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CASTELLO NUOVO

CASTELLO NUOVO

TREPUZZI, LECCE

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CASTELLO NUOVO
I primi documenti relativi al castello sono costituiti da Visite Pastorali, che descrivono la cappella, attualmente ad esso adiacente, e da tre preventivi di “mastri” leccesi, del 1729, per il restauro del soffitto, del pavimento e la costruzione del balcone , a richiesta del marchese Francesco Carignani, “tenutario e amministratore” del feudo. Dai preventivi si deduce che in quell'anno il castello doveva essere in condizioni precarie ed esisteva solo come struttura centrale, costituito, a primo piano, da cinque stanze, di cui quattro incannizzate e una a lamia,nella parte destra. Il piano inferiore era composto “dalla parte sinistra del portone” e da stalle e cucine nella parte destra. In un atto notarile del 1743, circa la presa di possesso del castello feudale e burgensatico da parte del duca Francesco Carignano, il “palazzo nuovo burgensatico” risulta avere una chiesetta e un giardino di agrumi, “con una loggia lamiata diruta, e caduta nel mezzo di detto giardino”. Dopo il 1848 venne completata e raddrizzata, per esigenze di traffico e commercio, la strada chiamata San Donato, l’attuale via Campi. Le mura di cinta furono ricostruite adiacenti al palazzp, come è possibile osservarle tutt’ora. Spianando la strada, per lo scolo delle acque, uscirono le fondamenta, che vennero perciò coperte con uno zoccolo che tutt’ora circonda l’intero prospetto. Attualmente il Palazzo Marchesale Condò presenta un impianto trapezoidale, articolato intorno ad un cortile quadrangolare ed una struttura a due piani. Sulla facciata principale, che da su Largo Cairoli, spicca un “portale bugnato con arco a tutto sesto” , sormontato da un lungo loggiato, “impostato su mensole scolpite e fornito di una balaustra retta da colonnine e piastrini, e da numerose porte-finestre elegantemente incorniciate.” Tale loggiato viene ripetuto sulle pareti laterali, che seguono principalmente un’analoga composizione. Nella zona che da su via Lecce è possibile notare anche una piccola ma alta torre, che dà sul terrazzo, alla quale si giunge tramite una stretta scala interna, posta a piano terra. Nell’area retrostante al palazzo vi è, come già accennato prima, un grande giardino, raggiungibile sia dall’interno, che da tre portoni esterni, uno per ogni strada confinante. All’interno del giardino vi è un grande spiazzo, seguito da un porticato, secondo l’originaria struttura settecentesca. La vegetazione è costituita principalmente da piante tipicamente mediterranee, quali agrumi e vigneti.

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I primi documenti relativi al castello sono costituiti da Visite Pastorali, che descrivono la cappella, attualmente ad esso adiacente, e da tre preventivi di “mastri” leccesi, del 1729, per il restauro del soffitto, del pavimento e la costruzione del balcone , a richiesta del marchese Francesco Carignani, “tenutario e amministratore” del feudo. Dai preventivi si deduce che in quell'anno il castello doveva essere in condizioni precarie ed esisteva solo come struttura centrale, costituito, a primo piano, da cinque stanze, di cui quattro incannizzate e una a lamia,nella parte destra. Il piano inferiore era composto “dalla parte sinistra del portone” e da stalle e cucine nella parte destra. In un atto notarile del 1743, circa la presa di possesso del castello feudale e burgensatico da parte del duca Francesco Carignano, il “palazzo nuovo burgensatico” risulta avere una chiesetta e un giardino di agrumi, “con una loggia lamiata diruta, e caduta nel mezzo di detto giardino”. Dopo il 1848 venne completata e raddrizzata, per esigenze di traffico e commercio, la strada chiamata San Donato, l’attuale via Campi. Le mura di cinta furono ricostruite adiacenti al palazzp, come è possibile osservarle tutt’ora. Spianando la strada, per lo scolo delle acque, uscirono le fondamenta, che vennero perciò coperte con uno zoccolo che tutt’ora circonda l’intero prospetto. Attualmente il Palazzo Marchesale Condò presenta un impianto trapezoidale, articolato intorno ad un cortile quadrangolare ed una struttura a due piani. Sulla facciata principale, che da su Largo Cairoli, spicca un “portale bugnato con arco a tutto sesto” , sormontato da un lungo loggiato, “impostato su mensole scolpite e fornito di una balaustra retta da colonnine e piastrini, e da numerose porte-finestre elegantemente incorniciate.” Tale loggiato viene ripetuto sulle pareti laterali, che seguono principalmente un’analoga composizione. Nella zona che da su via Lecce è possibile notare anche una piccola ma alta torre, che dà sul terrazzo, alla quale si giunge tramite una stretta scala interna, posta a piano terra. Nell’area retrostante al palazzo vi è, come già accennato prima, un grande giardino, raggiungibile sia dall’interno, che da tre portoni in ferro battuto, esterni, uno per ogni strada confinante. Il giardino è pieno di alberi comuni ed agrumi, con dieci pozzi d'acqua sorgiva e si può ammirarne la bellezza lungo un caratteristico ed ombreggiato camminamento tra due lunghe file di colonne monolitiche in carparo che reggono un ampio pergolato di vite, sotto il quale sono collocati sedili di pietra leccese.
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