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L’acqua: un diritto, una risorsa, un valore

L’acqua: un diritto, una risorsa, un valore

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L’acqua: un diritto, una risorsa, un valore
Attualità

15 novembre 2017

“L’acqua è l’origine di ogni vita. E’ una risorsa fondamentale da difendere e preservare”: sono le parole di Andrea Carandini a dare il via al convegno “Dialogo sull’acqua”, organizzato dalla Fondazione a Bologna il 10 novembre scorso.

L’incontro è stato l’occasione per un lecture di Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i popoli e forte della sua esperienza internazionale come inviato speciale del Segretario Generale delle Nazioni unite per il Sahel, in Africa.

Un’interessante riflessione sulla centralità dell’acqua e le sue connessioni con la pace, il cibo, la politica e la tecnologia, che ha visto il contributo, oltre al Presidente del FAI, di Giulia Maria Crespi, Presidente Onorario della Fondazione; Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente; Valentina Orioli, assessore all’urbanistica e all’ambiente al Comune di Bologna; Marco Marcatili, economista di Nomisma; Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue; Fabio Marchi, Segretario Consorzio della Chiusa e promotore del Contratto di Fiume; Albero Clò, economista; Giuseppe Dadà, Direttore Qualità di Ferrarelle.

Un diritto ma non per tutti

Un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile, ha evidenziato Prodi, mentre per tre miliardi la quantità non è comunque sufficiente: una profonda disparità nell’accesso e nella distribuzione di questa risorsa primaria, che rappresenta un diritto umano ma che, purtroppo, è da sempre causa di conflitto tra i popoli. Basti pensare che solo il 2% dell’acqua esistente al mondo, come ha sottolineato Carandini, è dolce ed è concentrata in poche aree.

Cambiamento climatico: serve un nuovo approccio

Sono 300 i miliardi di metri cubi d’acqua che in media piovono sul territorio italiano, di questi solo il 10 – 12% viene trattenuto. Una percentuale molto bassa soprattutto considerando l’emergenza climatica in cui ci troviamo che ha determinato negli ultimi anni – e il 2017 è stato emblematico in questo senso – un innalzamento delle temperature e una forte diminuzione dei giorni di pioggia provocando così una situazione di forte siccità alternata a grandi precipitazioni concentrate in poco tempo. Una situazione resa ancora più allarmante, ha evidenziato Marcatili, per l’inefficacia della rete idrica del nostro Paese, datata e non supportata da una corretta manutenzione.

Agricoltura: una sfida culturale

E’ innegabile che serva un nuovo approccio, soprattutto in ambito agricolo dove l’utilizzo dell’acqua è più alto (circa il 70%). Un impiego reso necessario dalla grossa quantità d’acqua richiesta per ogni unità di cibo (es. un metro cubo di acqua per un grammo di grano) ma che potrebbe essere ottimizzato, secondo Prodi, attraverso un efficiente processo di riutilizzo di questa risorsa focalizzato su irrigazione, depurazione e desalinizzazione. Una sfida che per Vincenzi deve essere anche culturale sia in termini di sensibilizzazione dei nostri agricoltori a un uso razionale dell’acqua sia per un nuovo approccio all’agricoltura stessa, da intendersi come fonte di cibo e quindi come ‘utilizzo’ dell’acqua più che di ‘consumo’.

A Giulia Maria Crespi, Presidente Onorario del FAI, il compito di ricordare che nell’agricoltura biodinamica esistono già delle soluzioni per ridurre il consumo di questa risorsa, come l’humus: un complesso di sostanze organiche presenti nel suolo in grado di trattenere fino al 90% di acqua.

Una governance nazionale e internazionale

Numerosi gli interventi che hanno sottolineato la mancanza di un organismo internazionale che presieda la gestione dell’acqua, troppo spesso confinata a un ambito esclusivamente politico. Il ministro Galletti ha ribadito la necessità di istituire una governance su questo tema anche a livello nazionale, dove attualmente la gestione è molto frastagliata tra una moltitudine di soggetti non coordinati fra loro.

Bisogna attivarsi ora

Non c’è più tempo, ha concluso Prodi: bisogna mettere in atto tutte le misure possibili per evitare danni irreparabili nel futuro, soprattutto considerando – come evidenziato da Marcatili – l’innalzamento dei fabbisogni previsto già nei prossimi 4 anni. Bisogna lavorare sull’esistente senza innescare cambiamenti radicali ma cercando di rispettare e far rispettare questa risorsa primaria che ci viene fornita dalla natura, anche attraverso – ha sottolineato Dada – una maggiore e migliore conoscenza del percorso dell’acqua e del territorio circostante che influisce altamente sulla sua quantità e qualità.

Amore per l’acqua

Ogni famiglia italiana consuma all’anno circa 8 autobotti. Un dato molto alto che potrebbe essere ridotto ridando valore a questa risorsa nonostante il suo costo in Italia (1 litro d’acqua = 0,5 – 0,3 euro), nettamente inferiore rispetto alla media europea. Bisogna amare l’acqua, ha ricordato in conclusione di convegno Maurizio Rivolta, e sensibilizzare i cittadini a rispettare risorse così universali e fondamentali per la nostra vita.

Un appello all’educazione che il FAI ha fatto proprio nella missione della Fondazione e che ha concretizzato subito dopo il convegno “Dialogo sull’acqua” proponendo ai delegati ambiente e paesaggio della rete territoriale un corso interno di formazione per lo sviluppo delle competenze scientifiche fondamentali alla gestione dell’acqua e delle sue problematiche. Un’occasione di confronto importante che proseguirà anche nei prossimi mesi per un approfondimento continuativo su possibili soluzioni e opportunità da cogliere.

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