Apre al pubblico Podere Case Lovara in Liguria

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Apre al pubblico Podere Case Lovara in Liguria

Al termine della la prima fase di restauro degli edifici e del paesaggio rurale storico sostenuta da Fondazione Zegna, il 23 giugno il FAI ha aperto al pubblico Podere Case Lovara a Punta Mesco (Levanto), 45 ettari di terreno e tre fabbricati rurali inseriti in una zona dal grande valore paesaggistico e culturale immersa nel Parco Nazionale delle Cinque Terre – Sito di Interesse Comunitario e Patrimonio UNESCO - sul sentiero che collega Levanto a Monterosso.

L'unicità di Podere Case Lovara non è solo dovuta alla bellezza e al fascino di un luogo a picco sul mare, ma anche al modello sperimentale applicato al recupero e alla gestione produttiva di un paesaggio che da secoli lega una forte impronta umana a uno scenario naturale che necessita della massima tutela.

La storia di Punta Mesco: valorizzare il paesaggio all'interno di un'area protetta

L'area di Punta Mesco, che l'uomo ha coltivato dal Medioevo fino all'ultimo decennio del Novecento, viene acquistata negli anni Novanta dall'immobiliare Fiascherino di Monza per farne un insediamento turistico. Con l'istituzione nel 1999 del Parco Nazionale delle Cinque Terre, il progetto venne però bloccato: l'amministratore dell'immobiliare, Adriano Piva, decise quindi di donare la proprietà FAI. Le leggi istituite a tutela del Parco hanno salvato l'area dall'edificazione ma al tempo stesso hanno sancito la fine della storia secolare dell'insediamento umano a Punta Mesco. La natura, abbandonata a se stessa, ha infatti cancellato progressivamente ogni traccia degli storici insediamenti: il bosco è avanzato danneggiando gli edifici, “mangiando” le colture fino a far crollare i muretti a secco che sostengono i terrazzamenti tipici della Liguria, che per secoli hanno permesso la coltivazione e hanno svolto un'importante funzione di difesa dal rischio idrogeologico.

Dopo la donazione, il FAI ha coinvolto i responsabili del Parco, il Ministero dell'Ambiente, la Regione, la Soprintendenza, i comuni di Levanto e Monterosso per trovare una soluzione che permettesse di intervenire nell'area protetta, ripristinando la sua funzione storica nel rispetto dei regolamenti del Parco. Il 22 luglio 2013 è stato quindi firmato un Protocollo d'Intesa tra il FAI, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Comune di Levanto, il Comune di Monterosso al Mare e Fondazione Zegna per sancire l'accordo che intende proporre Case Lovara come un sito pilota per la corretta gestione dell'opera dell'uomo in aree soggette a regolamentazione, come quelle del Parco delle Cinque Terre.

L'intervento del FAI

Il progetto di Punta Mesco nasce dalla volontà di reagire all'abbandono del paesaggio rurale storico, caratteristico in questa parte della Liguria, ripristinandone l'aspetto e l'uso agricolo tradizionali. Molti sono i vantaggi di questo intervento: individuare efficaci strumenti per la cura del territorio attraverso una conservazione attiva e di tipo produttivo; riattivare la prevenzione dal dissesto idrogeologico; mobilitare risorse economiche e produttive locali e incentivare un turismo consapevole e sostenibile, interessato alla cultura locale e al rispetto dell'ambiente. Questo recupero mira anche, dopo vent'anni di totale abbandono, a riportare la vita in un luogo dove l'attività umana è stata protagonista nel corso dei secoli.

Per mettere a punto il progetto di restauro del paesaggio, dei manufatti rurali e degli edifici, il FAI si è avvalso della collaborazione del Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali dell'Università di Firenze e del Dipartimento di Scienze per l'Architettura e il Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale dell'Università di Genova.

La prima fase dell'apertura al pubblico

Il Podere Case Lovara apre ora al pubblico dopo una prima fase di lavori incentrata sul restauro di due fabbricati – uno di fine Settecento, l'altro dei primi anni del Novecento - e sul recupero del terreno agricolo circostante, dove sono stati ripristinati una parte dei terrazzamenti originali e le colture caratteristiche - oliveto, orto e frutteto – che verranno coltivate secondo i principi dell'agricoltura biodinamica, a cui si aggiunge l'apicoltura.

Foto dell'inaugurazione di Punta Mesco. Da sinistra: Angelo Maramai, Direttore Generale del FAI; Anna Zegna, Presidente Fondazione Zegna; Padre Renato, responsabile del Convento dei Frati Cappuccini a Monterosso, vincitore del Censimento I Luoghi del Cuore nel 2014; Andrea Carandini, Presidente del FAI; Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Ilaria Cavo, Assessore alla comunicazione istituzionale e alla cultura Regione Liguria; Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo del FAI; Alice Giudice, Assessore del Comune di Levanto.

A Punta Mesco il FAI utilizza tecnologie sostenibili, improntate al risparmio energetico e compatibili con il contesto paesaggistico e ambientale, che hanno richiesto un lungo e complesso approfondimento. La produzione da fonti rinnovabili arriva al 60% del fabbisogno energetico del bene, senza impattare sul paesaggio; l'acqua piovana verrà immagazzinata con cisterne mentre le acque reflue saranno depurate e riutilizzate per l'irrigazione e gli scarichi sanitari.

I visitatori in questa prima fase troveranno spazi di accoglienza e la possibilità di visite guidate che racconteranno la storia secolare dell'insediamento di Case Lovara daranno suggerimenti per visitare i dintorni. L'intervento del FAI verrà illustrato con una piccola mostra allestita nella Casa Rossa. In futuro sarà possibile anche soggiornare: nella seconda fase di lavori sarà infatti completato un piccolo agriturismo-rifugio con camere, servizi, possibilità di campeggio e un'area di ristoro, che verrà aperto al pubblico nel 2017.

La caratteristica più innovativa del progetto di valorizzazione studiato dal FAI è il recupero in chiave contemporanea di una pratica antica come l'agricoltura: un recupero non tanto legato alla produttività quanto rivolto alla fruizione dei visitatori. Raccontare come in passato si è mantenuto un territorio e continuare a mantenerlo con le tecnologie di oggi senza tradire la storia del luogo ma preservandola e migliorandola.

Grazie a …

L'apertura al pubblico di Podere Case Lovara è resa possibile grazie al significativo contributo di Fondazione Zegna, che dal 2003 insieme al FAI condivide e realizza progetti dedicati alla bellezza, alla riqualificazione e alla salvaguardia ambientale. Fondazione Zegna porta lo spirito, l'esempio e le conoscenze maturate dall'opera di Ermenegildo Zegna, che a partire dal 1930 ideò e realizzò un complesso e innovativo progetto di valorizzazione di una vasta porzione di territorio (circa 100 km2) nei dintorni del Lanificio di Trivero nel biellese - divenuto nel 1993 Oasi Zegna. Un laboratorio all'aria aperta dove l'equilibrio tra tutela e riqualificazione ambientale attrae un turismo sostenibile di qualità e permette lo sviluppo dell'economia locale, coinvolgendo soprattutto giovani imprenditori. Grazie a queste unicità, l'Oasi Zegna ha ricevuto nel 2014 – unico esempio in Italia – il Patrocinio FAI, con il quale ogni anno organizza "La Giornata del Panorama" (l'edizione 2016 sarà il 18 settembre) per sensibilizzare alla scoperta del patrimonio naturalistico e culturale italiano.

Il recupero di Podere Casa Lovara è stato possibile anche grazie al prezioso contributo di Lucart - per la prima volta al fianco del FAI, che a partire dalla filosofia di "Grazie Natural", la carta che non taglia gli alberi, ha promosso "Grazie For Comments", l'iniziativa a sostegno di Punta Mesco che ha trasformato in alberi i commenti positivi ricevuti sui social network consentendo di piantumare il nuovo uliveto – e di Ikea Italia - che ha dedicato al FAI l'iniziativa “Compostiamoci bene”, donando 2 euro per ogni albero di Natale restituito negli store.

Il cantiere proseguirà i lavori grazie al generoso sostegno di Deutsche Post Foundation.

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