Iscriviti al FAI
I Luoghi del Cuore
Il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare
PONTE DELLA LAVANDAIA E VECCHIO MULINO

PONTE DELLA LAVANDAIA E VECCHIO MULINO

MONTELLA, AVELLINO

101°

POSTO

1,819

VOTI 2020
Condividi
PONTE DELLA LAVANDAIA E VECCHIO MULINO
La Storia E’ impensabile per una comunità sopravvivere senza un Mulino. A Montella nel XVI secolo ve ne erano 3, uno “de Baruso”, uno “del Bagno”, uno a Cassano Irpino (parte del Feudo di Montella insieme a Bagnoli irpino, Cassano e Volturara). La situazione di questi mulini, però, non era delle migliori. Si trovavano lontano dal centro e uno era quasi inutilizzabile. Il periodo era proficuo e quasi dovunque si costruivano strutture del genere. Montella non rimase indietro, fu fatta richiesta al feudatario conte Garcia II Cavaniglia, da parte del sindaco Marino de Marco e dagli eletti dell'Università, di costruzione a proprie spese di un nuovo mulino sul fiume Calore. Con un atto, il 5 Agosto 1564, si ebbe la concessione edilizia e si decise che il nuovo mulino rimanesse corpo feudale, cioè bene demaniale di proprietà del feudatario. L'Università, che all’epoca si reggeva su gabelle e tributi, e versava in pessime condizioni economiche, si accollò comunque tutte le spese, e accontentò casa Cavaniglia in tutte le pretese e le richieste sia legali che finanziarie. Il sito prescelto non fu casuale. In quel luogo il fiume Calore arrivava con una portata ottimale per ottenere l’energia necessaria a mettere in moto le due macine previste. A differenza della quasi totalità dei mulini dell’epoca, quello di Montella aveva due macine per poter ottenere una quantità maggiore di farine. Il Mulino di Montella sul ponte della lavandaia entrò in funzione nell’ottobre del 1565 ed era in grado di macinare 130 tomoli di vettovaglie, ossia, 7.200 Kg di grano. Il mulino di Montella lavorò per quattro secoli, fino al secondo dopoguerra. La sua vita non fu semplice, anzi, cosparsa di alti e bassi. A fine 800 la “tassa sul macinato” causò l’impoverimento di diverse popolazioni. Nel nostro mulino fu installato un contatore che tariffava 1 lira per ogni quintale di granoturco macinato, 2 per ogni quintale di grano e mezza lira per ogni quintale di castagne. Il più delle volte la tassa veniva pagata dalla povera gente cedendo una parte del molito. Si impenna la produzione durante il fascismo in conseguenza della “battaglia del grano”. I bombardamenti anglo-americani distrussero i canali di adduzione dell’acqua e quasi totalmente la struttura. L’abbandono e l’indifferenza ci hanno consegnato i brandelli di muri di pietra che oggi vediamo.

Gallery

Scheda completa al 100%
Arricchisci o modifica questa scheda

Esiste già una scheda per questo luogo?
Segnalaci se questa scheda è un duplicato.

I contenuti di questa scheda sono generati dagli utenti e non riflettono un giudizio del FAI sul luogo.
Il FAI non è responsabile dell’eventuale violazione di copyright delle immagini pubblicate.
Contenuti impropri e utilizzi non corretti delle immagini possono essere segnalati a: iluoghidelcuore@fondoambiente.it.

Materiali di raccolta voti

Aiuta il tuo luogo del cuore a scalare la classifica: invita i tuoi amici e conoscenti a votarlo e raccogli tu stesso i voti. Il tuo gesto può fare la differenza. Scarica i materiali personalizzati, attiva i tuoi contatti e coinvolgi il tuo territorio: più numerosi saranno i voti, più il FAI riuscirà a portare questo luogo all’attenzione locale e nazionale. Comincia ora!
Questo luogo è stato votato anche nel:
Censimento 2018

3,044° Posto

27 Voti
Censimento 2018

2,826° Posto

29 Voti
Censimento 2016

13,852° Posto

4 Voti
Censimento 2016

13,852° Posto

4 Voti
Censimento 2014

1,974° Posto

16 Voti
Censimento 2014

470° Posto

114 Voti
Censimento 2012

2,706° Posto

5 Voti
Censimento 2010

2,584° Posto

2 Voti

Vota altri luoghi vicini

2,594°
38 voti

Area naturale

CASCATA DELLA MADONNELLA

MONTELLA, AVELLINO

874°
142 voti

Convento

CONVENTO SAN FRANCESCO A FOLLONI

MONTELLA, AVELLINO

1,555°
69 voti

Area naturale

CASTAGNETI DELL'IRPINIA

MONTELLA, AVELLINO

1,092°
103 voti

Santuario

SANTUARIO SS. SALVATORE

MONTELLA, AVELLINO

Vota altri luoghi simili

17,002 voti

Palazzo storico, dimora storica

CASTELLO E PARCO DI SAMMEZZANO

REGGELLO, FIRENZE

12,539 voti

Ferrovia storica, ferrovia

CUNEO-VENTIMIGLIA-NIZZA: LA FERROVIA DELLE MERAVIGLIE

VENTIMIGLIA, CUNEO

12,211 voti

Ponte

PONTE DELL'ACQUEDOTTO

GRAVINA IN PUGLIA, BARI

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

PONTE DELLA LAVANDAIA E VECCHIO MULINO

MONTELLA, AVELLINO

Condividi
PONTE DELLA LAVANDAIA E VECCHIO MULINO
La Storia E’ impensabile per una comunità sopravvivere senza un Mulino. A Montella nel XVI secolo ve ne erano 3, uno “de Baruso”, uno “del Bagno”, uno a Cassano Irpino (parte del Feudo di Montella insieme a Bagnoli irpino, Cassano e Volturara). La situazione di questi mulini, però, non era delle migliori. Si trovavano lontano dal centro e uno era quasi inutilizzabile. Il periodo era proficuo e quasi dovunque si costruivano strutture del genere. Montella non rimase indietro, fu fatta richiesta al feudatario conte Garcia II Cavaniglia, da parte del sindaco Marino de Marco e dagli eletti dell'Università, di costruzione a proprie spese di un nuovo mulino sul fiume Calore. Con un atto, il 5 Agosto 1564, si ebbe la concessione edilizia e si decise che il nuovo mulino rimanesse corpo feudale, cioè bene demaniale di proprietà del feudatario. L'Università, che all’epoca si reggeva su gabelle e tributi, e versava in pessime condizioni economiche, si accollò comunque tutte le spese, e accontentò casa Cavaniglia in tutte le pretese e le richieste sia legali che finanziarie. Il sito prescelto non fu casuale. In quel luogo il fiume Calore arrivava con una portata ottimale per ottenere l’energia necessaria a mettere in moto le due macine previste. A differenza della quasi totalità dei mulini dell’epoca, quello di Montella aveva due macine per poter ottenere una quantità maggiore di farine. Il Mulino di Montella sul ponte della lavandaia entrò in funzione nell’ottobre del 1565 ed era in grado di macinare 130 tomoli di vettovaglie, ossia, 7.200 Kg di grano. Il mulino di Montella lavorò per quattro secoli, fino al secondo dopoguerra. La sua vita non fu semplice, anzi, cosparsa di alti e bassi. A fine 800 la “tassa sul macinato” causò l’impoverimento di diverse popolazioni. Nel nostro mulino fu installato un contatore che tariffava 1 lira per ogni quintale di granoturco macinato, 2 per ogni quintale di grano e mezza lira per ogni quintale di castagne. Il più delle volte la tassa veniva pagata dalla povera gente cedendo una parte del molito. Si impenna la produzione durante il fascismo in conseguenza della “battaglia del grano”. I bombardamenti anglo-americani distrussero i canali di adduzione dell’acqua e quasi totalmente la struttura. L’abbandono e l’indifferenza ci hanno consegnato i brandelli di muri di pietra che oggi vediamo.
Campagne in corso in questo luogo
Storico campagne in questo luogo
I Luoghi del Cuore
2010, 2012, 2014, 2016, 2018
Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

Regalati 365 giorni di arte e cultura nell'Italia più bella, risparmiando.

Scopri tutte le convenzioni riservate agli iscritti

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te