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TORRE DI VELATE | ph. Fabio Sigismondi  | © FAI - Fondo Ambiente Italiano

Torre di Velate

Una torre medievale tra le colline di Varese

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Torre di Velate
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Affascinante e vistosa rovina del confine difensivo prealpino in epoca medievale, la torre si erge per ben cinque piani a testimonianza di un sito fortificato di importanza strategica, occupato fin dall’epoca longobarda.

Donata al FAI da Leopoldo Zambeletti, nel 1989

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La Torre di Velate, nella sua imponenza, sovrasta il borgo omonimo situato alle porte di Varese, sulle alture dominanti la strada che conduce dalla città al Lago Maggiore. Edificata nell’XI secolo come presidio militare, la Torre era parte di una lunga catena di insediamenti difensivi sorti allo scopo di controllare le vie di comunicazione tra la Pianura Padana e il nord. Nei pressi, in particolare, c’era la via di collegamento tra Milano e la Svizzera, che passava per la valle ed era frequentata soprattutto dai mercanti.

Nel XII secolo, all’epoca delle lotte tra Milano e Como, la Torre venne mutilata, perdendo così la sua funzione. Del massiccio quadrilatero originario, alto 33 metri, sopravvivono oggi due lati, dei quali uno soltanto – reso più resistente dal corpo della scala che gli è solidale – integralmente conservato. Recenti scavi archeologici hanno fatto emergere un abitato che cingeva il sito fortificato.
La Torre, da un millennio punto fermo nel paesaggio collinare dei dintorni di Varese, ha un profondo valore simbolico per gli abitanti della zona. Donata al FAI nel 1989, è visitabile dall’esterno.

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