Castello di Masino: un intervento a 360°

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Castello di Masino: un intervento a 360°

La Sala degli Antenati si illumina, come una volta

Prima loggia aperta sulla Terrazza pensile, successivamente sala del trucho (ovvero del gioco) e, infine, ambiente con i ritratti di tutti i Valperga: la Sala degli Antenati – che proprio da quest’ultima fase deriva il suo nome e che, oggi, rappresenta la prima tappa del percorso di visita – è sempre stato un locale molto vissuto dalla famiglia che nei secoli ha abitato il Castello di Masino, a Caravino (Torino).

Questo ambiente, fulcro della vita dei Valperga, è stato recentemente oggetto di più interventi da parte del FAI:

  • una prima fase di restauro conservativo;
  • un’attività di studio e ricerca finalizzata alla conoscenza approfondita e dettagliata del bene;
  • la realizzazione di un progetto di valorizzazione per poter rendere fruibile a tutti l’unicità di questo luogo.

Un approccio completo che conferma la sensibilità a 360° della Fondazione: verso i beni culturali e, allo stesso tempo, nei confronti del pubblico che visiterà questi luoghi.

Restauro conservativo

L’intervento di restauro alla Sala degli Antenati ha interessato inizialmente solo la parete che si affaccia sull’esterno ma si è presto inserito in una visione più ampia: per rendere più armonica la percezione dell’ambiente si è scelto, infatti, di procedere al restauro di tutte le pareti di questo ambiente. Resta da procedere con la galleria dei dipinti, che evidenziano degrado a più livelli (cornici, telati, cadute di colore), ma per questo bisogna raccogliere ulteriori fondi.

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Studio degli arredi

L’Archivio Storico della famiglia Valperga continua a essere la fonte principale per lo studio del castello: dagli inventari si sono, infatti, raccolte numerose informazioni sugli arredi storici della Sala degli Antenati, andati perduti. La fase di studio si è accompagnata a dei piccoli interventi di restauro conservativo sull’arredo, che conserva in gran parte l’idea progettuale risalente agli anni Quaranta del Settecento, integrato e in parte modificato nella seconda metà dell’Ottocento.

Il progetto di valorizzazione

La Sala degli Antenati tornerà presto a illuminarsi come una volta grazie a un delicato intervento condotto sulle antiche lampade a parete. Le applique, citate negli inventari storici del castello, sono state messe a norma, restaurate in modo non invasivo ed elettrificate, così da ridare a questo ambiente la luce che gli appartiene e, allo stesso tempo, offrire ai visitatori – che qui iniziano la scoperta della reggia millenaria del Canavese - l’esperienza autentica della Sala degli Antenati, com’era una volta.

Galleria degli Antenati al Castello di Masino (TO) © FAI

Grazie a...

L'intervento di restauro alla Sala degli Antenati è stato possibile grazie al prezioso contributo de "I 200 del FAI", il gruppo di sostenitori (privati e aziende) più fedele alla Fondazione. Si ringrazia, inoltre, un grande donatore privato per il suo generoso contributo al progetto.

  • Monte Fontana Secca
  • Castello della Manta
  • Podere Case Lovara
  • Abbazia di San Fruttuoso
Primi lavori a Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt

Primi lavori a Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt, 150 ettari di boschi e pascoli d’alta quota nella porzione sud-orientale del Massiccio del Grappa, in Veneto, donati al FAI nel 2015 dai fratelli Collavo.

Gli interventi sono stati principalmente finalizzati alla messa in sicurezza dei tre fabbricati, dei ruderi della vecchia stalla e degli spazi esterni della Malga Fontana Secca, e a un controllo generale del degrado per evitare eventuali peggioramenti durante l’inverno. Operazioni propedeutiche alla cerimonia di Alzabandiera in onore dei Caduti che si svolgerà il prossimo 18 e 19 novembre per la commemorazione degli eventi bellici che hanno segnato la vita del territorio nel 1917.

Rimozione delle lamiere al Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt. Foto di Anna Comi © FAI

Si è, quindi, proceduto con la sistemazione della strada di accesso forestale, l’eliminazione degli elementi di pericolo dei fabbricati (lamiere di copertura e grondaie sconnesse), il riposizionamento dei parapetti e con una pulizia e riordino generale della malghe e dei terreni di loro pertinenza. In particolare, sono state rimosse tutte le lamiere metalliche che temporaneamente rappresentavano la copertura della stalla ma che nel tempo sono volate via.

Prossimi passi

Un alpeggio lungo l'Alta Via degli Eroi, per passeggiare nella natura e nella storia: è questo il futuro immaginato per la Malga Fontana Secca. Il progetto di recupero paesaggistico - ambientale di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt prevede, infatti, la riattivazione dell'alpeggio, così da riportare dopo decenni le mucche e avviare la produzione casearia. L’antica filiera del formaggio sarà ricostituita con un grande lavoro di restauro dei fabbricati e di recupero della qualità dell’erba per una gestione razionale e rispettosa dell’ambiente dei pascoli, nel rispetto del benessere animale.

Ampio spazio alla ricostruzione del fronte e della tragica battaglia di Fontana Secca sarà dato all'interno degli edifici, dove le memorie condivise (documenti, fotografie, oggetti restituiti dal terreno) saranno il fil rouge per il racconto al visitatore / escursionista.

Novembre 1917 – novembre 2017

Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt

La Storia si intreccia fortemente con il territorio in provincia di Belluno dove si trova Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt. Sin qui, infatti, tra il 1917 e il 1918 si spinse la prima linea dell’esercito italiano durante la Prima Guerra Mondiale, negli anni più duri della resistenza agli austriaci. E sempre qui, in seguito alla disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917), si ritirò l’esercito italiano per arrestare l’avanzata del nemico. A un secolo di distanza il FAI in collaborazione con il Comune di Quero ricorda questi eventi, diventati parte dell’identità culturale di questo territorio.

Grazie a…

Lo sviluppo degli studi e delle indagini storiche, geologiche, botaniche, agronomiche e naturalistiche del progetto di restauro, insieme ai primi interventi in vista degli eventi del 18 – 19 novembre, sono stati realizzati con il contributo di Moncler.

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
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