Un regalo per Varese

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Un regalo per Varese

Un'opera viva, un vero e proprio monumento dedicato all'acqua, sorgente instancabile di vita, che sembra nato insieme alla villa stessa, assorbendone l'equilibrio e la geometria: “Cone of Water” entra a far parte della collezione permanente di Villa Panza, a Varese, grazie alla generosa donazione di Gabriele e Maria Giuseppina Caccia Dominioni e dei loro figli Chiara, Pietro e Giulia, rispettivamente genero, figlia e nipoti di Giuseppe Panza di Biumo, che l'hanno acquistata dall'artista e dalle gallerie che ne detengono i diritti (Paula Cooper Gallery di New York e Anne Mosseri-Marlio Galerie di Basilea).

L'opera di Meg Webster è stata concepita site specific per il cortile d'onore della dimora del FAI in occasione della mostra “Natura naturans. Roxy Paine e Meg Webster (Opere 1982 – 2015), conclusa a maggio di quest'anno, ed è in questo luogo che resterà installata.
Il cono in ferro rovesciato delle dimensioni di 1x4 metri colmo fino all'orlo d'acqua rappresenta in modo esemplare la poetica dell'artista americana in cui confluiscono elementi geometrici – forme semplici, primigenie – e materiali naturali, evocativi dell'intimo legame tra tutti gli elementi del cosmo. “Lo spettatore – spiega Maria Giuseppina Caccia Dominioni – può godere dell'effetto ottico della discontinuità della superficie, della profondità dell'invaso e del riflesso dell'ambiente in esso”.

La donazione “vuole essere un ringraziamento al luogo dove ho vissuto a lungo, mi sono sposata, abbiamo visto crescere i nostri figli – continua la figlia di Giuseppe Panza – questo è un posto magico, uno dei più belli della città, anche se i varesini preferiscono a volte altri giardini”. L'allusione si riferisce allo scarso interesse manifestato dai cittadini nei confronti del bene del FAI a fronte di una crescente notorietà della Villa soprattutto all'estero.

“Cone of Water” non è il primo lavoro di Webster a divenire ospite fisso della Villa. Della collezione permanente fa, infatti, parte da tempo anche l'opera “Slipped Cone with Flat Top” (1983), installata in una delle Scuderie da Giuseppe Panza di Biumo, che così ha definito il lavoro dell'artista: “I suoi tumuli non fanno pensare al sepolcro e alla morte, ma alla nostra madre, alla natura che ci nutre con i suoi frutti. E' un omaggio alla sua silenziosa e umile presenza. Esiste da sempre. Dimentichiamo la sua importanza, senza di lei non potremmo vivere. Usare la terra per fare arte è un evento unico, non ricordo qualcosa di simile avvenuto in passato.”

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