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Tre giorni per il Giardino 2020 © FAI, Fondo Ambiente italiano

Tre giorni per il giardino

Dal 4 al 6 giugno 2021

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Tre giorni per il giardino

Alla luce degli sviluppi della situazione sanitaria nazionale, le date della manifestazione potrebbero subire variazioni.

Visita questa pagina e i canali social del Castello e Parco di Masino per tutti gli aggiornamenti.

    Dove

    Castello e Parco di Masino (via Castello 1, Caravino, TO)

    DATE

    Venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 giugno, dalle 10 alle 19

    contatti

    0125 778100
    email

    Facebook & instagram

    @castellodimasino
    Al Castello di Masino torna l'edizione primaverile della Tre giorni per il giardino, lo storico appuntamento per gli amanti del florovivaismo di qualità.

    Il giardino è vista innanzitutto: è colpo d'occhio, estetica, paesaggio, colori, luci e ombre, vuoti e pieni. Ci attira il suo aspetto, la capacità di mutare l’immagine del luogo. Eppure il giardiniere sa bene che gli altri sensi non sono da meno: come non preferire tra tutti i narcisi quello italico, che per primo profuma a febbraio, o tra le viole la mammola dei nostri boschi con la sua fragranza speciale? E le foglie minuscole del cerfoglio non riescono forse a rivoluzionare il gusto di un’insalata in inverno? Una pianta è tanto più bella quanto più riesca a coinvolgerci. Ecco perché la 29° edizione primaverile della Tre giorni per il giardino ha scelto l’olfatto come tema.

    Per la prima volta nella storia della manifestazione – organizzata dal FAI sotto l’accurata regia dell’architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino – si susseguiranno ininterrottamente nel corso delle giornate vivaci incontri con ospiti e vivaisti ai quali sarà chiesto di rivelare le loro piante profumate preferite, illustrarle, metterle a confronto e mostrarne il funzionamento e i messaggi che attraverso i profumi intendono lanciare nell’ecosistema circostante. I visitatori potranno passeggiare tra gli stand di oltre 130 espositori selezionati percorrendo, nello stesso tempo, un’inedita “maratona olfattiva”: dagli odori eclatanti di rose, lavande, pelargoni, agrumi e gelsomini alle virtù nascoste di piante poco appariscenti – come le sarcococche, i calicanti, i caprifogli, gli osmanti, la lippia, i timi, i clerodendri e i ciclamini delle Alpi – fino ai rarefatti sentori del muschio o ai lievi effluvi delle ninfee. E ancora, si andrà dalle inconfondibili essenze di macchia, le foglie resinose dei cisti o l'aroma pungente del mirto, a quelle meno note d’alta quota. Ogni stagione ha le sue risorse olfattive, proprio come ogni parte del giardino, orti e frutteti al primo posto. Se mente, basilici, fresie e piselli sono il trionfo dei primi, cotogni, mandorli e fichi fanno la gloria dei secondi. Sarà un’esperienza a trecentosessanta gradi, orgogliosamente giardiniera, notoriamente casereccia e concreta, ben lontana dalle raffinate lusinghe del prestigioso mondo dei maitres parfumeurs. La speciale confidenza del giardiniere riuscirà persino ad esaltare olezzi non da tutti apprezzati, come quelli utilissimi di tageti e tulbaghie o quelli fondamentali, spesso gradevoli, di terricci, letame e concimi.

    Dal letame al gelsomino: i profumi del giardino è il titolo, naif e provocatorio, di una rassegna che intende fiutare un po' tutti gli odori del giardino – spiega l’architetto Paolo Pejrone – É il giardino da vivere che a noi interessa, fatto di sensazioni a tutto tondo, piccoli riti e attese stagionali che chiunque coltivi conosce bene”.

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