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CHIESA DI SAN FRANCESCO

CHIESA DI SAN FRANCESCO

PISA

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CHIESA DI SAN FRANCESCO A PISA

La chiesa di San Francesco a Pisa è un monumento Duecentesco di straordinaria bellezza, uno dei gioielli dell’architettura italiana del XIII secolo. Qui nel 1263 fu approvata da San Bonaventura la Legenda Maior, la biografia di San Francesco.

Monumento Nazionale, proprietà dello Stato, è chiusa da due anni perché il tetto sta crollando. Anche il vastissimo convento versa in pessime condizioni. Mancano i fondi per il recupero. Le vetrate, gli affreschi, le opere d'arte, il campanile pensile capolavoro di ingegneria medioevale, rischiano di scomparire per sempre.

ARCHITETTURA e INGEGNERIA
Per dimensioni è la seconda chiesa della città di Pisa dopo la Cattedrale (80 metri di lunghezza), così importante da dare il nome a uno dei quattro quartieri del centro storico. Il suo maestoso interno ad una navata con transetto a sala e sette cappelle terminali, rischiarato da magnifiche vetrate monumentali, fu iniziato nel 1261 sotto la guida di Giovanni di Simone, architetto-ingegnere di genio cui si deve secondo gli studi più recenti anche la coraggiosa ripresa della costruzione della celebre “Torre Pendente” dopo cento anni di interruzione.
Le caratteristiche che la rendono di importanza fuori dal comune sono:
- le DIMENSIONI IMPONENTI
- le PROPORZIONI PERFETTE, che ne fanno un esempio raro di EDIFICIO PROTO-RINASCIMENTALE;
- il fatto di essere un ESEMPIO PARADIGMATICO dello stile architettonico francescano: proprio l’anno prima della posa della prima pietra, San Bonaventura, negli Statuta del 1260, indicò le caratteristiche che le chiese francescane dovevano avere; lo stesso San Bonaventura sarà a Pisa nel 1263 (in pieno cantiere) a presiedere il Capitolo Generale dell’Ordine;
- il CAMPANILE PENSILE, CAPOLAVORO ASSOLUTO DI INGEGNERIA MEDIOEVALE; un elegante e snello campanile pensile costruito nel 1270-1280 con due lati a sbalzo, unico al mondo;
- il GRANDIOSO TRANSETTO A SALA.

PITTURA SCULTURA E VETRATE
Per la chiesa hanno lavorato i migliori pittori italiani del periodo dalla metà del XIII secolo alla fine del XIV. In ordine cronologico ma non esaustivamente possiamo elencare Giunta Pisano, Cimabue, Giotto, Taddeo Gaddi, Spinello Aretino, Jacopo di Mino del Pellicciaio, Taddeo di Bartolo, Niccolò di Pietro Gerini.
Quel che resta oggi – rubati da Denon per Napoleone le imponenti pale d'altare di Giotto e Cimabue, al museo del Louvre quali pezzi pregiati della sezione dei “primitivi” – è ancora di straordinaria rilevanza; su tutti i resti di affreschi di Taddeo Gaddi (1345), di Jacopo di Mino del Pellicciaio (1342), di Taddeo di Bartolo (1397), di Niccolò di Pietro Gerini (1392).
Per la scultura, il dossale marmoreo di Tommaso Pisano sull'altare (1370), mentre resta smembrato il prezioso sepolcro Della Gherardesca di Lupo di Francesco, già in chiesa. Le grandi vetrate del 1340-1345 sono frutto in parte di ripristini novecenteschi del celebre maestro Francesco Mossmeyer.
A cavallo tra ‘500 e ‘600 la chiesa fu arricchita una serie di altari e alcune tele e tavole di grande formato dei migliori artisti toscani dell’epoca, tra i quali il Cigoli,Ventura Salimbeni, l’Empoli, Francesco Vanni. Ai restauri primo-novecenteschi partecipò uno dei protagonisti dello stile Liberty italiano, Galileo Chini.

STORIA DEL FRANCESCANESIMO E DELLA CRISTIANITA’
Nel convento si tenne nel 1263 il Capitolo di Pisa, durante il quale venne approvata la biografia di San Francesco d’Assisi (Legenda Maior). In tale occasione fu recitata per la prima volta la rievocazione evangelica dell’annuncio dell’angelo a Maria, divenuta successivamente la preghiera mariana dell’ ”Angelus”.

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CHIESA DI SAN FRANCESCO A PISA
La chiesa di San Francesco a Pisa è un monumento Duecentesco di straordinaria bellezza, uno dei gioielli dell'architettura italiana del XIII secolo. Qui nel 1263 fu approvata da San Bonaventura la Legenda Maior, la biografia di San Francesco. Monumento Nazionale, proprietà dello Stato, è chiusa da due anni perché il tetto sta crollando. Anche il vastissimo convento versa in pessime condizioni. Mancano i fondi per il recupero. Le vetrate, gli affreschi, le opere d'arte, il campanile pensile capolavoro di ingegneria medioevale, rischiano di scomparire per sempre. ARCHITETTURA e INGEGNERIA Per dimensioni è la seconda chiesa della città di Pisa dopo la Cattedrale (80 metri di lunghezza), così importante da dare il nome a uno dei quattro quartieri del centro storico. Il suo maestoso interno ad una navata con transetto e sette cappelle terminali, rischiarato da magnifiche vetrate monumentali, fu iniziato nel 1261 sotto la guida di Giovanni di Simone, cui si deve secondo gli studi più recenti anche la coraggiosa ripresa della costruzione della celebre “Torre Pendente” di Pisa dopo cento anni di interruzione. Le caratteristiche che la rendono di importanza fuori dal comune sono: - le DIMENSIONI IMPONENTI - le PROPORZIONI PERFETTE, che ne fanno un esempio raro di EDIFICIO PROTO-RINASCIMENTALE; - il fatto di essere un ESEMPIO PARADIGMATICO dello stile architettonico francescano: proprio l’anno prima della posa della prima pietra, San Bonaventura, negli Statuta del 1260, indicò le caratteristiche che le chiese francescane dovevano avere; lo stesso San Bonaventura sarà a Pisa nel 1263 (in pieno cantiere) a presiedere il Capitolo Generale dell’Ordine; - il CAMPANILE PENSILE, CAPOLAVORO ASSOLUTO DI INGEGNERIA MEDIOEVALE; un elegante e snello campanile pensile costruito nel 1270-1280 con due lati a sbalzo, unico al mondo; - il GRANDIOSO TRANSETTO A SALA. PITTURA SCULTURA E VETRATE Per la chiesa hanno lavorato i migliori pittori italiani del periodo dalla metà del XIII secolo alla fine del XIV. In ordine cronologico ma non esaustivamente possiamo elencare Giunta Pisano, Cimabue (Maestà del Louvre), Giotto (San Francesco riceve le Stigmate), Taddeo Gaddi, Spinello Aretino, Jacopo di Mino del Pellicciaio, Taddeo di Bartolo, Niccolò di Pietro Gerini. Quel che resta oggi – rubati da Denon per Napoleone i dipinti di Giotto e Cimabue, al museo del Louvre quali pezzi pregiati della sezione dei “primitivi” – è ancora di straordinaria rilevanza; su tutti gli affreschi di Taddeo Gaddi (1345), di Jacopo di Mino del Pellicciaio (1342), di Taddeo di Bartolo (1397), di Niccolò di Pietro Gerini (1392). Per la scultura, il dossale marmoreo di Tommaso Pisano sull'altare (1370), mentre resta smembrato il prezioso sepolcro Della Gherardesca di Lupo di Francesco, già in chiesa. Le grandi vetrate del 1340-1345 sono frutto in parte di ripristini novecenteschi del celebre maestro Francesco Mossmeyer. A cavallo tra ‘500 e ‘600 la chiesa fu arricchita una serie di altari e alcune tele e tavole di grande formato dei migliori artisti toscani dell’epoca, tra i quali il Cigoli,Ventura Salimbeni, l’Empoli, Francesco Vanni. Ai restauri primo-novecenteschi partecipò uno dei protagonisti dello stile Liberty italiano, Galileo Chini. STORIA DEL FRANCESCANESIMO E DELLA CRISTIANITA’ Nel convento si tenne nel 1263 il Capitolo di Pisa, durante il quale venne approvata la biografia di San Francesco d’Assisi (Legenda Maior). In tale occasione fu recitata per la prima volta la rievocazione evangelica dell’annuncio dell’angelo a Maria, divenuta successivamente la preghiera mariana dell’ ”Angelus”. PERSONAGGI FAMOSI LEGATI ALLA CHIESA La chiesa è legata fortemente alla figura di Dante, grazie alla tomba di famiglia del Conte Ugolino Della Gherardesca, nonché per la sepoltura del primo commentatore (1395) della Divina Commedia, Francesco da Buti. La chiesa è citata dal Vasari, dal Baldinucci, dal Ruskin e da molti altri grandi storici e cultori dell’arte.
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