Iscriviti al FAI
I Luoghi del Cuore
Il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare
amelia

BACINO DEL RIO GRANDE

AMELIA, TERNI

14°

POSTO

6,871

VOTI 2020
Condividi
BACINO DEL RIO GRANDE
A Nord-Ovest della città di Amelia ai piedi del colle dove sorge l'antica città umbra, si trova il Bacino del Rio Grande luogo di suggestiva bellezza, un tempo risorsa economica oggi risorsa ambientale, turistica, sociale e formativa per le generazioni presenti e future. Incastonato nel complesso dei Monti Amerini e con essi Sito di Interesse Comunitario (SIC),il Rio Grande è un torrente tributario del Tevere che nei pressi della città di Amelia incontra due sbarramenti: una prima diga di monte detta la Para che ha generato il Lago Vecchio e una seconda di valle detta dei Finestroni dalla quale, ricevuto l’afflusso del fosso di Macchie con cui costituisce un ulteriore bacino lacustre, si getta nella valle sottostante. Grazie a questi due bacini, Amelia disponeva di una notevole riserva idrica, ora venuta meno a causa del progressivo interramento degli stessi. La diga della Para ha un impianto di probabile matrice romana del tutto perso, essendo stata ricostruita attorno al Duecento e restaurata successivamente. L’antica struttura conteneva il flusso di acqua torrentizia proveniente dalle valli di Montecastrilli e Avigliano consentendo la molitura di grano e olive: il Lago Vecchio serbatoio soprastante forniva la necessaria forza motrice per i cinque mulini a valle, abbandonati solo nel secondo dopoguerra e ancora visibili. La seconda diga dei Finestroni è detta anche del Ponte Grande per la giustapposizione sopra le strutture idrauliche medievali del ponte ideato nel 1880 e parzialmente ricostruito dopo il bombardamento subìto durante la seconda guerra mondiale. Quest’ultima è inoltre tradizionalmente attribuita all’età dell’imperatore Aureliano (270-275 d.C.), ipotesi che potrebbe essere confermata dallo studio dei materiali ancora visibili alla base e dal riconoscimento della rilevanza della città in età antica dato passaggio della via Amerina. Le due dighe quindi costituiscono un unicum di primissimo pregio: se la Para con le sue raffinate fattezze è tra le più antiche dighe ad arco superstiti successive alla caduta dell’impero romano, la diga del Ponte Grande potrebbe essere una delle pochissime sopravvissute dell’età romana. Un bene storico quindi di valore inestimabile inserito in un paesaggio incontaminato, per secoli fulcro della biodiversità del territorio che attraversa. Dal 1974 si occupa del sito e opera per mantenere vivo l’interesse sullo stesso l’associazione Amici del Rio Grande nata come circolo di pescatori e ancora oggi custode del territorio e delle sue peculiarità. Alcuni interventi sono stati fatti in passato per la rivalutazione dell’area che oggi presenta un bel percorso pedonale dotato di pubblica illuminazione e munito di attrezzature sportive lungo la sponda destra del lago. E’ stato inoltre realizzato il “Progetto Frutti Antichi”, dedicato alla valorizzazione delle specie arboree autoctone a rischio di estinzione con l’obiettivo di curare la trasformazione e la commercializzazione dei derivati. Se l'ambiente contestuale già tutelato è stato ridisegnato e valorizzato, altrettanto non può essere affermato per il bacino in quanto tale. Dagli anni Settanta gli scarichi di fondo della diga del Ponte Grande sono stati tamponati, impedendo lo svuotamento ed il dilavamento del bacino, attuato fino ad allora con cadenza decennale. Inoltre anche il Lago Vecchio è a sua volta completamente interrato e non trattenendo più i materiali di sedimentazione li riversa nel Rio Grande. La mancata manutenzione idraulica ha ridotto l’invaso a pochi centimetri d'acqua ed in estate l'alveo è del tutto arido, depauperando la fauna ittica e le varietà vegetali dell’ambiente circostante. Il ripristino della funzionalità idrica del bacino potrebbe consentire il recupero di orti e vivai oggi scomparsi che per secoli hanno ravvivato le sponde ma anche il transito e la permanenza di specie tipiche di zone lacustri in passato già presenti e più volte avvistate, ponendo le basi per la nascita di un’oasi naturale e faunistica.

Gallery

amelia
amelia
amelia
amelia
amelia
amelia
amelia
amelia
amelia1

Scheda completa al 100%
Arricchisci o modifica questa scheda

Esiste già una scheda per questo luogo?
Segnalaci se questa scheda è un duplicato.

I contenuti di questa scheda sono generati dagli utenti e non riflettono un giudizio del FAI sul luogo.
Il FAI non è responsabile dell’eventuale violazione di copyright delle immagini pubblicate.
Contenuti impropri e utilizzi non corretti delle immagini possono essere segnalati a: iluoghidelcuore@fondoambiente.it.

Materiali di raccolta voti

Aiuta il tuo luogo del cuore a scalare la classifica: invita i tuoi amici e conoscenti a votarlo e raccogli tu stesso i voti. Il tuo gesto può fare la differenza. Scarica i materiali personalizzati, attiva i tuoi contatti e coinvolgi il tuo territorio: più numerosi saranno i voti, più il FAI riuscirà a portare questo luogo all’attenzione locale e nazionale. Comincia ora!

Testimonial che sostengono questo luogo

Maddalena Crippa

Attrice

Questo luogo è stato votato anche nel:
Censimento 2018

988° Posto

96 Voti
Censimento 2016

11,616° Posto

5 Voti
Censimento 2014

10,956° Posto

1 Voti
Censimento 2006

2,725° Posto

1 Voti

Vota altri luoghi vicini

923°
146 voti

Monumento, statua, elemento architettonico

MURA CICLOPICHE

AMELIA, TERNI

1,775°
65 voti

Cappella

CAPPELLA GERALDINI - CHIESA DI SAN FRANCESCO

AMELIA, TERNI

22,370°
3 voti

PALAZZO CANSACCHI ORA BONA GALVAGNO

AMELIA, TERNI

4,812°
22 voti

Chiesa

BOSCO E CHIESA DI SANTA CATERINA FRAZ PORCHIANO

AMELIA, TERNI

Vota altri luoghi simili

18,652 voti

Palazzo storico, dimora storica

CASTELLO E PARCO DI SAMMEZZANO

REGGELLO, FIRENZE

17,443 voti

Ferrovia storica, ferrovia

CUNEO-VENTIMIGLIA-NIZZA: LA FERROVIA DELLE MERAVIGLIE

LIMONE PIEMONTE, CUNEO

12,675 voti

Ponte

PONTE DELL'ACQUEDOTTO

GRAVINA IN PUGLIA, BARI

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

BACINO DEL RIO GRANDE

AMELIA, TERNI

Condividi
BACINO DEL RIO GRANDE
A Nord-Ovest della città di Amelia ai piedi del colle dove sorge l'antica città umbra, si trova il Bacino del Rio Grande luogo di suggestiva bellezza, un tempo risorsa economica oggi risorsa ambientale, turistica, sociale e formativa per le generazioni presenti e future. Incastonato nel complesso dei Monti Amerini e con essi Sito di Interesse Comunitario (SIC),il Rio Grande è un torrente tributario del Tevere che nei pressi della città di Amelia incontra due sbarramenti: una prima diga di monte detta la Para che ha generato il Lago Vecchio e una seconda di valle detta dei Finestroni dalla quale, ricevuto l’afflusso del fosso di Macchie con cui costituisce un ulteriore bacino lacustre, si getta nella valle sottostante. Grazie a questi due bacini, Amelia disponeva di una notevole riserva idrica, ora venuta meno a causa del progressivo interramento degli stessi. La diga della Para ha un impianto di probabile matrice romana del tutto perso, essendo stata ricostruita attorno al Duecento e restaurata successivamente. L’antica struttura conteneva il flusso di acqua torrentizia proveniente dalle valli di Montecastrilli e Avigliano consentendo la molitura di grano e olive: il Lago Vecchio serbatoio soprastante forniva la necessaria forza motrice per i cinque mulini a valle, abbandonati solo nel secondo dopoguerra e ancora visibili. La seconda diga dei Finestroni è detta anche del Ponte Grande per la giustapposizione sopra le strutture idrauliche medievali del ponte ideato nel 1880 e parzialmente ricostruito dopo il bombardamento subìto durante la seconda guerra mondiale. Quest’ultima è inoltre tradizionalmente attribuita all’età dell’imperatore Aureliano (270-275 d.C.), ipotesi che potrebbe essere confermata dallo studio dei materiali ancora visibili alla base e dal riconoscimento della rilevanza della città in età antica dato passaggio della via Amerina. Le due dighe quindi costituiscono un unicum di primissimo pregio: se la Para con le sue raffinate fattezze è tra le più antiche dighe ad arco superstiti successive alla caduta dell’impero romano, la diga del Ponte Grande potrebbe essere una delle pochissime sopravvissute dell’età romana. Un bene storico quindi di valore inestimabile inserito in un paesaggio incontaminato, per secoli fulcro della biodiversità del territorio che attraversa. Dal 1974 si occupa del sito e opera per mantenere vivo l’interesse sullo stesso l’associazione Amici del Rio Grande nata come circolo di pescatori e ancora oggi custode del territorio e delle sue peculiarità. Alcuni interventi sono stati fatti in passato per la rivalutazione dell’area che oggi presenta un bel percorso pedonale dotato di pubblica illuminazione e munito di attrezzature sportive lungo la sponda destra del lago. E’ stato inoltre realizzato il “Progetto Frutti Antichi”, dedicato alla valorizzazione delle specie arboree autoctone a rischio di estinzione con l’obiettivo di curare la trasformazione e la commercializzazione dei derivati. Se l'ambiente contestuale già tutelato è stato ridisegnato e valorizzato, altrettanto non può essere affermato per il bacino in quanto tale. Dagli anni Settanta gli scarichi di fondo della diga del Ponte Grande sono stati tamponati, impedendo lo svuotamento ed il dilavamento del bacino, attuato fino ad allora con cadenza decennale. Inoltre anche il Lago Vecchio è a sua volta completamente interrato e non trattenendo più i materiali di sedimentazione li riversa nel Rio Grande. La mancata manutenzione idraulica ha ridotto l’invaso a pochi centimetri d'acqua ed in estate l'alveo è del tutto arido, depauperando la fauna ittica e le varietà vegetali dell’ambiente circostante. Il ripristino della funzionalità idrica del bacino potrebbe consentire il recupero di orti e vivai oggi scomparsi che per secoli hanno ravvivato le sponde ma anche il transito e la permanenza di specie tipiche di zone lacustri in passato già presenti e più volte avvistate, ponendo le basi per la nascita di un’oasi naturale e faunistica.
Campagne in corso in questo luogo
Storico campagne in questo luogo
I Luoghi del Cuore
2006, 2014, 2016, 2018
Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

Regalati 365 giorni di arte e cultura nell'Italia più bella, risparmiando.

Scopri tutte le convenzioni riservate agli iscritti

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te