Alberti
    Camilla Alberti (Milano, 1994) sta concludendo gli studi in Arti Visive e Studi Curatoriali in NABA. Espone “La Misura delle Cenere” (2019) e “la Zona” (2019).
    Bettinetti + Clerici, In equilibrio
    Federica Clerici e Alberto Bettinetti
    Federica Clerici (1988) e Alberto Bettinetti (1967) dal 2011 affiancano alla ricerca individuale la collaborazione a un progetto artistico condiviso. Espongono "In Equilibrio" (2018).
    Andrea Bocca
    Andrea Bocca (Crema 1996) ha presentato nel 2019 la sua prima personale, VOLVO, dopo aver vinto il premio Sanpaolo Invest. Dal 2016 fa parte del collettivo DITTO. Espone “Untitled (Grattugia)” (2019)
    Marco Bongiorni, totem 01
    Marco Bongiorni
    È artista visivo e docente di Disegno presso NABA, Milano.
Da anni conduce la sua ricerca attraverso l'analisi dei meccanismi di disegno e pittura, in un continua messa in crisi delle loro dinamiche interne, allo scopo di svincolare l’opera da strutture cognitive preordinate. Espone "totem01" (2019)
    Ambra Castagnetti, Sans Soleil
    Ambra Castagnetti
    Ambra Castagnetti (Genova 1993) sta completando il triennio in Pittura e Arti Visive presso NABA. Espone “Sans Soleil” (2019).
    Marco Ceroni, Moonwalk
    Marco Ceroni
    Marco Ceroni (Forlì, 1987). Ha esposto il suo lavoro da GALLLERIAPIù (Bologna), Toast Project Space (Firenze), La Triennale (Milano)... Espone "Moonwalk" (2016)
    Nicolò Colgiago e Stefano Comensoli "sigillo_02"
    Stefano Comensoli e Nicolò Colciago
    Stefano Comensoli (Milano, 1990) e Nicolò Colciago (Garbagnate Milanese, 1988). Lavorano e ricercano insieme dal 2014 e sono co-fondatori del progetto Spazienne (2019).
    Marta Cosca, Protesica
    Marta Cosca
    Marta Cosca (Varese, 1997) Partendo da una visione fotografica, sviluppa il suo lavoro attraverso il video e la scultura. Centro della sua ricerca attuale è il mondo dell'atletica paralimpica. Espone “Protesica” (2019).
    Francesco De Bernardi
    Francesco De Bernardi (Vimercate, MI, 1995) ha frequentato il triennio di arti visive presso NABA Milano. Attualmente vive a Losanna ed è iscritto al master di Art Visuels ECAL. Espone “Altrove” (2019)
    Walter Ferri
    Walter Ferri ama mettere a nudo mondi senza vita, taboo impliciti, convenzioni superficiali. Ne nascono parodie che stravolgono quanto assodato per rendere visibile la brutalità delle convenzioni e rimettere in discussione i pilastri su cui esse poggiano. Espone “Come Quando Fuori Piove” (2017)
    Giulia Fumagalli
    Giulia Fumagalli
    Giulia Fumagalli (Carate Brianza 1990) è fondatrice del progetto Spazienne con Stefano Comensoli, Nicolò Colciago, Federica Clerici e Alberto Bettinetti. Insieme a Spazienne attiva, nel 2018, megazzino: luogo di ricerca e sperimentazione allargata e condivisa. Espone “Plurimo_Tramonto” (2017)
    Giulia Maiorano
    Giulia Maiorano (Milano, 1991). Diplomata in Naba in Pittura e Arti Visive e al Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali. Ha lavorato nel 2018 presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano. Espone “LingῠleLingῠleLingῠle” (2019)
    Jacopo Martinotti
    Jacopo Martinotti (Milano, 1995) ha svolto una residenza a Viafarini e ha ricevuto una menzione speciale al Premio Città di Treviglio che si concluderà con una personale in occasione di Artdate 2019. Espone “Cento mani di via Carlo Farini” (2018)
    Andrea Noviello
    Andrea Noviello nato a Roma il 10/02 nel 1996, sta completando il trienno in Pittura e Arti visive alle Naba di Milano. Ha recentemente partecipato a diverse mostre. Espone “Gli amanti” (2018).
    Dario Pecoraro
    Dario Pecoraro (Milano 1984), è artista e docente di pittura e teoria della percezione visiva alla NABA di Milano, dove inoltre lavora come assistente alla didattica per il Triennio e Biennio Specialistico. Espone “Studio per Macchina Danzante” (2018/19).
    Alessandro Polo
    Alessandro Polo (Milano, 1994). La sua ricerca si concentra in particolar modo sulle idee di comfort ed efficienza. Vive e lavora tra Milano e Losanna. Espone “To Make Something Do Something #3” (2019).
    Stefano Serretta
    Stefano Serretta (Genova, 1987) è un artista visivo che vive e lavora a Milano. La sua ricerca si fonda sulla lettura della storia come fonte di riflessione e sull'analisi delle iconografie dominanti e della loro pervasività. Espone “Friends” (2019)
    Mirko Smerdel
    Mirko Smerdel, (Prato,1978), ha frequentato il Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA di Milano, dove attualmente lavora come insegnante di Anatomia Artistica. Espone “Marmettola” (2017)
    The Cool Couple
    The Cool Couple è un duo di base a Milano, fondato a fine 2012 da Niccolò Benetton (1986) e Simone Santilli (1987). La loro ricerca esplora la relazione quotidiana di individui e collettività con le immagini. Espone “Turborage” (2017)
    Matteo Vettoriello
    Matteo Vettorello (Venezia, 1986) vive e lavora tra Venezia e Milano. Si laurea in Arti Visive all’Università IUAV di Venezia e si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Espone “Attivatore di responsabilità spirometrica” (2019)
    Informazioni utili
    Biglietti

    Ingresso con visita alla Villa

    Intero: € 14;

    Studenti: € 7;

    Ridotto (ragazzi 6 -18 anni): € 4;

    Iscritti FAI: ingresso gratuito

    Orari

    La mostra è aperta al pubblico sabato 9 e domenica 10 novembre dalle ore 10 alle 18

    Incontro "Fare scultura"

    Il 10 novembre alle ore 11 INCONTRO “FARE SCULTURA”

    I curatori si confronteranno per tracciare forme, tendenze e prospettive dell'arte antica della scultura nello scenario contemporaneo

    Come raggiungere Villa Necchi Campiglio

    In metropolitana

    MM1 Palestro: 5 minuti a piedi.MM1 San Babila: 10 muniti a piedi.MM3 Montenapoleone: 15 minuti a piedi.

    In autobus

    Autobus di linea 54 – 61 - 94: fermata San Damiano - Monforte.Per orari e info collegarsi al sito www.atm-mi.it

    In treno

    Con i treni Trenord: dalla stazione di Milano Cadorna, linea MM1 fermata Palestro. Per gli orari dei treni consultare il sito internet di Trenord

    Sconto del 20% sul biglietto di ingresso, per i titolari di tessera ITINERO o IOVIAGGIO in corso di validità.Sconto del 10% sul biglietto di ingresso, per i titolari di un biglietto ordinario Trenord obliterato nella medesima giornata di visita con destinazione la località sede del Bene del FAI servite dal trasporto ferroviario Trenord. Nello specifico: Milano.

    Con Trenitalia

    I collegamenti tra Torino e Milano hanno la seguente frequenza:

    24 all'andata e 24 al ritorno nei giorni feriali dal lunedì al venerdì

    19 all'andata e 19 al ritorno il sabato

    18 all’andata e 17 al ritorno la domenica

    Con tempi di percorrenza da 1h 33’ (regionali fast da Torino Porta Susa a Milano Porta Garibaldi) a 1h 52’

    Lungo la linea per Milano, i regionali veloci effettuano fermate anche a Chivasso, Santhià, Vercelli, Novara e Rho Fiera Milano.

    Dalla stazione di Milano Centrale, Villa Necchi è raggiungibile con la metropolitana.

    Contatti

    Villa Necchi Campiglio

    tel. 02.76340121

    fainecchi@fondoambiente.it

    Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
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