41 milioni di contribuenti in Italia possono scegliere di destinare il 5x1000.
16 milioni di Italiani dal 2006 a oggi si sono avvalsi di questo strumento per destinare una quota dei loro tributi: un numero importante ma che può continuare a crescere!
4 miliardi di euro sono stati destinati a sostegno delle realtà non profit in dieci edizioni (2005-2015) grazie al 5x1000.
2 anni è il tempo necessario perché lo Stato Italiano eroghi agli enti beneficiari il 5x1000, dopo l’assegnazione effettuata dai contribuenti.
12 paesi europei hanno introdotto nei loro ordinamenti l’istituto del 5x1000 tra cui Francia, Gran Bretagna, Spagna e Polonia.
NO. È la destinazione di una parte dell’imposta sul reddito (IRPEF) e pertanto non comporta nessun costo aggiuntivo per il contribuente.
Tutte le persone fisiche residenti in Italia (anche persone extracomunitarie con regolare permesso di soggiorno e lavoro) che abbiano maturato nell’anno fiscale un reddito soggetto a tassazione.
SI. Il 5x1000 non sostituisce la quota dell’8x1000, ma è una possibilità aggiuntiva.
NO. Si può esprimere solo una preferenza e inserire il codice fiscale di un solo ente beneficiario.
I contributi verranno ripartiti in modo proporzionale tra tutti gli enti beneficiari del 5x1000
Se non si firma il contributo andrà direttamente allo Stato, che deciderà come utilizzarlo.
NO. Il 5x1000 si riferisce esclusivamente all’IRPEF, cioè alle persone fisiche. Un imprenditore può quindi scegliere di destinare il 5x1000 dei suoi redditi personali.
SI. Anche i cittadini esonerati dalla presentazione del modello CU (ex CUD) possono destinare il loro 5x1000 utilizzando l’apposito modulo allegato alla certificazione unica.
NO. La destinazione del 5x1000 non è una donazione o un’erogazione liberale, quindi non usufruisce delle relative agevolazioni fiscali.
NO. Il 5x1000 è un contributo anonimo, perché lo Stato non trasferisce i dati anagrafici dei contribuenti che hanno espresso la scelta, quindi non è possibile ricevere né la tessera FAI né alcuna comunicazione.






