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Viaggio nell’Italia virtuosa. Le maschere di Mamoiada, Sardegna

Viaggio nell’Italia virtuosa. Le maschere di Mamoiada, Sardegna

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Viaggio nell’Italia virtuosa. Le maschere di Mamoiada, Sardegna
Focus

19 febbraio 2020

Nella seconda tappa del viaggio nell’Italia virtuosa, Giuliano Volpe ci porta in Sardegna e ci racconta della cooperativa Viseras che gestisce il Museo delle Maschere Mediterranee a Mamoiada, in provincia di Nuoro.

La seconda tappa del nostro viaggio nell’Italia virtuosa ci porta nella bella Sardegna, precisamente a Mamoiada, un piccolo borgo del nuorese, a 650 metri di altitudine, con circa 2.500 abitanti. In un paesaggio bellissimo, a nord del Gennargentu, Mamoiada è terra di pascoli e pastori, pecore e ottimi formaggi, vini forti e carni squisite, dolci e balli tradizionali, tra cui il Passu Torràu "il passo ritornato". Ma è soprattutto il territorio del carnevale e delle maschere, quelle dei Mamuthones e degli Issohadores.
I primi, con il volto coperto da una paurosa maschera nera di legno, appesantiti da pelli di pecora e dai campanacci, procedono a ritmo di danza, producendo suoni molto caratteristici.

I secondi, con maschera bianca e corpetto rosso, si muovono agilmente, lanciando dei lacci con i quali catturano le donne (alle quali augurano fertilità e salute) o amici in segno di affetto.

È da questo straordinario patrimonio culturale immateriale che parte la sfida della rinascita, in una delle tante zone interne della Sardegna a rischio di spopolamento e soprattutto di emigrazione giovanile.
Negli ultimi anni, grazie in particolare a un gruppetto di “giovani” (ora quaranta-cinquantenni), questo patrimonio di tradizioni sta rappresentando un’opportunità di sviluppo. I fratelli Mario e Gianluigi Paffi, rispettivamente con una laurea in scienze politiche e una in scienze naturali, insieme a Rita Mele, laureata in lingue, hanno dato vita alla cooperativa Viseras che gestisce il Museo delle Maschere Mediterranee, con una notevole collezione di maschere locali e sarde ("Sala del Carnevale Barbaricino") messe a confronto con molte altre maschere della tradizione carnevalesca di altri paesi mediterranei ("Sala del Mediterraneo", di ambito alpino, iberico e balcanico).

Si è formato, così, un piccolo sistema museale insieme al Museo della Cultura e del Lavoro e al Mater (Museo dell'Archeologia e del Territorio). Numerose sono le offerte culturali. Una particolare attenzione è data ai bambini e al mondo scolastico, anche con specifici pacchetti, come “Una Giornata in Barbagia - Kids”.

Da alcuni anni, infine, si è lanciato anche un Festival internazionale delle maschere, il MaMuMask, che si tiene a giugno e che sta riscuotendo un grande successo, con migliaia di presenze.

Ormai non sono più solo i soci della cooperativa Viseras, ma anche tutti gli abitanti di Mamoiada, a credere sempre di più alla possibilità di costruire un futuro del loro piccolo centro con il patrimonio culturale - «la cultura è il nostro elemento trainante» afferma giustamente Paffi -, tanto da entrare nella lista dei candidati a capitale della cultura 2020. Sono aumentate progressivamente le presenze turistiche, gli ingressi ai musei hanno superato varie decine di migliaia, vanno crescendo alberghi, B&B, strutture agrituristiche e ristoranti.

I Mamuthones e gli Issohadores stanno, insomma, favorendo nuovamente positivi raccolti.

Segui il viaggio nell'Italia virtuosa di Giuliano Volpe

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