Da luogo abbandonato ad azienda agricola

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Da luogo abbandonato ad azienda agricola

La prima fase dei lavori di restauro e valorizzazione di Podere Case Lovara a Punta Mesco, Levanto (SP) è iniziata nel 2013 e si è conclusa lo scorso 23 giugno. In questi anni il paesaggio rurale abbandonato è stato recuperato, sono state avviate le prime produzioni agricole e gli edifici in rovina sono stati ripristinati. Dopo un breve periodo di fermo cantiere a seguito dell'inaugurazione, è stato avviato il secondo lotto di lavori. Alla Cavallerizza a Milano sono stati fatti passi importanti verso la sostenibilità energetica dell'edificio.

Podere Case Lovara

Un tempo area agricola e produttiva, Podere Case Lovara era giunto al FAI in condizioni di avanzato abbandono e il suo recupero presentava notevoli difficoltà a causa della normativa stringente che tutela il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Per poter intervenire all'interno dell'area protetta nel 2013 è stato firmato un Protocollo d'Intesa tra il FAI, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, la Regione Liguria, il Comune di Levanto, il Comune di Monterosso al Mare e Fondazione Zegna - importante sostenitore della Fondazione, che ha reso possibile l'apertura del bene - per sancire l'accordo che intende proporre Case Lovara come un sito pilota per la corretta gestione dell'opera dell'uomo in aree soggette a regolamentazione, come quelle del Parco delle Cinque Terre.

Il progetto del FAI e il primo lotto di lavori

Il progetto di restauro e valorizzazione promosso dal FAI è nato dalla volontà di reagire all'abbandono del paesaggio storico attraverso il recupero e il ripristino delle pratiche agricole tradizionali. Per mettere a punto il progetto di restauro, il FAI si è avvalso della collaborazione del Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali dell'Università di Firenze e del Dipartimento di Scienze per l'Architettura e il Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale dell'Università di Genova. A partire dal 2013 sono state avviate una serie di opere preliminari e di indagini conoscitive. Oltre un ettaro di terreno è stato liberato dalla vegetazione che aveva ricoperto gli edifici e i terrazzamenti, consentendo di mettere in luce lo straordinario patrimonio di muri a secco che li sostenevano. Sono quindi stati effettuati studi degli aspetti geologici, idrogeologici, vegetazionali, climatici. La grande raccolta di ricerche e indagini sul campo ha consentito lo sviluppo del progetto esecutivo elaborato dal FAI con un team di professionisti e consulenti.

La sostenibilità ambientale dell'intervento

L'area agricola e gli edifici rurali di Podere Case Lovara sono isolati dal sistema di rete di distribuzione energetica e di approvvigionamento idrico. Il FAI sta sperimentando quindi diverse tecnologie sostenibili per rispondere alle necessità di tutela del territorio e di riduzione delle emissioni di CO2, di efficientamento, di risparmio economico e di un minor impatto ambientale e architettonico dei dispositivi adottati. Nella fase iniziale sono stati installati 22 pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e 4 pannelli solari termici per acqua calda sanitaria.

Il restauro del paesaggio rurale

Ad oggi è stato restaurato oltre un quarto dei quasi 2 chilometri di muri a secco esistenti e sono stati recuperati circa 5.000 metri quadrati di aree a oliveto, con la piantumazione di 80 nuovi esemplari di ulivo e la realizzazione di circa 250 metri quadrati di orto e frutteto. Nell'oliveto sono state anche posizionate le prime tre arnie per l'apicoltura. Inoltre, è stato avviato un percorso di agricoltura biodinamica, in collaborazione con l'Associazione Nazionale per l'Agricoltura Biodinamica, per lo sviluppo di processi ecologici nella produzione agricola, senza utilizzare pesticidi, fertilizzanti chimici e diserbanti, bensì prodotti naturali (da tempo il FAI ha bandito l'uso del glifosato nei suoi beni, recentemente valutato dall'ONU come probabile cancerogeno per l'uomo) per aumentare la fertilità dei suoli. A Podere Case Lovara oggi si coltivano ortaggi adatti al contesto, bisognosi di poca acqua per contenere i consumi idrici.

Due edifici sono stati recuperati a supporto dell'azienda agricola e accoglieranno gli escursionisti per visitare il sito e approfondire la conoscenza del territorio. Il restauro di Casa Bianca, l'edifico più antico che risale alla fine del Settecento, ha visto la ricostruzione della copertura in ardesia e di altre parti crollate, il restauro degli intonaci delle facciate e il recupero degli elementi lignei. Casa Rossa, l'edificio più recente e di maggiori dimensioni, è stata restaurata e allestita per l'accoglienza dei visitatori. Attualmente al piano inferiore si può visitare una piccola mostra fotografica che racconta il progetto e il territorio. Sulla copertura piana sono stati installati i pannelli fotovoltaici e solari termici.

I prossimi passi

Dopo un brevissimo periodo di fermo cantiere di due settimane a seguito dell'inaugurazione, necessario per avviare l'apertura del luogo e per predisporre l'accoglienza dei visitatori, è ripresa la seconda fase di lavori. Nei prossimi 12 mesi verranno completati gli edifici e si proseguirà con la pulitura dei terreni agricoli, il ripristino dei tradizionali muretti a secco e la piantumazione degli orti, dei frutteti e dei vigneti. Un'importante fase del progetto sarà dedicata alla realizzazione di un sistema di raccolta, depurazione e stoccaggio delle acque, che in un primo momento verranno destinate esclusivamente all'irrigazione, mentre in futuro saranno anche rese potabili. Nei prossimi mesi è previsto il collegamento con la rete elettrica integrato dai pannelli fotovoltaici: l'obiettivo è di produrre il 60% del fabbisogno energetico complessivo da fonti rinnovabili. Le prime aree di orti e frutteti sono già produttivi e nei prossimi mesi verrà effettuata la seconda raccolta delle olive per la produzione di olio. All'inizio del 2017 verrà ripristinata un'area a vigneto e saranno ulteriormente incrementate le zone a orto e frutteto.

Il contesto in cui sorge Podere Case Lovara si presta particolarmente all'introduzione di pratiche agricole basate sui principi del biologico e della biodinamica: l'area infatti è pressoché isolata da qualsiasi forma di inquinamento atmosferico e ambientale. Il promontorio di Punta Mesco è completamente immerso nella macchia mediterranea e le acque che defluiscono dalle zone sovrastanti il podere non presentano tracce di sostanze inquinanti.

Grazie a ...

L'apertura al pubblico di Podere Case Lovara è stata possibile grazie al significativo contributo di Fondazione Zegna, dal 2003 vicina al FAI in progetti dedicati alla bellezza e alla tutela e salvaguardia ambientale. Il recupero di Podere Case Lovara è stato possibile anche grazie al prezioso sostegno di Lucart e di IKEA Italia. Il cantiere proseguirà i lavori grazie al generoso sostegno di Deutsche Post Foundation.

La Cavallerizza

Alla Cavallerizza a Milano, ex maneggio militare degli inizi del XX secolo e sede operativa del FAI, si sta avviando alla conclusione il rifacimento dell'impianto di illuminazione dello spazio eventi del secondo piano.

L'intervento risponde all'esigenza di valorizzare lo spazio eventi garantendo un'adeguata illuminazione, tenendo conto, nella progettazione e realizzazione, delle tematiche di sostenibilità ambientale ed energetica. Lo spazio eventi della Cavallerizza, secondo l'accordo di valorizzazione congiunta firmato dal FAI e dalla Bibilioteca Nazionale Braidense ospita numerosi eventi pubblici di varia natura, come mostre e conferenze. Il nuovo impianto, oltre a garantire un'adeguata illuminazione e a rendere pienamente fruibile lo spazio, caratterizza le differenti aree a seconda delle diverse destinazioni d'uso: le lampade Logico Sospensione di Artemide, progettate da Michele De Lucchi e Gehrard Reichert, illuminano lo spazio eventi vero e proprio, mentre le lampade Tolomeo, sempre di Artemide e progettate da Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina, caratterizzate da una luce più calda, sono disposte nell'area di accoglienza. Lo spazio eventi, così valorizzato, continuerà ed essere un polo culturale di riferimento per la città di Milano.

Il nuovo impianto è composto unicamente da lampadine al LED, che consumano il 90% in meno e durano 30 volte di più rispetto alle lampadine tradizionali. Con il rifacimento dell'illuminazione dello spazio eventi verrà completata la totale sostituzione delle lampadine a incandescenza all'interno della Cavallerizza con corpi illuminanti a LED. Prosegue così il cammino del FAI verso l'adeguamento dei propri beni ai principi della sostenibilità energetica e ambientale. Il progetto, che coinvolge tutti i luoghi gestiti dalla Fondazione, mira a ridurre le emissioni di CO2 e prevede interventi di risparmio energetico ed efficientemente degli impianti.

La Cavallerizza di Milano venne eretta tra il 1910 e il 1914 come maneggio militare per il Regio Demanio. Nel 1998-99 il Ministero per i Beni e Attività Culturali - Direzione Generale per le Biblioteche e gli Istituti Culturali promosse il restauro della Cavallerizza, adattando l'edificio alla nuova destinazione di deposito dei periodici della Biblioteca Nazionale Braidense. In seguito all'accordo del settembre 2011 tra la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, la Biblioteca Nazionale Braidense e il FAI - Fondo Ambiente Italiano, La Cavallerizza dal luglio 2012 ospita l'archivio dell'emeroteca della Biblioteca Nazionale Braidense e la sede del FAI.

Grazie a ...

L'intervento è stato reso possibile grazie al generoso contributo di Artemide.

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
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