Saline Conti Vecchi: voci dal passato

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Saline Conti Vecchi: voci dal passato

Saline Conti Vecchi

La partnership con Eni e la Ing. Luigi Conti Vecchi Spa (controllata da Syndial) rappresenta per il FAI la prima esperienza di gestione e valorizzazione sinergica di un bene culturale del tutto speciale. Un sito industriale attualmente produttivo inserito in una cornice naturalistica di grande valore e originale bellezza, rappresentativa del paesaggio e dell'identità storica della Sardegna: una salina.

FAI e Eni-Syndial collaborano per trasformare, a partire dalla prossima primavera, le storicheSaline Conti Vecchi in un bene regolarmente aperto al pubblico, che racconti in maniera coinvolgente e originale la storia e il funzionamento di una delle saline più longeve della Sardegna, oltre ad offrirne la visita guidata, tra vasche di sale e una straordinaria varietà di specie animali e vegetali che variano al susseguirsi delle stagioni.

Il progetto del FAI, di cui i lavori sono attualmente in corso, prevede la riqualificazione degli edifici storici, all'interno dei quali saranno organizzati spazi per l'accoglienza del pubblico, per il racconto, per l'approfondimento - attraverso documenti d'archivio curiosi e inediti - e per la didattica, rivolta in particolare ai bambini e alle scuole. Gli edifici affidati al FAI saranno restaurati e riportati alle originarie funzioni, corredati di macchinari, oggetti e arredi storici - tutti recuperati, ordinati e archiviati -, che permetteranno di toccare con mano come si svolgeva la vita della salina nella prima metà del Novecento, tra uffici, officine e laboratori, in un fervere di attività produttive. La visita degli edifici consentirà al pubblico di conoscere il luogo, che poi visiterà lungo percorsi guidati immersi nella natura, ma con uno sguardo costante alla produzione che spicca nel panorama della salina, dominato dalle candide montagne di sale visibili fin da lontano e sullo sfondo dell'orizzonte e del mare.

Per la definizione del progetto di valorizzazione delle Saline Conti Vecchi e per raccontare al visitatore la storia di questo luogo, il FAI si è avvalso della collaborazione di diverse professionalità, tra cui esperti e studiosi locali che hanno contribuito ad approfondire la conoscenza del luogo. Fondamentale è stato il contributo degli stessi lavoratori della salina, quelli storici e quelli attuali, che ancora oggi detengono una sapienza unica e praticano un mestiere insolito: trarre il frutto dagli elementi della natura - mare, vento e sole - trattati con ingegno e rispetto, coltivare il sale come “contadini di mare”. Per raccontare il lato “umano” delle Saline, che ospitarono come tanti impianti industriali di primo Novecento vere e proprie comunità di uomini, donne e bambini che vivevano nell'attiguo villaggio, sono stati raccolti anche ricordi e documenti privati, di chi ha vissuto in questi stessi luoghi e ancora ne ricorda l'aspetto, l'atmosfera e il sapore: dagli eredi Conti Vecchi agli anziani salinieri, ai loro figli ancora oggi dipendenti della salina, legati a questo luogo di lavoro, ma anche di vita e di affettuosa memoria. Grazie a tutte queste collaborazioni e a ripetuti sopralluoghi, indagini e studi sulla natura e la storia del sito e del suo contesto, si è giunti così a definire un racconto, che si avvale di un corposo apparato di immagini storiche, un vero e proprio “patrimonio visivo” delle Saline, con squarci sulla Sardegna tutta, e che consiste di fotografie e video inediti, raccolti presso biblioteche, archivi storici e presso privati cittadini, che hanno voluto mettere in comune le testimonianze e le memorie personali di un luogo radicato nella storia e nell'identità della città di Cagliari. Si sono aggiunte a questo patrimonio storico riprese video e fotografiche realizzate ex-novo, anche grazie all'impiego di un drone, che ha sorvolato i bacini evaporanti e le vasche salanti, per documentare da un punto di vista nuovo il ciclo produttivo del sale.

Quello del sale è un viaggio entusiasmante, che segue il ritmo delle stagioni da quasi cent'anni: un lavoro che l'uomo e la natura portano avanti dal 1919 in perfetta sinergia, a testimoniare come in questa attività produttiva si realizzi il massimo della sostenibilità ambientale applicata ad un processo industriale tuttora efficiente e sofisticato fondato su fonti ed energie rinnovabili. Il FAI e Eni-Syndial offriranno al pubblico un'esperienza unica, che parte dal racconto del passato, da un'idea industriale illuminata e lungimirante, per approdare alla modernità e al futuro, cercando l'armonia con la natura e con l'ambiente.

Castello della Manta

Al Castello della Manta sono stati appaltati i lavori di restauro del corpo sud, una struttura a torre affacciata sulla valle, un tempo bastione di ingresso all'edificio. L'intervento più complesso interesserà le coperture: le possenti e antiche capriate in quercia, ampie fino a oltre10 metri, sono particolarmente degradate, soprattutto in corrispondenza delle murature, e presentano zone marcescenti. A peggiorare la situazione già critica, le travi in legno devono sopportare il peso di tavelle in cotto – un tipo di coibentazione tipica della Toscana, ma non presente in Piemonte – aggiunte probabilmente durante un restauro nei primi decenni del '900. Nel corso dei decenni sono stati aggiunti disordinatamente alcuni puntelli di sostegno per aiutare a scaricare il peso, ma la vetustà del legno non permette di temporeggiare oltre.

Circa 4 anni fa è stato studiato in modo puntuale un progetto molto articolato e attento dal prof. Lorenzo Jurina del Politecnico di Milano, basato su criteri di reversibilità e preservazione degli elementi storici, approvato dalla Soprintendenza: è prevista l'aggiunta di altri puntelli di sostegno in maniera più ordinata e regolare oltre a piccoli tiranti in acciaio per formare delle sorte di travi reticolari a rinforzo della struttura. Le tavelle non verranno tolte, perché ormai divenute elemento storico; verranno inoltre collegate tutte le parti della copertura, inserendo "fiocchi" di fibra di carbonio per legare le travi al manto (intervento molto delicato) e delle fasce di ferro nei solai, così come previsto dagli interventi migliorativi del comportamento antisismico. Nel progetto è prevista anche la riapertura di quattro finestre tamponate nel sottotetto, per dare luce e aria al sottotetto e al legname che negli anni ha sicuramente sofferto il buio e l'umidità. Il FAI ha indetto una gara di appalto per l'assegnazione dei lavori, che è stata aggiudicata da un'impresa del luogo: il cantiere inizerà in queste settimane e terminerà prima dell'estate.

Un secondo intervento urgente che interesserà il Castello della Manta nei prossimi mesi è la manutenzione dei muraglioni del castello. I muri di terrazzamento sono infatti a rischio di cedimento a causa del cattivo assorbimento delle abbondanti acque piovane, che non vengono drenate correttamente, scavano ruscelli nel prato e si accumulano creando rigonfiamenti nel terreno. Recentemente è stato necessario intervenire in un tratto in cui era presente un arco di scarico fessurato e in parte staccato. I restanti muraglioni sono costantemente monitorati e saranno oggetto di interventi qualora fosse necessario.

Grazie a ...

Il restauro della copertura e dei fronti del corpo sud del Castello è reso possibile grazie ai fondamentali contributi di Fondazione CRT

Abbazia di San Fruttuoso

La storia del cantiere delle facciate dell'Abbazia di San Fruttuoso iniziato il 9 marzo 2016 si sta avviando verso la conclusione: dopo mesi di lavori, anche i ponteggi che da novembre ricoprivano la facciata fronte mare sono stati rimossi. I lavori però non sono ancora terminati: devono essere ultimati gli ambienti a livello della spiaggia, nei cui spazi era alloggiato il deposito e un plateatico utilizzato da uno dei locali ristoro che si è recentemente trasferito.

Dopo aver ultimato tutte le delicate operazioni di restauro ed aver eliminato tutte le superfetazioni, la facciata può essere ora ammirata in tutta la sua bellezza mantenendo l'autenticità materica del bene è stato eseguito un restauro che "c'è ma non si vede," che si armonizza talmente al contesto da divenire quasi impercettibile a uno sguardo non esperto. Il ripristino della discesa alla spiaggia e alla sorgente di acqua dolce, con il recupero della grotta e del portico verranno successivamente comprese nel nuovo percorso di visita in vista di un intervento importante di adeguamento del monumento dal punto di vista dei servizi, degli spazi e della proposta culturale.

Il FAI ha intrapreso un percorso di conoscenza approfondita del luogo e del suo contesto, che fornirà la base e il contenuto per elaborare i futuri interventi.

Grazie a ...

Il restauro delle facciate dell'Abbazia di San Fruttuoso e degli ambiti a livello spiaggia è reso possibile grazie al fondamentale contributo di Compagnia di San Paolo ed Epta.

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
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