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Negozio Olivetti: dietro le quinte di un’icona del Novecento

Negozio Olivetti: dietro le quinte di un’icona del Novecento

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Negozio Olivetti: dietro le quinte di un’icona del Novecento
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20 aprile 2021

Occuparsi della cura e della manutenzione del Negozio Olivetti in Piazza San Marco a Venezia significa non solo confrontarsi quotidianamente con un gioiello dell’architettura del Novecento, ma anche con uno spazio prezioso, delicato e minacciato più volte l’anno dall’acqua alta.

In occasione del decennale della riapertura al pubblico del Negozio Olivetti in Piazza San Marco a Venezia, sveliamo cosa si cela dietro le quinte del Bene FAI inaugurato il 20 aprile 2011: un monumento di straordinario valore storico, artistico, sociale e culturale, un’icona del design italiano del Novecento che necessita di attenzione, consapevolezza e cura quotidiana.

Il restauro

A partire dal 1997, con la chiusura del Negozio da parte della ditta Olivetti, era iniziato un periodo di uso non appropriato di questi ambienti, utilizzati come rivendita di oggetti per turisti. Assicurazioni Generali, società proprietaria dell’immobile, ne intraprende il restauro a partire dal 2010, condotto sotto la direzione di Gretchen Alexander Gussalli Beretta e l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia, rappresentata dalla Soprintendente Renata Codello. Il restauro ha visto anche la collaborazione di Tobia Scarpa, che aveva affiancato il padre nella fase di progettazione e realizzazione del Negozio.

L’intervento è durato un anno e si è rivelato complesso, in forza della precaria situazione in cui versava l’ambiente. Preceduto da una lunga fase di analisi e studio, ha visto la realizzazione di un rilievo completo dei materiali impiegati e della loro organizzazione costruttiva, con approfondite indagini e diffuse campionature sulle superfici lignee, lapidee e metalliche ma anche su impianti elettrici e sistema di illuminazione, con il riscontro dettagliato degli elementi mancanti degli arredi.

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Il restauro del 2010, estremamente conservativo e puntuale, che ha preceduto l’apertura al pubblico del Negozio, non solo ha avuto il grande merito di aver riportato alla luce, mantenuto e valorizzato i materiali, i colori e le soluzioni scarpiane originali – insieme alla loro “patina del tempo” – ma anche quello di aver raccolto e composto, grazie al lavoro congiunto dei professionisti coinvolti, dei restauratori e della Soprintendenza, un corpus di informazioni e una conoscenza condivisa sul Bene.

Al termine dei lavori, la gestione del Negozio Olivetti è stata affidata al FAI, che da allora se ne prende cura nella gestione, nella cura e nel monitoraggio quotidiano e continuo ai fini di preservare per le generazioni future questo monumento di straordinario valore storico, artistico, sociale e culturale.

Dietro le quinte

I restauratori e gli artigiani che ancora oggi continuano a occuparsi della conservazione del Negozio Olivetti sono gli stessi intervenuti undici anni fa: alcuni di loro fanno parte di storiche imprese veneziane che possono vantare di aver assistito Scarpa nella realizzazione dello showroom Olivetti nel 1958, come la falegnameria Augusto Capovilla e i fabbri dell’Officina Zanon. Dalla loro memoria, dalla loro capacità di osservazione e dalle loro accortezze abbiamo imparato come “ascoltare” e controllare ogni giorno lo stato di salute del Negozio.

A dicembre di ogni anno, in un sopralluogo congiunto con tutto il gruppo di tecnici e restauratori, alla presenza della proprietà, si verifica approfonditamente lo stato di conservazione del Bene: i pavimenti in mosaico di vetro e quelli in legno, i rivestimenti in stucco lustro e in pietra Aurisina, la vasca in marmo nero del Belgio e la statua di Alberto Viani, le mensole porta macchine da scrivere e i corpi illuminanti; si procede con la verifica e l’aggiornamento delle schede di conservazione e con la mappatura fotografica dello spazio per poi pianificare e programmare i lavori di manutenzione da effettuarsi nei mesi successivi, approfittando della chiusura invernale.

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La sfida delle maree eccezionali

La cura del Negozio Olivetti va oltre la sola conservazione materica: è una sfida in cui si è chiamati a gestire un delicato equilibrio, costantemente minacciato da uno dei principali problemi che affligge la città di Venezia e la sua Laguna: le maree eccezionali. Sempre più numerose negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale, le ondate di marea eccezionali sono il risultato di sessant’anni di devastazione della Laguna, compromessa nella morfologia e nel funzionamento, e ormai trasformata in un braccio di mare.

Quando l’alta marea supera i 95 cm di altezza l’acqua della Laguna, che allaga l’intera Piazza San Marco, entra anche nel Negozio Olivetti. Il piano terra va letteralmente “in ammollo” sotto a diversi centimetri di acqua salmastra, che corrode i metalli di cancelli e porte, e che prima imbibisce e poi, una volta ritirata ed evaporata, danneggia le parti inferiori delle pareti in calce rasata e degli elementi di pietra e di legno. In un anno il Negozio può finire sott’acqua anche 30 volte: ogni volta, appena la marea si ritira, le superfici bagnate vengono accuratamente lavate con acqua dolce e monitorate.

Dopo l’alluvione del 1966, in cui il livello dell’acqua toccò addirittura i 194 cm, prese e interruttori elettrici del piano terra del Negozio – gravemente danneggiato – vennero precauzionalmente spostati sopra il metro di altezza. Nell’intervento di restauro del 1985 fu quindi inserito un primo sistema di raccolta e allontanamento delle acque di marea; il moderno impianto di pompaggio dell’acqua di marea, installato durante i lavori degli anni Duemila e da allora sottoposto a semestrale manutenzione da parte di una ditta specializzata, ha scongiurato, insieme alle paratie metalliche installate a protezione dei due ingressi, gravi danni durante l’acqua alta eccezionale del 12 novembre del 2019, in cui è stata registrata un’altezza di marea di appena 7 centimetri in meno rispetto a quella del ’66.

“Nudo al sole”

I danni maggiori sono stati registrati sulla statua in bronzo dorato “Nudo al sole” di Alberto Viani (interessata da un accurato intervento di restauro pochi mesi prima) immersa nell’acqua per oltre 25 cm. L’acqua salmastra si è infiltrata nell’opera, cava all’interno, esponendo il materiale a rischio di ossidazione. L’opera, fusa in bronzo e poi dorata, era stata realizzata da Viani nel 1956 ma fu Scarpa, affascinato da questa particolare cromaticità che la distingue dagli altri “nudi” dell’artista, a scegliere di inserirla sopra una fontana in marmo nero del Belgio, coperta da un velo d’acqua in leggero movimento, creando quell’originale gioco di riflessi che caratterizza l’ingresso del Negozio.

La posizione della statua, inclinata per la corrosione dei sostegni e quindi da tempo parzialmente immersa in acqua, ha richiesto negli anni particolare azioni di manutenzione per mantenerne la lucentezza. Nell’intervento del 2019, è stata sollevata così come la vasca che la ospita, per procedere alla manutenzione dell’impianto idraulico della fontana; poi è seguita un’accurata lucidatura meccanica del marmo nero della vasca e una pulitura del bronzo della scultura, segnata non solo dal contatto permanente con l’acqua della fontana ma anche dalle già citate occasionali immersioni nell’acqua salmastra della Laguna, e la stesura di adeguato protettivo. Una volta restaurato nel “laboratorio” appositamente creato all’interno del Negozio, il Nudo al Sole è stato ricollocato sulla vasca su nuovi perni in acciaio inox e in asse, per garantire il minimo contatto con l’acqua della fontana e, di conseguenza, una sua migliore conservazione nel tempo.

L’intervento, realizzato a cura di Generali, è stato seguito in collaborazione anche con i tecnici del FAI che ne hanno documentato le fasi salienti.

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Occuparsi della cura e della manutenzione del Negozio Olivetti significa confrontarsi quotidianamente, con attenzione e consapevolezza, con un gioiello dell’architettura del Novecento, uno spazio prezioso e delicato, caratterizzato da materiali tradizionali tipici dell’architettura veneziana, ma declinati dalla maestria di Carlo Scarpa in soluzioni tecniche e dettagli unici.

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