A San Fruttuoso l'Abbazia torna a respirare

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A San Fruttuoso l'Abbazia torna a respirare

L'Abbazia di San Fruttuoso torna a respirare

“La superficie della facciata è come una pelle. I restauratori la trattano come tale. Perché si prendono cura del bene, preservandone i caratteri principali e, a volte, riscoprendo piccoli particolari che, trasformano il monumento in un vero e proprio organismo.” Con queste parole Eros Zanotti, titolare dell'impresa che sta eseguendo gli interventi di restauro all'Abbazia di San Fruttuoso (GE), ha introdotto i visitatori al viaggio nel cantiere per il recupero della facciata fronte mare del monastero benedettino del X secolo.

Sono state quasi 50 le persone che sabato 21 gennaio scorso hanno scelto di partecipare all'evento “Aperti per restauro”, unico incontro del ciclo di appuntamenti che si è potuto realizzare grazie a condizioni climatiche idonee: il pubblico, vario ed eterogeneo, munito di elmetti e sospeso a 7 metri di altezza dalla spiaggia, ha potuto emozionarsi vivendo questa eccezionale esperienza.

Guidati da Zanotti sui ponteggi i visitatori hanno percepito da vicino la qualità dell'intervento, molto conservativo e non invasivo per l'edificio: insegnanti, giovani, famiglie con bambini e curiosi desiderosi di saperne di più hanno così potuto sfiorare con le dita quella ‘pelle', che da dicembre 2016 è stata ripulita “da polveri e croste” e rimessa a nuovo “integrando le parti mancanti o lacunose”. Erano presenti anche gli studenti del corso di ingegneria edile dell'Università di Genova, con cui il FAI dal 2015 ha stretto una collaborazione per un'attività di supporto per la definizione dei migliori e più appropriati metodi, tecniche e prodotti per la conservazione delle superfici laterizie e lapidee oggetto di intervento.

L'entusiasmo e l'interesse sono proseguiti nel corso della visita insieme a Nadia Sanitario, referente tecnico del FAI e coprogettista con Roberto Segattini degli interventi di restauro in corso, che ha illustrato i disegni del progetto e descritto l'iter autorizzativo seguito, e ad Alessandro Capretti, direttore dell'Abbazia, che ha raccontato la storia di questo gioiello del patrimonio italiano mostrandone tutte le meraviglie.

Un luogo speciale che, nonostante i lavori in corso, è sempre rimasto aperto al pubblico arrivando ad accogliere in tutto il 2016 43.000 visitatori. “Il recupero delle facciate dell'abbazia – ha sottolineato Nadia Sanitario - è un esempio della missione del FAI: si protegge ciò che si ama. Ci si prende cura di un bene, si eseguono gli interventi necessari per restaurarlo e lo si restituisce alla collettività affinché tutti ne possano godere”.

Grazie a...

Il restauro delle facciate dell'Abbazia di San Fruttuoso e degli ambiti a livello spiaggia è reso possibile grazie al fondamentale contributo di Compagnia di San Paolo ed Epta.

Parco Villa Gregoriana migliora l'accoglienza per il pubblico

Con i suoi 35.000 mq di parco, 4,2 km di sentieri, 2.100 elementi botanici di varietà differenti e la terza cascata più grande d'Italia, Parco Villa Gregoriana si presenta come un luogo a forte caratterizzazione naturalistica che, per la morfologia dei versanti molto scoscesi, è da sempre in continua evoluzione.

Nell'ambito delle cure che il FAI sostiene per la tutela del bene si inserisce l'intervento straordinario di messa in sicurezza di un tratto di sentiero, che prevede il consolidamento del piano di calpestio, il restauro dei parapetti e il ripristino delle canaline in pietra che garantiscono il corretto smaltimento delle acque meteoriche.

L'attenzione è costante non solo per il parco ma anche per gli edifici delle due biglietterie, che solo nel 2016 hanno complessivamente accolto oltre 68.000 visitatori.

L'edificio Aulenti, che prende il nome dal noto architetto che ne ha progettato la trasformazione in spazio visitatori, acquisirà a breve un respiro più ampio grazie al restyling dell'attuale caffetteria in un ambiente versatile e multifunzionale da destinarsi oltre che all'accoglienza del pubblico anche a piccoli eventi.

Cambiamenti anche per la Biglietteria Storica: tutto l'edificio sarà, infatti, oggetto di lavori di restauro. Sarà posta particolare cura all'impermeabilizzazione della terrazza di ingresso al bene situata sulla copertura della biglietteria, mentre le superfici esterne in materiale lapideo e in intonaco, oltre che le scale, saranno interessate da un intervento di restauro conservativo. Si sta, inoltre, lavorando per favorire il flusso di visitatori attraverso la modifica dei percorsi di accesso al fabbricato e la creazione di uno spazio più ampio e funzionale.

Il cantiere delle due biglietterie, iniziato in febbraio, procede a pieno ritmo con l'obiettivo di concludersi in tempo per la riapertura al pubblico di Parco Villa Gregoriana prevista per il primo di marzo.

Grazie a...

L'intervento a Parco Villa Gregoriana è stato reso possibile grazie anche al generoso contributo dei Friends of FAI.

Al Castello e Parco di Masino si procede per fasi

Quanto tempo ci si impiega ad aprire oltre 400 finestre? Basta soffermarsi un attimo su questa domanda per avere immediatamente l'idea dell'ampiezza del Castello di Masino: una reggia millenaria che offre ogni giorno al pubblico un percorso di visita di 6.500 mq. Una grande ricchezza ma anche una dimensione tale da rendere necessario procedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria del bene non attraverso interventi complessivi ma per fasi, focalizzando quindi l'attenzione volta per volta sullo studio, la tutela e la valorizzazione di ogni singolo ambiente.

Un nuovo impianto di rilevazione fumi

Questo approccio vale anche per l'impiantistica, che dall'acquisizione del castello ad oggi è stata integrata man mano seguendo le implementazioni del percorso di visita sino all'attuale configurazione. E' il caso dell'impianto di rilevazione fumi che si sta procedendo in queste settimane a sostituire perché ormai mal funzionante in quanto frutto di fasi e progettualità diverse, oltre che vetusto e non al passo con i tempi. Il nuovo sistema sarà installato inizialmente negli ambienti coinvolti dal percorso di visita e successivamente in tutto il castello, mentre contestualmente resterà attivo il vecchio sistema così da garantire la copertura e la sicurezza dei visitatori e del bene, che riaprirà al pubblico il prossimo 4 marzo.

La Sala degli Antenati torna a vivere

Stesse modalità di intervento anche per i restauri, che di volta in volta si concentrano su un ambiente fino a farlo rivivere in ogni suo aspetto. L'intervento in corso presso la Sala degli Antenati, prima tappa del percorso di visita, riguarda, infatti, la parete che si affaccia sull'esterno ma si inserisce in una visione più ampia che mira al recupero degli arredi e che ambisce a far ripartire la stufa di Castellamonte, pregiata manifattura in ceramica prodotta nel Canavese e da anni inattiva. Il restauro, come spesso accade, ha dato, inoltre, modo di raccontare ulteriormente la storia del castello e di avvalorare le preziose indicazioni desunte nell'Archivio Storico della famiglia Valperga: da una parte il rilevamento di colonne murate all'interno della parete esterna ha confermato l'esistenza di un porticato fino al ‘600, dall'altra la corrispondenza tra la data affrescata sulla parete e i documenti ha confermato la realizzazione nel tempo di numerosi lavori di manutenzione e rifacimento per far fronte al problema dell'umidità e del conseguente degrado delle pareti esterne. Una problematica che è stata recentemente risolta grazie a una serie di accorgimenti permettendo così di procedere al restauro della parete, primo passo per far tornare a splendere questo ambiente del castello.

Grazie a...

L'intervento di restauro alla Sala degli Antenati è stato possibile grazie al prezioso contributo de "I 200 del FAI", il gruppo di sostenitori (privati e aziende) più fedele alla Fondazione.

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
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