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«Il patrimonio è un ponte tra passato e futuro»

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«Il patrimonio è un ponte tra passato e futuro»
Attualità

28 settembre 2016

I restauri all'Abbazia di San Fruttuoso, il recupero paesaggistico di Punta Mesco, i 6 milioni di volontari del FAI e ancora il valore del patrimonio e della memoria per la costruzione del nostro futuro e l'importanza di riscoprire la bellezza che ci circonda in maniera autentica: così il presidente del FAI Andrea Carandini riflette sul lavoro della Fondazione e sulla tutela dei beni culturali in Italia dopo aver ricevuto il premio Isaiah Berlin.

Abbazia di San Fruttuoso: il FAI è pronto a nuovi, importanti lavori. Ad annunciarlo, è il numero uno del Fondo Ambiente Italiano, il professore Andrea Carandini, archeologo di fama internazionale che ieri, a Villa Durazzo, ha ricevuto il premio Isaiah Berlin. La cerimonia è stata il momento clou della cinquantottesima edizione dei corsi del Centro Internazionali di Studi Italiani, diretti dal professore Roberto Sinigaglia dell'Università di Genova.

San Fruttuoso, si diceva. Carandini c'è stato lunedì e, racconta, «ho pure fatto il bagno». Poi, il progetto: «San Fruttuoso è da riprendere in mano, perché il vecchio restauro è della metà degli anni Ottanta. Ora capiamo molte più cose: vogliamo ripensare a una nuova valorizzazione. É l'impresa sui vecchi beni più importante che abbiamo, per i prossimi due anni». La nuova fase di indagine, verrà ufficializzata «a marzo. C'è tutta una serie di luoghi da scavare, di fasi da comprendere. Quando tutto emergerà, d'intesa con la Soprintendenza, completeremo il lavoro».

Di Punta Mesco, il presidente del FAI è orgoglioso perché «è la prima volta che si tratta un paesaggio come si tratta un quadro. C'è questa idea, un po' balorda, che la natura riprende il suo corso... No, non è così. Lì, era la boscaglia che stava invadendo un luogo abbandonato dall'uomo, verso la completa distruzione. Il restauro, i muretti a secco, le colture mediterranee, le api: facciamo rivivere un luogo che è un piccolo Paradiso. Da lì si vede la Corsica, il Monviso: è un Eden».

Sul FAI, che guida («abbiamo 275 presìdi in tutta Italia»), tra i volontari, tantissimi sono giovani. E l'Italia più bella? «É una parte rilevante, dell'Italia più bella. Perché in Italia, nei vari settori, i volontari sono 6 milioni». Il patrimonio, le grandi ricchezze ambientali italiane riescono a essere valorizzate? «La riforma Franceschini sta dando l'impressione che qualcosa si stia muovendo. Non si è capito un punto fondamentale: che l'aspetto più importante sono le persone. Non le cose. Il patrimonio va inteso come un ponte che fa dialogare gli uomini di oggi con quelli del passato. C'è un libro di Pamuk, "Il museo dell'innocenza", dove lui conserva la memoria di un grandissimo amore per una donna mediante tutta una serie di cose appartenute dell'amata. Ne ha fatto anche un museo, a Istanbul. Ecco, quello che intendo. Le cose sono eloquenti. Non hanno bocca ma riempiono la vista. Hanno una temperatura, si possono toccare. Hanno un odore. Sono molto carnali. Un uomo non può costruirsi il futuro senza ritrovare il passato, senza una discesa agli inferi per dialogare con chi lo ha preceduto».

Un dialogo complesso, specie oggi, sottolinea Carandini, «in questa società giovanilistica, presenzialistica, che ha cancellato il passato per il telefono cellulare, il computer. Questi girini diventeranno mai rane? C'è da chiederselo. Anche i vecchi di oggi ... sono adolescenti pieni di grinze! E deve esserci una reazione a questi oggetti droganti da cui i più non si separano mai, a questo mondo che per tanti si è ridotto a schermetto prima con il cinema, poi con la tv, poi con il computer, ora con il telefono. I telefoni sono tutti uguali. Gli outlet, sono tutti uguali. Bisogna vivere, c'è una realtà meravigliosa. Guardiamo qui: Santa Margherita, Camogli in questi giorni mi hanno ricordato la vecchia Italia dei miei tempi, non fagocitata dagli orrori che hanno divorato luoghi anche qui vicini, come Rapallo».

Fonte: articolo di Silvia Pedemonte su "Il Secolo XIX - Levante", 28 settembre 2016

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