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Dal 29 aprile riaprono i Beni del FAI, in massima sicurezza

Dal 29 aprile riaprono i Beni del FAI, in massima sicurezza

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Dal 29 aprile riaprono i Beni del FAI, in massima sicurezza
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28 aprile 2021

Da giovedì 29 aprile 2021 siamo felici di accogliere nuovamente i visitatori nei nostri Beni nella maggior parte delle regioni italiane, in totale sicurezza.

Il FAI annuncia con gioia che da giovedì 29 aprile 2021 riaprono i Beni della Fondazione nelle regioni dov’è consentito in base al DPCM del 26 aprile, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza sanitaria: Piemonte, Liguria, Lombardina, Veneto, Trentino Alto Adige, Toscana, Umbria, Marche e Lazio.

Scopri tutti i Beni FAI aperti regione per regione

Piemonte

In Piemonte tornerà visitabile il millenario Castello e Parco di Masino a Caravino (TO), la sontuosa dimora di una delle più illustri casate piemontesi, discendente nel mito da Arduino, re d’Italia: oltre a visitare saloni affrescati e arredati, si potrà passeggiare nel monumentale parco all’inglese con il panoramico viale alberato affacciato sulla Serra Morenica di Ivrea, i giardini all’italiana “dei Cipressi” e “delle Rose”, il tempietto neogotico e lo sconfinato Prato di Eufrasia, alla scoperta di alberi secolari e delle fioriture stagionali.

Inoltre, si potrà nuovamente ammirare il Monviso, circondato dalla splendida cornice delle Alpi Cozie, dallo speciale palcoscenico del parco del Castello della Manta (CN), una fortezza medievale dal fascino severo, che nel suo Salone Baronale custodisce una delle più stupefacenti testimonianze della pittura tardogotica profana, ispirata ai temi dei romanzi cavallereschi.

Liguria

In Liguria, sarà di nuovo visitabile l’Abbazia di San Fruttuoso a Camogli (GE), monastero situato tra i boschi del monte di Portofino e il mare azzurro della Liguria di Levante e raggiungibile solo in barca o a piedi: un vero e proprio miracolo architettonico perfettamente integrato con il suo contesto naturale. Secondo la tradizione, fu lo stesso martire Fruttuoso a scegliere la baia, indicandola in sogno a Prospero, vescovo di Tarragona in fuga dalla Spagna invasa dagli Arabi e alla ricerca di un luogo dove portare in salvo le reliquie del Santo. Ricostruita nel X secolo come monastero benedettino, dal Duecento l’abbazia intrecciò le sue sorti con quelle della famiglia Doria che ne modificò l’assetto, costruendo ad esempio il loggiato a due ordini di trifore e trasferendo qui il sepolcreto familiare, fino a quando, nel 1983, decise di donare l’intero complesso al FAI.

Da sabato 1° maggio si potrà tornare a Podere Case Lovara a Punta Mesco, Levanto (SP), nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, un podere agricolo affacciato sul mare, circondato da aree boschive a lecci e pini, alternate a zone di macchia mediterranea, sul quale il FAI è intervenuto ripristinando edifici rurali e terrazzamenti e ricavando spazi utili a coltivare ulivo, vite, alberi da frutto e orti. I visitatori troveranno spazi di accoglienza, la possibilità di effettuare visite che raccontano la storia e le prospettive dell’insediamento, oltre a suggerimenti preziosi sui dintorni e sui numerosi sentieri di uno fra i paesaggi più tipici e affascinanti della Liguria.

Da sabato 8 maggio sarà la volta anche di Casa Carbone a Lavagna (GE), una dimora fin-de-siècle ricca di arredi e dipinti d'epoca. La casa conserva intatto l’ambiente domestico di una famiglia borghese del Novecento ligure prima che “le esigenze della nostra civiltà spersonalizzassero le nostre abitazioni”, per citare le parole dei fratelli Emanuele e Siria Carbone, ultimi abitanti della casa e donatori del Bene al FAI. La dimora comprende anche il giardino, un angolo di verde tra limoni, aranci e pompelmi, ortensie e piante esotiche, piacevole luogo di sosta, ombroso e fiorito.

Lombardia

In Lombardia sono molti i Beni che torneranno ad aprire le porte alle visite da giovedì 29 aprile. Sul lago di Como, si torna a visitare Villa del Balbianello a Tremezzina, elegante dimora del XVIII secolo, meta di letterati e viaggiatori fino al suo ultimo proprietario Guido Monzino. Il suo stupefacente giardino, realizzato con maniacale perfezione, spazia tra ardite potature e scorci, viali fiancheggiati da statue, terrazze panoramiche e copiose fioriture, fino a culminare nella Loggia settecentesca che corona l’intero complesso.

A Oria Valsolda, sempre in provincia di Como, apre nuovamente alle visite anche Villa Fogazzaro Roi, piccolo gioiello affacciato sulla sponda italiana del Lago di Lugano, intima e appartata dimora ottocentesca del noto autore di Piccolo mondo antico Antonio Fogazzaro. Tutto qui sembra sospeso nel tempo; arredi, quadri e oggetti rievocano l’atmosfera del romanzo, giunta inalterata fino a noi grazie al marchese Giuseppe Roi, pronipote dello scrittore, che a metà Novecento riallestì con gusto squisito ogni ambiente prima di donare la casa al FAI nel 2009.

Anche i Beni di Varese e provincia riaprono giovedì 29 aprile, a partire da Villa e Collezione Panza, una delle più importanti collezioni di arte contemporanea americana racchiusa in una splendida villa settecentesca con giardino all’italiana a solo un’ora da Milano. Oltre ai suoi 33.000 metri quadri di parco arricchito da opere di Land Art, si potrà tornare ad ammirare il riallestimento integrale della collezione permanente “Villa Panza – un’idea assoluta. Giuseppe Panza di Biumo, la ricerca, la collezione”, realizzato per celebrare il ventennale dell'apertura al pubblico.

A Gornate Olona (VA) apre i battenti il Monastero di Torba, antico complesso monacale del V secolo patrimonio UNESCO dell’Umanità, nonché primo Bene FAI donato da Giulia Maria Crespi nel 1977. Oggi questo sito millenario rivive anche alla luce dei continui ritrovamenti di età longobarda, che costituiscono solo una delle sorprese che il Monastero e il suo territorio offrono a chi va alla ricerca di luoghi al di fuori dei circuiti più noti e frequentati.

A due passi dal Lago Maggiore, a Casalzuigno (VA), riapre al pubblico anche Villa Della Porta Bozzolo, fastosa residenza di origine cinquecentesca poi “villa di delizie” nel Settecento, con i suoi ricchi decori interni, gli affreschi floreali nonché il meraviglioso giardino con più di 500 varietà di rose. La visita libera alla Villa è della durata di un’ora, mentre per tutto il giorno sarà possibile rilassarsi nel monumentale giardino all’italiana, un’originale scenografia di terrazze scolpite in pietra che risalgono la collina fino al grande prato verde del “teatro”, con la peschiera e un ripido sentiero verso il panoramico belvedere.

Nel cuore di Milano, si torna a visitare anche Villa Necchi Campiglio, iconica dimora anni Trenta a pochi passi da Piazza San Babila firmata dal genio di Piero Portaluppi. Corredata da un incantevole giardino con piscina e campo da tennis, la residenza custodisce importanti collezioni d’arte che impreziosiscono lo splendore degli arredi decò, con pezzi d’arte che spaziano da Tiepolo a Canaletto fino a Sironi, De Chirico, Martini e Wildt.

Non lontano da Villa Necchi Campiglio, riapre al pubblico anche la Palazzina Appiani di Parco Sempione, la tribuna d’onore progettata da Luigi Canonica per ospitare la famiglia di Napoleone Bonaparte nelle occasioni pubbliche, un piccolo gioiello neoclassico ancora da scoprire. Oggi è una delle poche architetture rimaste a testimonianza degli ambiziosi progetti napoleonici di riordino urbanistico della città atti a celebrarne la magnificenza.

E infine a Bergamo, da non perdere i Giardini di Palazzo Moroni nel cuore della Città Alta, un suggestivo parco storico ai piedi della Rocca civica che si articola in un complesso di giardini all’italiana: sono giardini formali pensili, organizzati in una balconata e tre terrazzamenti che si sviluppano a ridosso del Colle di Sant’Eufemia. Oltre i giardini si estende l’ortaglia: qui si trovano ancora viti allevate su pergola, alberi da frutto e un roccolo, cioè un circolo di alberi di carpino, i cui rami intrecciati fungevano da reti per cacciare uccelli vivi a scopo alimentare e ludico. Non mancano gli alberi di gelso: uno dei simboli della famiglia, arricchitasi grazie all’allevamento del baco da seta che si nutre proprio delle foglie di questo albero.

Veneto

In Veneto riaprirà le porte la cinquecentesca Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia (PD), che spicca su un poggio dei Colli Euganei, tra il verde della campagna rimasta intatta. Emblema dell’armoniosa fusione tra natura, arte e architettura, la dimora offrirà la possibilità di godere di momenti di serenità e ozio creativo all’aperto, nelle logge panoramiche, nel brolo, nei filari della vigna o nel frutteto. Si potranno, inoltre, percorrere le sale affrescate dal pittore fiammingo Lambert Sustris con trionfi, trofei e bucolici paesaggi che evocano e si fondono con quelli dei Colli Euganei.

In Piazza San Marco, nel cuore di Venezia, tornerà visitabile il Negozio Olivetti, progettato da Carlo Scarpa nel 1958 su incarico di Adriano Olivetti: un’opera di grande respiro e trasparenza che, grazie al preciso controllo del disegno scarpiano, coniuga modernità e tradizione veneziana, dando vita a “uno dei più limpidi capolavori dell’architettura contemporanea", secondo la definizione del critico Carlo Ludovico Ragghianti.

Trentino Alto Adige

In Trentino Alto Adige è pronto per accogliere i visitatori il Castello di Avio a Sabbionara di Avio (TN), maestoso circuito di torri e mura merlate in un complesso fortilizio concepito per il controllo strategico della valle dell’Adige, ma anche scrigno di un rigoglioso giardino e di preziosi e vivaci cicli pittorici “giotteschi” dedicati all’amore e alla guerra. Donato al FAI da Emanuela di Castelbarco Pindemonte Rezzonico nel 1977, il Castello si erge da oltre dieci secoli sulla sommità di uno sperone del Monte Vignola, che domina la Val Lagarina solcata dall’Adige, e appartenne quasi ininterrottamente alla nobile famiglia dei Castelbarco che nel corso del Medioevo trasformò la fortezza in una piccola corte feudale, meta di artisti e intellettuali.

Toscana

In Toscana riapre le porte Torre e Casa Campatelli, Bene della Fondazione nel cuore di San Gimignano (SI) che offre un racconto inedito e approfondito del borgo, oggi Patrimonio Mondiale Unesco, e invita alla scoperta di una tipica dimora borghese otto-novecentesca, giunta a noi intatta nell’aspetto e nell’atmosfera grazie a Lydia Campatelli, che nel 2005 la lasciò al FAI a condizione che fosse aperta al pubblico, e al cui interno conserva un prezioso patrimonio familiare, fatto di arredi, decorazioni, collezionismo d’arte, ricordi e tradizioni.

Umbria

Ad Assisi (PG) riapre al pubblico il Bosco di San Francesco, un pezzo intatto di paesaggio umbro dove regnano incontrastati armonia e silenzio ai piedi della grandiosa Basilica di San Francesco. Donato al FAI da Intesa Sanpaolo nel 2008, questi 64 ettari di bosco con oltre 800 anni di storia regalano al visitatore non una semplice escursione ma una vera esperienza dello spirito, una nuova forma di pellegrinaggio nella storia, tra boschi e campi coltivati, pareti di pietra rosa, radure e oliveti, interamente recuperati dalla Fondazione e dall’alto di un’antica torre-opificio è possibile ammirare l’opera di land art di Michelangelo Pistoletto Terzo Paradiso.

Marche

Nelle Marche torna visitabile l’Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC), l’orto-giardino a pochi passi dalla casa natale di Giacomo Leopardi, in cima al famoso “ermo colle” in cui il poeta ambientò la celebre poesia L’Infinito. Un tempo orto concluso dell’antico Monastero di Santo Stefano, è ancora oggi un luogo semplice di pace e silenzio, che induce alla riflessione e alla contemplazione, punteggiato di cipressi e alberi da frutto, con ortaggi, fiori e qualche filare di vite, restituito alla sua storica natura grazie a un progetto donato al FAI dall’architetto Paolo Pejrone e realizzato insieme al Comune di Recanati.

Nel 2017 il Bene è stato dato in concessione dal Comune di Recanati, dal Centro Nazionale Studi Leopardiani e dal Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “Giacomo Leopardi” al FAI, che ha voluto qui realizzare un progetto di valorizzazione e restauro che mettesse in relazione i due aspetti del Colle dell’Infinito: quello paesaggistico e quello filosofico e poetico.

Lazio

In Lazio riapre le porte Parco Villa Gregoriana a Tivoli (RM), un luogo dove natura, storia, archeologia e artificio sono fusi in modo sublime e per questo meta obbligata, nell’Ottocento, del Grand Tour europeo. Questo autentico gioiello a mezz’ora da Roma, amato da Goethe e ritratto da innumerevoli artisti, nel 2002 è stato concesso in comodato dall’Agenzia del Demanio al FAI che a maggio 2005, al termine di un impegnativo e costoso restauro, lo ha finalmente riaperto al pubblico, dopo anni di completo abbandono. Nel 1832 papa Gregorio XVI promosse qui una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, che diede vita a una cascata da 120 metri di salto, la Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore. Compiuta l’opera, il Papa creò il Parco che porta il suo nome, dove ancora oggi è possibile perdersi tra antichi sentieri, immergersi in una vegetazione rigogliosa e scoprire interessanti reperti archeologici, tra cui i resti della Villa del console romano Manlio Vopisco e, sull'acropoli, i templi romani tra cui quello celebratissimo di Vesta.

Nei fine settimana la prenotazione è obbligatoria entro al massimo 24 ore prima.
Prenotazioni a partire da mercoledì 28 aprile sulle pagine web dei singoli Beni

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