Lazzaretto di Verona

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Lazzaretto di Verona

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Bene in restauro

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  • Panoramica

Dato in concessione al FAI dal Comune di Verona e donato da Renata Dalli Cani, nel 2014

La costruzione del Lazzaretto veronese risale al gennaio 1549. La località in cui fu eretto, Porto San Pancrazio, vicina all'Adige, fu scelta perché sufficientemente isolata e agevolmente raggiungibile attraverso il fiume. Fu progettato, secondo il Vasari, da Michele Sanmicheli, architetto e urbanista di stampo manierista tra i maggiori della sua epoca. Il lazzaretto venne completato solamente nel 1628 in tempo per la peste del 1630 durante la quale morirono 33.000 persone riducendo la popolazione di Verona a 20.738 abitanti.
Nel tentativo di arginare l'epidemia le autorità sanitarie e cittadine cercarono di confinare i malati al lazzaretto: al culmine della pestilenza all'interno si concentrarono più di 5.000 appestati. Quella del 1630 fu l'ultima peste che colpì la città, ciò segnò quindi la decadenza del lazzaretto che alla fine del diciottesimo secolo venne trasformato in deposito di esplosivi, funzione che mantenne anche durante la seconda guerra mondiale. Sul finire della guerra una deflagrazione distrusse la parte orientale dell'edificio causando oltre 30 morti.
Nel 2012 il FAI ha ricevuto in donazione un’area coltivata di oltre due ettari proprio di fronte al Lazzaretto e nel 2014 il Comune di Verona ha deciso di affidargli l'edificio in concessione d'uso. Dopo aver eseguito le prima operazioni di vaglio superficiale del terreno alla ricerca di ordigni bellici e di messa in sicurezza delle strutture emerse, stanno procedendo le fasi di progettazione e realizzazione delle opere di restauro.

 

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