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TORRE COLIMENA

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TORRE COLIMENA MANDURIA, TARANTO

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TORRE COLIMENA
La Salina dei Monaci è un'area ritornata ad essere selvaggia eliminando la statale che la divideva dalle dune, tornata alla conformazione originale si è ripopolata con i Fenicotteri e i Cavalieri D'Italia e tante altre specie, si può incontrare la fauna selvatica ( noi abbiamo incontrato una piccola volpe attirata dal pesce appena pescato). VI è una torre che i monaci usavano per la produzione del sale. dal satellite si vedono ancora le vasche; tale torre ha bisogno di essere restaurata prima che crolli. Va tutelata e valorizzata tutta l'area che è minacciata dalla costruzione di uno scarico a mare della fogna per 90.000 abitanti equivalenti, ciò porterebbe alla distruzione dell'ecosistema con una forte eutrofizzazione dell'acqua che porterebbe all'impoverimento del mare e al divieto di balneaizione. In oltre porterebbe alla distruzione della Poseidonia Oceanica che dovrebbe essere tutelata dalla comunità europea, dovrebbe, perchè nonostante sia un S.i.c. (sito di interesse comunitario) è in atto uno scempio della zona. E' una delle zone che rappresenta meglio il Salento ancora al di fuori delle logiche del turismo di massa che stanno distruggendo altre zone bellissime.La frazione di Torre Colimena è situata nella Terra d'Arneo, ad est di San Pietro in Bevagna, altra frazione del comune di Manduria, stretta tra le aree protette della Salina dei Monaci ad ovest e la Palude del Conte ad est. Il centro è sorto attorno all'omonima torre, presente proprio sul lungomare del paese, la quale comunica a ovest con Torre di San Pietro in Bevagna in San Pietro in Bevagna e ad est con Torre Castiglione, nel comune di Porto Cesareo. Torre Colimena fa parte di un sistema difensivo di torri costiere volute dall'imperatore Carlo V, re di Spagna, dopo l'invasione di Otranto da parte dei Turchi nel 1480, per difendere la penisola del Salento dalle loro frequenti incursioni. Carlo V è spesso citato per aver pronunciato la nota frase Nel mio regno non tramonta mai il sole, riferendosi ad Ovest alle prime nuove conquiste spagnole in America dopo il 1492 e, ad Est, al Salento, il possedimento più orientale del regno di Spagna di allora. L'unico episodio storico di rilievo che riguarda la piccola località di Torre Colimena, risale al 1547 quando circa 400 predoni Turchi sbarcarono da 5 velieri approdati nel tranquillo e sabbioso porticciolo di Torre Colimena, per spingersi in un'incursione nell'entroterra, depredando i raccolti delle masserie attorno a San Pancrazio e Avetrana guidati da Khria, un personaggio locale convertito all'Islam. Il significato del nome di questa località è ancora piuttosto incerto. Tuttavia, l'etimologia del nome è di evidente derivazione ellenica, risalente al periodo della Magna Grecia. Probabilmente il nome Colimena è dovuto alla contrazione di καλή λιμένων (kalì limènon, buoni porti), oppure da κολλημένα (kollimèna, attaccati), in quanto la baia di Torre Colimena e l'attuale Salina dei Monaci apparivano agli occhi dei navigatori come due sicuri porti attaccati, attigui. O, ancora, il nome potrebbe essere la contrazione di κολύμπι μέρη (kolympi mèri, luoghi per nuotare). Altri, invece, ritengono che il nome derivi dal latino columna (colonna) in quanto, sul luogo, sono state reperite diverse colonne risalenti al periodo romano. Pur mantenendo la sua inequivocabile origine greca, il nome Colimena è ricorrente anche nella letteratura spagnola come nome proprio femminile che si rifà, secondo alcune altre fonti, presumibilmente al nome della ninfa Colimena, una nereide marina della mitologia greca.

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La Salina dei Monaci è un'area ritornata ad essere selvaggia eliminando la statale che la divideva dalle dune, tornata alla conformazione originale si è ripopolata con i Fenicotteri e i Cavalieri D'Italia e tante altre specie, si può incontrare la fauna selvatica ( noi abbiamo incontrato una piccola volpe attirata dal pesce appena pescato). VI è una torre che i monaci usavano per la produzione del sale. dal satellite si vedono ancora le vasche; tale torre ha bisogno di essere restaurata prima che crolli. Va tutelata e valorizzata tutta l'area che è minacciata dalla costruzione di uno scarico a mare della fogna per 90.000 abitanti equivalenti, ciò porterebbe alla distruzione dell'ecosistema con una forte eutrofizzazione dell'acqua che porterebbe all'impoverimento del mare e al divieto di balneaizione. In oltre porterebbe alla distruzione della Poseidonia Oceanica che dovrebbe essere tutelata dalla comunità europea, dovrebbe, perchè nonostante sia un S.i.c. (sito di interesse comunitario) è in atto uno scempio della zona. E' una delle zone che rappresenta meglio il Salento ancora al di fuori delle logiche del turismo di massa che stanno distruggendo altre zone bellissime.La frazione di Torre Colimena è situata nella Terra d'Arneo, ad est di San Pietro in Bevagna, altra frazione del comune di Manduria, stretta tra le aree protette della Salina dei Monaci ad ovest e la Palude del Conte ad est. Il centro è sorto attorno all'omonima torre, presente proprio sul lungomare del paese, la quale comunica a ovest con Torre di San Pietro in Bevagna in San Pietro in Bevagna e ad est con Torre Castiglione, nel comune di Porto Cesareo. Torre Colimena fa parte di un sistema difensivo di torri costiere volute dall'imperatore Carlo V, re di Spagna, dopo l'invasione di Otranto da parte dei Turchi nel 1480, per difendere la penisola del Salento dalle loro frequenti incursioni. Carlo V è spesso citato per aver pronunciato la nota frase Nel mio regno non tramonta mai il sole, riferendosi ad Ovest alle prime nuove conquiste spagnole in America dopo il 1492 e, ad Est, al Salento, il possedimento più orientale del regno di Spagna di allora. L'unico episodio storico di rilievo che riguarda la piccola località di Torre Colimena, risale al 1547 quando circa 400 predoni Turchi sbarcarono da 5 velieri approdati nel tranquillo e sabbioso porticciolo di Torre Colimena, per spingersi in un'incursione nell'entroterra, depredando i raccolti delle masserie attorno a San Pancrazio e Avetrana guidati da Khria, un personaggio locale convertito all'Islam. Il significato del nome di questa località è ancora piuttosto incerto. Tuttavia, l'etimologia del nome è di evidente derivazione ellenica, risalente al periodo della Magna Grecia. Probabilmente il nome Colimena è dovuto alla contrazione di καλή λιμένων (kalì limènon, buoni porti), oppure da κολλημένα (kollimèna, attaccati), in quanto la baia di Torre Colimena e l'attuale Salina dei Monaci apparivano agli occhi dei navigatori come due sicuri porti attaccati, attigui. O, ancora, il nome potrebbe essere la contrazione di κολύμπι μέρη (kolympi mèri, luoghi per nuotare). Altri, invece, ritengono che il nome derivi dal latino columna (colonna) in quanto, sul luogo, sono state reperite diverse colonne risalenti al periodo romano. Pur mantenendo la sua inequivocabile origine greca, il nome Colimena è ricorrente anche nella letteratura spagnola come nome proprio femminile che si rifà, secondo alcune altre fonti, presumibilmente al nome della ninfa Colimena, una nereide marina della mitologia greca.

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