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A San Fruttuoso un restauro che c'è ma non si vede

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A San Fruttuoso un restauro che c'è ma non si vede
Cantieri

29 marzo 2016

Lavori in corso all'Abbazia di San Fruttuoso (GE), all'Abbazia di Santa Maria di Cerrate (LE) e a Podere Case Lovara a Punta Mesco (SP).

Abbazia di San Fruttuoso

Quando ci si avvicina all'Abbazia di San Fruttuoso dal mare si rimane immediatamente colpiti dal suo splendore abbagliante. Ma il vento, la salsedine e le mareggiate rendono oggi urgente un intervento di restauro delle facciate e del porticato della millenaria Abbazia di Camogli. Dopo una prima fase diagnostica, i lavori sono iniziati lo scorso 9 marzo e dureranno un anno intero. Il progetto di restauro è stato studiato dall' Ufficio tecnico FAI in modo che la logistica di cantiere arrechi il minor disagio possibile sia alla vita dell'Abbazia sia a quella degli abitanti del borgo di San Fruttuoso, che sono stati coinvolti in prima persona con una presentazione preliminare del progetto.

I caratteri del nuovo restauro

Lo spirito che caratterizza l'intervento di restauro è conservativo: effettueremo delicate operazioni di pulitura per eliminare i muschi, i licheni e le patine che nel tempo si sono depositate sulle superfici. Procederemo poi con la stuccatura di fessurazioni, la rifinitura dei giunti e la velatura degli intonaci. Verrà quindi verificata la stabilità dei conci in pietra riposizionando quelli che sono stati rimossi, in modo da garantire la sicurezza dei visitatori e mantenere l'autenticità materica del bene. Lavoreremo dunque con attenzione per realizzare un intervento che protegga l'Abbazia dai danni degli agenti atmosferici ma non alteri in alcun modo la sua natura: un restauro che "c'è ma non si vede," come quello realizzato nei mesi scorsi alla Torre Nolare, che si armonizza talmente con il contesto da divenire quasi impercettibile a uno sguardo non esperto.

L'Abbazia sarà "aperta per restauri"

Il cantiere si svilupperà in tre fasi: inizieremo con l'intervento sui portici rivolti a livello spiaggia, quindi affronteremo le facciate posteriori relative all'ingresso, alla piazzetta Doria e alla Sala Capitolare e, in autunno, realizzeremo il restauro della facciata a mare, per non limitare la fruizione della spiaggia durante i mesi estivi. Come sempre più spesso accade nei nostri beni, il cantiere sarà aperto alle visite:  gli ospiti potranno salire sui ponteggi in tutta sicurezza e osservare da vicino il lavoro degli esperti che saranno a disposizione per rispondere alle domande dei più curiosi.

Torniamo indietro nel tempo

Non è questa la prima volta che si rende necessario restaurare le facciate dell'edificio. Fino agli anni Trenta, infatti, l'Abbazia era utilizzata come abitazione dai pescatori e le splendide trifore erano state chiuse e adattate a finestre. Nel 1933 la Soprintendenza ai monumenti della Liguria intervenne riaprendo le trifore e cercando di rimediare ai danni provocati dall'alluvione del 1915 che danneggiò irrimediabilmente la facciata della Chiesa. Un secondo importante intervento sulle facciate venne realizzato tra il 1985 e il 1989: iniziò appena due anni dopo la donazione del complesso abbaziale al FAI e permise anche il recupero dell'assetto originario del Chiostro, dell'Abbazia, delle tombe dei Doria e della Sala Capitolare.

Grazie a...

Il restauro delle facciate dell'Abbazia di San Fruttuoso è reso possibile grazie al fondamentale contributo di Compagnia di San Paolo ed Epta Refrigeration.

Abbazia di Santa Maria di Cerrate (Lecce): interventi sulle coperture

L'Abbazia nel cuore del Salento, primo bene gestito dal FAI in Puglia  e già oggetto di una prima, impegnativa fase di restauri da poco conclusa, necessita ora di alcuni interventi sulle coperture e sui fronti laterali della Chiesa e del portico duecentesco, per difenderli dai danni provocati dalle acque piovane e dall'umidità.

Le coperture - risultato di un restauro firmato negli anni Sessanta dall'architetto Franco Minissi, che nel tempo ha provocato l'appesantimento della struttura originaria della chiesa - sono state oggetto di una prima fase diagnostica avviata sulla base di una preliminare ricerca storico-documentaria finalizzata alla ricostruzione storica e tecnica del precedente intervento e di un'indagine comparativa dei caratteri specifici dell'architettura romanica salentina volta alla puntuale conoscenza strutturale dell'edificio.

Alla fase di studio è seguita un'operazione di analisi dei materiali attraverso l'utilizzo di una piattaforma aerea, munita di un braccio lungo 17 metri, per indagare, attraverso dei saggi, la stratigrafia del manto di copertura e per valutare il suo stato di conservazione.

Contestualmente, all'interno della navata centrale della chiesa abbiamo montato un ponteggio alto 10 metri che ci ha permesso di effettuare una termografia a infrarossi e un'indagine pacometrica. La termografia è un'operazione fondamentale per valutare lo stato di conservazione dei materiali: consente infatti di mappare in profondità lo stato delle superfici, individuando possibili problematiche laddove emergano anomalie nella distribuzione delle temperature rilevate. La prova pacometrica invece ha consentito, mediate un'indagine di tipo magnetico non invasivo, di rilevare posizione e dimensione delle barre di armatura inserite a suo tempo da Minissi per sostenere il peso delle coperture, al fine di valutarne l'impatto strutturale e la loro eventuale rimozione.

Le campagne diagnostiche costituiscono la base scientifica necessaria per affrontare i restauri nel modo più appropriato: non è possibile infatti procedere alle fasi di intervento senza conoscere a fondo la composizione, la struttura e lo stato conservativo dei beni di cui ci prendiamo cura.

Grazie a....

Gli interventi sulle coperture dell'Abbazia di Santa Maria di Cerrate sono resi possibili grazie ai fondi derivanti dal decreto legge Art Bonus.

Podere Case Lovara a Punta Mesco: verso l'apertura al pubblico

Anche alle Cinque Terre l'impegno della Fondazione prosegue e acquista una forma ogni giorno più concreta: dopo numerosi interventi, tra cui la ricostruzione dei terrazzamenti e degli originari muretti a secco, il recupero e la piantumazione di olivi e viti e la messa in sicurezza dei due edifici esistenti, stiamo ora avanzando con il restauro del rustico settecentesco denominato Casa Bianca.

Rispettando le tecniche costruttive originarie attraverso il riuso di pietre locali, abbiamo ultimato la ricostruzione delle porzioni crollate della facciata e quasi terminato quelle del tetto, in ardesia secondo la tradizione del luogo, alla base del quale siamo riusciti a salvare due antiche travi grazie all'inserimento di un rinforzo interno costituito da sottili lame di ferro.

La nuova copertura garantirà prestazioni di efficienza maggiori anche grazie all'inserimento di gronde per la raccolta dell'acqua piovana che verrà canalizzata all'interno di apposite cisterne. Il tutto in un'ottica di sostenibilità energetica alla quale l'intero progetto fa riferimento e al quale si adegueranno anche gli impianti interni, attualmente in fase di allestimento.

Grazie a...

Il recupero di Podere Case Lovara a Punta Mesco è reso possibile grazie al fondamentale contributo di Fondazione Zegna e alla collaborazione con Parco Nazionale delle Cinque TerreRegione Liguria, Comune di LevantoComune di Monterosso al Mare. Grazie inoltre a Lucart e IKEA per il contributo.

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