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Due nuovi luoghi protetti dal FAI

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Due nuovi luoghi protetti dal FAI
Attualità

26 maggio 2016

Il Parco Nazionale della Sila ha affidato in gestione al FAI la Riserva Naturale “I Giganti della Sila”: l'accordo è stato ufficialmente firmato il 28 maggio presso il Centro Visita Cupone di Spezzano della Sila (CS). Contestualmente è stata annunciata la donazione alla Fondazione di Casino Mollo, edificio rurale adiacente alla Riserva.

La Riserva “I Giganti della Sila” è stata concessa in comodato gratuito per venti anni al FAI che si occuperà dell'apertura al pubblico e della sua valorizzazione. Saranno definiti e promossi itinerari storici e paesaggistici per lo sviluppo e la conoscenza del territorio e visite guidate a tema naturalistico per far scoprire ai visitatori la flora e la fauna tipiche della foresta silana. L'accordo tra FAI e Parco Nazionale della Sila nasce dalla necessità di garantire una più ampia e completa fruizione della preziosa area protetta de “I Giganti della Sila”, ultima tangibile testimonianza dell'antica e suggestiva foresta dell'altopiano della Sila.

«La fiducia che il Parco della Sila dimostra nella collaborazione, sancita dall’Articolo 118 della Costituzione, tra pubblico e privato nella gestione e valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico della Nazione è per me un nuovo motivo di orgoglio sia come Presidente del FAI che come cittadino italiano. È una gioia poter finalmente portare la nostra esperienza in una Regione meravigliosa come la Calabria, la cui prodigiosa storia culturale e civile tuttora affianca a brani di paesaggio che lasciano il turista senza parole. Rivolgo un appello corale al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti affinché Sonia Ferrari, ora Commissario Straordinario dell’Ente Parco  Nazionale della Sila, venga di nuovo confermata alla sua guida.» - ha dichiarato il Presidente del FAI, Andrea Carandini.

«Con l'accordo con il FAI vogliamo favorire un'attività congiunta di valorizzazione della Riserva che tenga conto delle caratteristiche e delle straordinarie specificità di un luogo della Sila di rara bellezza, così che questo posto incantevole possa essere maggiormente conosciuto e fruibile.» - ha detto il Commissario del Parco, Sonia Ferrari.

Una riserva naturale biogenetica

Istituita dal Ministero dell'Ambiente con un decreto del luglio 1987, la Riserva “I Giganti della Sila”, chiamata anche “Riserva Naturale di Fallistro” dal nome della località in cui è ubicata, è un bosco di circa 5,44 ettari che si estende lungo un leggero pendio ad un'altitudine di circa 1.420 m all'interno del Parco Nazionale della Sila. Qui svettano pini larici ultracentenari di dimensioni maestose, i cui tronchi hanno spesso oltre 45 metri di altezza per due metri e più di diametro alla base e formano un vero e proprio colonnato naturale, alberi monumentali ormai estremamente rari in Europa.

Le piante presenti nella riserva vengono lasciate crescere senza importanti interventi da parte dell'uomo ed anche gli esemplari abbattuti dagli elementi naturali o dalla vecchiaia sono lasciati sul terreno, dove rimangono esposti ai normali processi biologici di deterioramento in un rispetto integrale dell'ecosistema e della biodiversità. Ogni albero secolare è stato catalogato dal Corpo Forestale dello Stato e le sue caratteristiche sono evidenziate in specifiche tabelle in prossimità di ciascun esemplare e, nell'areale circostante, oltre al pino laricio sono presenti anche meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli e aceri montani, di cui sette, situati ai margini della Riserva, sono centenari.

Un casino d'altri tempi tra i monti della Sila

Contestualmente all'accordo tra il FAI e il Parco Nazionale della Sila è stata annunciata la donazione al FAI da parte di Giovanna, Beatrice e Maria Silvia Mollo del seicentesco Casino Mollo – un edificio adiacente alla Riserva, che la Fondazione prevede di aprire al pubblico, a seguito dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione, nel 2018.

Il Casino Mollo è una massiccia e austera costruzione tipica di questo paesaggio d'altipiano costruito in pietra granitica nel Seicento dalla nobile famiglia dei baroni Mollo e un tempo fulcro di un piccolo villaggio e di una azienda latifondistica efficiente e diversificata. Dopo lo smembramento della proprietà negli anni '50, il Casino è stato per oltre mezzo secolo dimora di villeggiatura della famiglia.

Sono cominciati i rilievi e le indagini propedeutiche alla formulazione del progetto di restauro e valorizzazione ed è in programma un'attività di ricerca in collaborazione con università e enti del territorio per approfondire la conoscenza del luogo. Il patrimonio di informazioni raccolte sarà la base per il recupero e il riallestimento del Casino Mollo e per attività di valorizzazione rivolte a diversi tipi di pubblico – con particolare attenzione a famiglie e scuole – che rispettino ed esaltino l'identità di questo luogo. Al termine dei lavori il Casino Mollo racconterà, attraverso gli arredi tradizionali e i cimeli del passato, affiancati da sofisticati strumenti per la comunicazione multimediale, la storia di questo angolo di paesaggio rurale del Mezzogiorno d'Italia dal Seicento ad oggi.

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