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CHIESA RURALE DI SAN PROCOLO

CHIESA RURALE DI SAN PROCOLO

MONTE VIDON COMBATTE, FERMO

9,264°

POSTO

9

VOTI 2018
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CHIESA RURALE DI SAN PROCOLO
Poco distante dal centro abitato si trova la chiesa rurale intitolata a San Procolo Vescovo. La piccola struttura ha subito negli anni numerose modifiche, tra le quali, non ultima, la recisione della parte anteriore, con annessa facciata principale e torre campanaria. La chiesa rimane sopraelevata di oltre 1 m. rispetto all'asse stradale e negli anni, attraverso studi e rilievi, si è potuta attestare la presenza di un importante reparto cimiteriale (un ossario) posto sotto il pianoro, che sottolinea maggiormente l'importanza della costruzione medievale. L'esterno si presenta come un piccolo edificio a base rettangolare, con un'abside, ed un ingresso (l'unico presente) laterale, aperto dopo la demolizione di quello principale. Questo fu appunto abbattuto per concedere maggiore spazio ad un'altra chiesa, che nel tempo diverrà la Parrocchia di San Procolo nuovo. La chiesa è stata costruita e restaurata con materiale recuperato da precedenti costruzioni e provenienti da diverse zone. Nella facciata laterale, dove troviamo l'ingresso, è possibile notare elementi in laterizio, travertino, mattone in cotto e perfino arenaria decorata secondo i classici stili longobardi. Accanto all'ingresso, nella parete sud, incastonata nella pietra, si possono rintracciare resti di un'antica macina. Entrando dall'unico ingresso laterale si può ammirare un ambiente raccolto con copertura a capriate e una zona absidale con altare in pietra. Sulla parete orientale è possibile vedere allineate, su pannelli diversi e quindi sovrapposte, una serie di affreschi votivi. Nella zona superiore, delimitate da una cornice gotica, incontriamo, nell'ordine: una Madonna con Bambino, un San Sebastiano, Santo ausiliatore, invocato nei periodi di peste o carestie, San Leonardo, recante lo strumento del martirio, e una Madonna con Bambino a conclusione del I ciclo. Nella stessa parete, ma in un pannello rialzato di circa 40 cm, rinveniamo 2 raffigurazioni di San Giacomo Apostolo, invocato da paralitici e emiplegici. Questo II ciclo d'affreschi, più tardo rispetto al primo, sembra sia stato eseguito dallo stesso artista che decorò la cappella dell'altare centrale, sormontato da un arco ogivale, sul fronte del quale segnaliamo i semibusti dei dodici Apostoli delimitati da piccoli ovali. Sullo sfondo si staglia l'affresco absidale: una Crocifissione con l'Addolorata e San Giovanni; quasi come una pala d'altare, essa è circoscritta in alto dall'arco ogivale della volta della cappella. Nella parete interna dell'arco, sul lato sinistro, definito da una cornice di archetti gotici troviamo una Madonna con Bambino, mentre su quello destro due rappresentazioni di San Sebastiano, purtroppo, entrambe acefale. Gli affreschi quattrocenteschi vengono attribuiti a diverse scuole: la tesi più accreditata indicherebbe come autori dei lavori alcuni esponenti della scuola, definita dal Crocetti, "Farfense"; in particolare M. Cola da S. Vittoria, discepolo di Fra Marino Angeli, di cui è stato trovato un polittico, proprio nella chiesetta di S. Procolo. Lo Stramucci ha datato l'opera, oggi conservata in Arcivescovado, intorno al 1457.

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Poco distante dal centro abitato si trova la chiesa rurale intitolata a San Procolo Vescovo. La piccola struttura ha subito negli anni numerose modifiche, tra le quali, non ultima, la recisione della parte anteriore, con annessa facciata principale e torre campanaria. La chiesa rimane sopraelevata di oltre 1 m. rispetto all'asse stradale e negli anni, attraverso studi e rilievi, si è potuta attestare la presenza di un importante reparto cimiteriale (un ossario) posto sotto il pianoro, che sottolinea maggiormente l'importanza della costruzione medievale. L'esterno si presenta come un piccolo edificio a base rettangolare, con un'abside, ed un ingresso (l'unico presente) laterale, aperto dopo la demolizione di quello principale. Questo fu appunto abbattuto per concedere maggiore spazio ad un'altra chiesa, che nel tempo diverrà la Parrocchia di San Procolo nuovo. La chiesa è stata costruita e restaurata con materiale recuperato da precedenti costruzioni e provenienti da diverse zone. Nella facciata laterale, dove troviamo l'ingresso, è possibile notare elementi in laterizio, travertino, mattone in cotto e perfino arenaria decorata secondo i classici stili longobardi. Accanto all'ingresso, nella parete sud, incastonata nella pietra, si possono rintracciare resti di un'antica macina. Entrando dall'unico ingresso laterale si può ammirare un ambiente raccolto con copertura a capriate e una zona absidale con altare in pietra. Sulla parete orientale è possibile vedere allineate, su pannelli diversi e quindi sovrapposte, una serie di affreschi votivi. Nella zona superiore, delimitate da una cornice gotica, incontriamo, nell'ordine: una Madonna con Bambino, un San Sebastiano, Santo ausiliatore, invocato nei periodi di peste o carestie, San Leonardo, recante lo strumento del martirio, e una Madonna con Bambino a conclusione del I ciclo. Nella stessa parete, ma in un pannello rialzato di circa 40 cm, rinveniamo 2 raffigurazioni di San Giacomo Apostolo, invocato da paralitici e emiplegici. Questo II ciclo d'affreschi, più tardo rispetto al primo, sembra sia stato eseguito dallo stesso artista che decorò la cappella dell'altare centrale, sormontato da un arco ogivale, sul fronte del quale segnaliamo i semibusti dei dodici Apostoli delimitati da piccoli ovali. Sullo sfondo si staglia l'affresco absidale: una Crocifissione con l'Addolorata e San Giovanni; quasi come una pala d'altare, essa è circoscritta in alto dall'arco ogivale della volta della cappella. Nella parete interna dell'arco, sul lato sinistro, definito da una cornice di archetti gotici troviamo una Madonna con Bambino, mentre su quello destro due rappresentazioni di San Sebastiano, purtroppo, entrambe acefale. Gli affreschi quattrocenteschi vengono attribuiti a diverse scuole: la tesi più accreditata indicherebbe come autori dei lavori alcuni esponenti della scuola, definita dal Crocetti, "Farfense"; in particolare M. Cola da S. Vittoria, discepolo di Fra Marino Angeli, di cui è stato trovato un polittico, proprio nella chiesetta di S. Procolo. Lo Stramucci ha datato l'opera, oggi conservata in Arcivescovado, intorno al 1457.
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