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CASTELLO INCANTATO
Alla domanda "Perché scavate nella pietra?” Rispose "Cerco la Grande Madre... Dentro la terra è il seme dell'uomo." La storia di Filippo Bentivegna ebbe origine a Sciacca il 3 maggio del 1888, le tracce della sua vita e della sua famiglia giungono a noi tanto confuse quanto scarne, dipanate solo da leggende e dicerie popolari. Ritenuto da tutti un contadino, in effetti le sue origini familiari si dipartono dai quartieri della marina di Sciacca dato che il padre era un pescatore, mentre la madre era una laboriosa casalinga. Filippo, nel 1913, imbracciò la classica valigia dell’emigrante per andare oltre oceano, negli Stati Uniti, sulle orme dei suoi due fratelli maggiori e di una sorella. Infatti, a Boston, lo aspettava la sorella ed in quella terra il giovane emigrante analfabeta riponeva le speranze di una vita nuova. Ma come sappiamo non tutti gli emigranti ebbero fortuna nel Nuovo Mondo e Filippo Bentivegna fu tra questi. Tante sono le versioni che ci raccontano di questo sfortunato sogno Americano, ma è accertato che il manovale saccense in terra d’America, subì un grave trauma cranico per cui patì anche di amnesia e non fu più in grado di lavorare: “considerato improduttivo e dichiarato inabile al lavoro fu rimpatriato”. Fra le leggende che accompagnano questo ulteriore enigma del Bentivegna, si narra che Filippo si accese d'amore per una bellissima donna dagli occhi neri, ma questa era già promessa per cui l’ardito immigrato siciliano sfidò il rivale ed ebbe la peggio subendo un colpo in testa che chiuse definitivamente le porte degli Stati Uniti, ma aprì all’ignaro innamorato le porte senza tempo dell’arte. Dopo circa sei anni dalla partenza fece così ritorno alla nativa Sciacca, anche se quello che tornò era un Filippo differente da quello che era partito. Nel 1919, l'Italia era reduce dalla Grande Guerra ed il Bentivegna emigrante, nel frattempo, essendo iscritto nelle liste della leva di mare era stato dichiarato disertore e condannato in contumacia a tre anni di carcere, per cui una volta rientrato allo scopo di eseguire la condanna venne sottoposto ad una visita psichiatrica. La commissione di visita non ebbe alcun dubbio: il disertore Filippo Bentivegna era pazzo. Nella sua città natale, con i soldi che era riuscito a risparmiare durante l’avventura Americana, acquistò un appezzamento di terreno alle falde del monte Kronio, ove si ritirò in eremitaggio per mezzo secolo e li realizzò il suo “Castello incantato”. Museo a cielo aperto, sito culturale di interesse unico. Il castello incantato è il sito più visitato in provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.

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Alla domanda "Perché scavate nella pietra?” Rispose "Cerco la Grande Madre... Dentro la terra è il seme dell'uomo." La storia di Filippo Bentivegna ebbe origine a Sciacca il 3 maggio del 1888, le tracce della sua vita e della sua famiglia giungono a noi tanto confuse quanto scarne, dipanate solo da leggende e dicerie popolari. Ritenuto da tutti un contadino, in effetti le sue origini familiari si dipartono dai quartieri della marina di Sciacca dato che il padre era un pescatore, mentre la madre era una laboriosa casalinga. Filippo, nel 1913, imbracciò la classica valigia dell’emigrante per andare oltre oceano, negli Stati Uniti, sulle orme dei suoi due fratelli maggiori e di una sorella. Infatti, a Boston, lo aspettava la sorella ed in quella terra il giovane emigrante analfabeta riponeva le speranze di una vita nuova. Ma come sappiamo non tutti gli emigranti ebbero fortuna nel Nuovo Mondo e Filippo Bentivegna fu tra questi. Tante sono le versioni che ci raccontano di questo sfortunato sogno Americano, ma è accertato che il manovale saccense in terra d’America, subì un grave trauma cranico per cui patì anche di amnesia e non fu più in grado di lavorare: “considerato improduttivo e dichiarato inabile al lavoro fu rimpatriato”. Fra le leggende che accompagnano questo ulteriore enigma del Bentivegna, si narra che Filippo si accese d'amore per una bellissima donna dagli occhi neri, ma questa era già promessa per cui l’ardito immigrato siciliano sfidò il rivale ed ebbe la peggio subendo un colpo in testa che chiuse definitivamente le porte degli Stati Uniti, ma aprì all’ignaro innamorato le porte senza tempo dell’arte. Dopo circa sei anni dalla partenza fece così ritorno alla nativa Sciacca, anche se quello che tornò era un Filippo differente da quello che era partito. Nel 1919, l'Italia era reduce dalla Grande Guerra ed il Bentivegna emigrante, nel frattempo, essendo iscritto nelle liste della leva di mare era stato dichiarato disertore e condannato in contumacia a tre anni di carcere, per cui una volta rientrato allo scopo di eseguire la condanna venne sottoposto ad una visita psichiatrica. La commissione di visita non ebbe alcun dubbio: il disertore Filippo Bentivegna era pazzo. Nella sua città natale, con i soldi che era riuscito a risparmiare durante l’avventura Americana, acquistò un appezzamento di terreno alle falde del monte Kronio, ove si ritirò in eremitaggio per mezzo secolo e li realizzò il suo “Castello incantato”. Museo a cielo aperto, sito culturale di interesse unico. Il castello incantato è il sito più visitato in provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.
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