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Dietro le quinte

Dietro le quinte

#ItaliaMiPiaci

I segreti dei Beni del FAI: luoghi, oggetti e attività svelati da dietro il sipario e raccontati da un punto di vista inedito.

Riparte il cantiere di Casa Macchi, Morazzone (VA)

Dopo l’emergenza sanitaria riparte uno dei nostri cantieri più impegnativi, quello di Casa Macchi a Morazzone, in provincia di Varese.
Lasciata in eredità al FAI da Maria Luisa Macchi nel 2015 è un’intatta testimonianza di dimora borghese di fine Ottocento, conservata fin nei suoi minimi dettagli e congelata nel momento dell'abbandono.
Guarda il video e scopri gli impegnativi interventi di restauro che renderà questo luogo “museo vivo che dia lustro a Morazzone”, così come richiesto dalla donatrice.

L'Altare della Vergine di Santa Maria di Cerrate (LE)

Un tempo monastero di rito bizantino, l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (LE), affidata in concessione al FAI dalla Provincia di Lecce nel 2012, racchiude una chiesa romanica che, al suo interno, ospita tre altari.
Anima di questo luogo è da sempre l'Altare della Vergine, datato 1642: cuore della devozione tradizionale e testimonianza di un'identità e di una storia che ha radici nelle culture occidentali e orientali.
Durante i restauri degli anni ’70 fu smontato e abbandonato alle intemperie nel cortile dell’Abbazia.
Dopo quarant’anni il FAI l’ha restaurato e restituito alla sua dimora.
A seguito del restauro la chiesa è stata di nuovo aperta al culto e rappresenta uno splendido esempio di architettura romanica pugliese.

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La storia della Sala dell'Albero al Castello della Manta

Nel 2010, ispezionando i sottotetti del Castello della Manta (CN) per sistemare degli impianti, ci siamo accorti che sotto la polvere e i tubi spuntava il dettaglio di un dipinto. Al piano inferiore c’erano tre piccole stanze, usate come magazzini. Dopo aver eseguito dei saggi, scoprimmo che sotto l’intonaco era nascosto il dipinto di un albero, e quella che avevamo trovato era la sua punta.
In origine, nel XV secolo le tre stanze erano due grandi saloni, collegati al vicino Salone Baronale.
Dopo aver sostituito e alzato il soffitto che lo divideva in due parti, abbiamo ricomposto l’albero e, con un meticoloso lavoro di rimozione dell’intonaco, abbiamo scoperto che alle pareti erano dipinti altri alberi, quasi a formare il suggestivo affresco di un bosco. Proprio come quello che ancora in parte circonda il Castello, e che, grazie ai lavori di sistemazione del percorso eseguiti l’anno scorso, è oggi di nuovo aperto a tutti.

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I restauri di Villa Necchi Campiglio a Milano

All’inizio del 2020 sono iniziati i lavori di restauro e adeguamento funzionale del garage storico della complesso, adiacente alla casa del custode e alla biglietteria di Villa Necchi Campiglio. Qui si sarebbero dovuti spostare gli uffici del personale della Villa, liberando degli spazi nel piano sottotetto da adibire a mostre ed eventi. Purtroppo, a poche settimane dalla conclusione, i lavori si sono dovuti interrompere: il restauro della copertura del garage, compromessa in molte sue parti, è stato fortunatamente completato in tempo, mentre all’interno, al momento dell’interruzione, si era appena conclusa la realizzazione del vespaio areato. Tutti gli altri arredi sono pronti per essere allestiti, così come un armadio di servizio storico, disegnato da Portaluppi, già restaurato e adeguato alla sua nuova funziona di archivio. Nel piano sottotetto i restauratori hanno terminato la revisione e la verniciatura di tutte le porte e le finestre, ma non si è potuto procedere con la tinteggiatura delle sale. Ci manca solo il vostro aiuto per poter concludere l’intervento e realizzare un'esperienza di visita ancora più ricca nella villa nel cuore di Milano .

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I restauri della Torre Doria a San Fruttuoso

All’inizio del 2019 è stato avviato all’Abbazia di San Fruttuoso il restauro della Torre Doria in contemporanea a quello della casa della Canonica. La Torre edificata nella seconda metà del ‘500 per volere dei fratelli Giovanni Andrea e Pagano, eredi di Andrea Doria, incastonata sul crinale adiacente al complesso abbaziale, si eleva con uno spettacolare affaccio sulla baia di San Fruttuoso. Le due facciate della Torre rivolte verso il mare, decorate con gli stemmi della famiglia Doria e con emblemi militari, hanno richiesto operazioni di restauro molto delicate e calibrate, sia per la posizione scoscesa che rende estremamente difficile e costoso ogni intervento, sia per l’alto livello di degrado causato dalla salinità presente nell’aria. Prima dell'interruzione dei lavori siamo riusciti a rimuovere i ponteggi, operazione ancor più complessa a San Fruttuoso, data la necessità dell'uso dell'elicottero. Purtroppo però, non abbiamo potuto proseguire come dai nostri piani l’intervento all'interno della Torre, dove verrà recuperato un alloggio a disposizione dei visitatori.

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I restauri della Velarca

In questi anni ci siamo presi cura della Velarca, la splendida casa barca ormeggiata stabilmente a Ossuccio sulla sponda occidentale del Lago di Como e donata al FAI da Aldo e Maria Luisa Norsa nel 2011. Una gondola tradizionale lariana, grazie allo spirito pratico dei progettisti e alla loro scrupolosa attenzione al dettaglio, si è trasformata in una dimora comoda e moderna, luogo di ritrovo frequentato abitualmente da intellettuali, umanisti e architetti.

L'emergenza sanitaria purtroppo ci ha costretto a sospendere i lavori di restauro: conclusa l’indispensabile ricostruzione dello scafo e della “casa” soprastante, stava procedendo, prima dell'interruzione, il recupero e il montaggio di tutte le partizioni interne, la predisposizione dell’impianto elettrico e il restauro degli arredi originali. Sospesi, purtroppo nel pieno delle attività, anche tutti gli altri onerosi lavori in programma, il recupero del piccolo giardino e il consolidamento del pontile, che ci avrebbero portato a festeggiare l'approdo della barca al suo storico ormeggio e l'apertura al pubblico. Il rimorchio, denominato “Tenace”, che ha accompagnato la Velarca attraverso il lago all’inizio dei lavori, prima che venisse trasferita in cantiere a Como, dovrà aspettare ancora diversi mesi prima di poter riportare la casa-barca, finalmente restaurata, al suo posto sulle rive del lago.

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Dalla chiusura alla riapertura dei Beni FAI: la Conservazione non si ferma

Il 10 marzo scorso abbiamo dovuto chiudere al pubblico i nostri Beni, ma non abbiamo mai smesso di occuparcene. Ci siamo presi cura della loro conservazione e di quella delle loro collezioni.

Daniela Bruno, Responsabile Affari Culturali FAI, e Veronica Ambrosoli, Responsabile Conservazione FAI, ci raccontano questo meticoloso impegno.

Oggi quelle finestre e quei cancelli, che per più di due mesi sono stati chiusi, finalmente riaprono e i nostri Beni vi aspettano.

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Il FAI da sempre si occupa con entusiasmo e passione dell’Italia e degli italiani, mettendosi in ascolto dei cittadini per ideare e immaginare insieme il futuro.

Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
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