#salvailsuolo: 82.000 firme raccolte!

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#salvailsuolo: 82.000 firme raccolte!

Oltre 82.000 cittadini italiani hanno chiesto di tutelare il suolo libero e sano, una risorsa che non solo è essenziale alla produzione agricola ma è anche il più efficace sistema di difesa da alluvioni e altri eventi catastrofici. Le recenti tragedie ci ricordano, infatti, che quando non si rispetta il suolo, le pur doverose opere di difesa sono sempre insufficienti a garantire la protezione di cittadini, abitazioni e città.

Un risultato importante che pesa sulle oltre 212.000 firme raccolte a livello europeo ed eccede largamente il quorum fissato per l'Italia dalla Commissione Europea (54.750 firme): un dato ancor più significativo se si considera che il nostro Paese non si è ancora dotato di una norma efficace che regoli la demolizione degli edifici abusivi nonostante i numeri sempre più allarmanti. Secondo gli ultimi dati ISPRA, in Italia al 2016 risultano, infatti, cementificati oltre 23mila kmq (pari alla dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale, e il consumo di suolo procede a un ritmo di 3 mq secondo, senza risparmiare aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, o di estrema vulnerabilità a rischi ambientali, come alluvioni, frane e terremoti.

Martedì 10 ottobre le associazioni della coalizione italiana #salvailsuolo (formata da ACLI, Coldiretti, FAI - Fondo Ambiente Italiano, INU - Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow Food, WWF) hanno consegnato simbolicamente le firme al Presidente del Senato Pietro Grasso, chiedendo di varare entro la legislatura la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato. Un provvedimento i cui obiettivi sono fermare il consumo di suolo e incentivare da subito la rigenerazione urbana e l'edilizia di qualità.

“Se il nostro Paese appare più fragile di altri agli eventi catastrofici, le colpe non sono solo del cambiamento climatico, ma di come abbiamo trattato il territorio negli ultimi decenni – dichiara Damiano Di Simine, portavoce della coalizione italiana #Salvailsuolo – Con le firme raccolte in Italia sproniamo il governo a varare entro la legislatura il disegno di legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole, e a bloccare il ddl Falanga in approvazione, che rischia di vanificare tutti gli sforzi messi in atto per contrastare l'abusivismo edilizio.”

Le associazioni chiedono anche rigore e vigilanza per evitare che nella discussione della legge di stabilità non ci siano colpi di mano rispetto agli impegni assunti con la finanziaria dell'anno scorso: ovvero che sia del tutto ripristinato, dal 1 gennaio 2018, il vincolo alla destinazione delle risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Ciò è indispensabile da un lato per sostenere gli interventi di rigenerazione urbana, e dall'altro per evitare che nei comuni sopravviva un meccanismo perverso di incentivazione di consumi di suolo in cambio di entrate fiscali impiegabili con ampia discrezionalità per ripianare i bilanci.

Consegnate le firme, la coalizione italiana #salvailsuolo resta in attesa di una risposta da parte del Parlamento e del Governo e, allo stesso tempo, evidenzia la necessità di agire anche a livello europeo: fermare il degrado del suolo è un preciso obiettivo sottoscritto con l'adesione all'agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile a cui l'Unione Europea ha aderito con convinzione, ma ad oggi il suolo e la sua tutela continuano ad essere temi sconosciuti per il diritto europeo.

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