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Ambiente e futuro: Fabio Fazio con i giovani al Castello della Manta

Ambiente e futuro: Fabio Fazio con i giovani al Castello della Manta

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Ambiente e futuro: Fabio Fazio con i giovani al Castello della Manta
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26 agosto 2021

Il 19 agosto scorso Fabio Fazio ha incontrato i giovani nel parco del Castello della Manta: «Siamo noi il primo ambiente da salvare».

Quest’estate il Bene FAI Castello della Manta (CN) ha organizzato un ricco programma di speciali visite tematiche, racconti e incontri: le “Vie di Natura e Cultura nella riserva della biosfera del Monviso – MaB Unesco” inaugurate durante la prima Festa dei Circondari del 19 e 20 giugno scorso con il sociologo Carlo Petrini, presidente di SlowFood Italia.
L’idea è quella di esplorare le diverse "vie" presenti all'interno della Riserva: non solo a piedi attraverso itinerari collinari alla scoperta del territorio e accompagnati da guide ambientali escursionistiche, ma anche con la mente tramite la conoscenza e il confronto con "ospiti" illustri – tra i quali l’antropologo Annibale Salsa, ex presidente del CAI (Club Alpino Italiano) e il meteorologo e climatologo Luca Mercalli - favorendo la riflessione su temi legati all’ambiente, alla natura, alla salute e all’identità dei luoghi che circondano il Bene FAI donato nel 1985 dalla Contessa De Rege Provana.

Lo scorso 19 agosto tantissimi giovani, tra cui scout, studenti di "Terra Futura", FAI Giovani Piemonte e Valle d'Aosta, FAI Giovani Saluzzo e Cuneo, Friday's for future, Oratorio Don Bosco di Saluzzo, Rotaract Saluzzo, Associazione Segnaletica di Verzuolo, Gruppo Candidatura SaluzzoMonviso24, campi MaB del Parco del Monviso, giovani impegnati in proloco locali e in progetti di valorizzazione del territorio, si sono trovati al Castello della Manta per incontrare il presentatore televisivo Fabio Fazio, volto di “Che tempo che fa”, che ha dialogato con loro su ambiente e futuro e li ha esortati a seguire le proprie passioni, senza arrendersi alla fatica, e a farlo con cura, perché poi i risultati arrivano.

«Serve cura in quello che si fa. Come il FAI è cura di un luogo, di un monumento, di un bene culturale: la cura per conservarlo e tramandarlo», ha commentato Fabio Fazio ponendo l’accento sul dialogo costante fra vecchi e giovani perché, per per colmare il divario generazionale, è fondamentale costruire la relazione: «Il fatto che noi siamo qui oggi a parlarci, gli uni davanti agli altri, non ha mediazione. E non verrà sostituito. Andrebbe recuperata questa dimensione molto personale di ascolto di noi stessi e dei bisogni degli altri».

A proposito dei temi urgenti e spaventosi quali gli incendi estivi che hanno non solo devastato Sicilia, Sardegna e Calabria, ma anche l’inferno scatenato dalle fiamme a Tivoli che hanno distrutto la riserva di Monte Catillo, i giovani hanno fatto riferimento al rapporto ONU sul riscaldamento globale, pubblicato nelle prime settimane di agosto, il quale conferma lo stato di emergenza globale riguardo ai cambiamenti climatici, evidenziando il fatto che se vogliamo salvare il mondo dobbiamo farlo tutti insieme, vecchi e giovani.

«È un cambiamento epocale, riguarda tutte le generazioni – ha risposto Fabio Fazio - È un problema grande, enorme, e così abbiamo tutti una responsabilità personale, vivendo in questo tempo con i nostri stili di vita. […] Noi facciamo parte dell’ambiente. E forse siamo anche il primo ambiente che possiamo curare e dovremmo sentire questa responsabilità. Io credo che più persone faranno la cosa giusta, più speranze avremo. E penso – ha concluso - che questo abbia a che fare con la definizione di cultura: far bene le cose è la forma più alta di cultura che può mettere in campo ciascuno di noi. Forse non c’è niente di più urgente, che prendersi cura. Ed è quello che mi avete raccontato voi con il vostro essere qui oggi».

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