Se proteggere l'arte è una questione di famiglia

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Se proteggere l'arte è una questione di famiglia

Dal 2015 il Gruppo Epta si impegna in qualità di Corporate Golden Donor del FAI nella salvaguardia del patrimonio nazionale, per renderlo accessibile a tutti. Un'iniziativa virtuosa che trova la sua massima espressione nel recupero artistico e architettonico dell'Abbazia di San Fruttuoso, a Camogli. L'importante progetto si è concretizzato anche grazie al contributo della famiglia, in ricordo di Luigi Nocivelli, fondatore di Epta e grande amico e sostenitore del FAI.

L'intervento conservativo, iniziato nel marzo del 2016 e concluso con la presentazione al pubblico il 18 maggio 2017, era derivato dall'esigenza di proteggere le facciate e il porticato della millenaria Abbazia dai danni degli agenti atmosferici, per riportare il luogo alla nitida luminosità originaria.

La famiglia ha inoltre continuato la tradizione delle “panchine Nocivelli”, donate alla Fondazione perchè il pubblico possa godere della bellezza del parco e del complesso monumentale incastonato nella deliziosa baia che si apre tra Camogli e Portofino.  

Una collaborazione positiva e ricca di valore, raccontata dall'ing. Marco Nocivelli, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Epta e figlio di Luigi Nocivelli.

Come è nata l'idea di sostenere  il FAI nel progetto di restauro delle facciate dell'Abbazia di San Fruttuoso?

L'idea nasce per ricordare mio padre Luigi Nocivelli, fondatore di Epta e grande amico e sostenitore del FAI, che ha anche ricoperto la carica di Consigliere per diversi anni. Siamo molto orgogliosi di aver partecipato al restauro dell'Abbazia di San Fruttuoso, sia come Azienda, in qualità di Corporate Golden Donor del FAI, che come Famiglia. Si tratta per noi di un importante progetto in ricordo di mio padre, un imprenditore innamorato della bellezza e della cultura, che si è sempre impegnato per restituire al territorio ciò che ha ricevuto dalla vita e lasciare così un segno alle generazioni successive.

Quale ritiene sia stato il valore di aver partecipato a questo importante intervento della Fondazione?

La qualità e l'eccellenza sono da sempre un must per Epta, al pari del nostro impegno a favore di un progresso sociale responsabile e della tutela dell'ambiente: valori concreti che sono alla base della nostra collaborazione con il FAI. Questo importante progetto si iscrive tra le numerose iniziative che il Gruppo promuove, raccogliendo l'eredità di mio padre, che definirei un “imprenditore filantropo”. Guidati dal suo esempio, ci impegniamo a valorizzare il bello e promuovere la tutela del territorio e delle comunità locali, come confermato anche dal nostro 5° Corporate Social Responsibility Report, recentemente validato dall'Istituto TÜV Austria Cert GmbH.

In qualità di imprenditore, erede e a sua volta protagonista di una straordinaria storia aziendale, quale pensa debba essere il ruolo delle imprese nell'impegno di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale italiano?

A mio parere, è un dovere dell'imprenditore essere un esempio positivo per la società: l'imprenditoria è infatti chiamata a giocare un ruolo cruciale nella promozione del patrimonio culturale. Le aziende italiane sono portatrici del genio e della bellezza, che da sempre caratterizzano la nostra cultura, in tutti gli ambiti. Si distinguono sul mercato per uno spiccato talento creativo che permette loro di coniugare passione, estetica e tecnologia, per offrire soluzioni all'avanguardia e rispondenti a precisi canoni di qualità, sicurezza e rispetto dell'ambiente. Elementi chiave che ci rendono un punto di riferimento in tutto il mondo in svariati ambiti, e che derivano dalla ricchezza della nostra cultura. Onore e onere degli imprenditori italiani è quindi reinterpretare e arricchire le tradizioni, restituendo al territorio parte di ciò che hanno ricevuto in eredità, attraverso il sostegno ad opere di valorizzazione culturale e ambientale.

 

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