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Buone pratiche: come riduciamo le emissioni di CO2 nei Beni FAI

Buone pratiche: come riduciamo le emissioni di CO2 nei Beni FAI

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Buone pratiche: come riduciamo le emissioni di CO2 nei Beni FAI
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26 aprile 2021

Illuminazione a LED, efficientamento degli impianti termici e soluzioni innovative per le prestazioni energetiche dei nuovi edifici sono le buone pratiche che il FAI mette in atto in contesti storico-ambientali vincolati per ridurre l'uso di combustibili fossili e le emissioni di gas serra nei propri Beni.

Molte delle attività che la Fondazione promuove e sviluppa, sia a livello nazionale sia a livello locale nei suoi Beni, sono allineate agli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 definiti dalle Nazioni Unite, che riconoscono lo stretto legame tra il benessere umano e la salute del sistema naturale.

Davanti all’emergenza ambientale, sociale ed economica generata dal riscaldamento globale, che ha visto una forte accelerazione negli ultimi decenni, il FAI è sempre più consapevole che ognuno, dalle istituzioni ai cittadini, debba fare la sua parte per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.

E’ anche per questo che nel 2015 il FAI ha dato avvio al “Progetto Beni Sostenibili”, con l’obiettivo, attraverso l’efficientamento energetico dei propri edifici, di ridurre al 2030 del 20% le emissioni di CO2.

Il patrimonio del FAI è costituito da beni vincolati: edifici storici, ville, castelli, giardini e aree naturalistiche dall’alto valore storico, artistico e paesaggistico, in cui gli interventi di efficientamento energetico richiedono particolare cura e rispetto del contesto in cui si pongono. Spesso questo limite costituisce però un’occasione per sperimentare soluzioni innovative, permettendo di dimostrare come anche nei beni storici si possa operare per ridurre l'uso di combustibili fossili e le emissioni di gas serra.

Illuminazione a LED

Il primo e più semplice intervento di efficientamento nei Beni è stato la sostituzione delle lampadine tradizionali a filamento con lampadine LED. Rispetto alle normali lampadine, il LED consuma il 90% in meno e ha una durata ben 30 volte superiore. Poiché nei Beni le luci restano accese per molte ore, le oltre 1.200 lampadine sostituite dal 2015 ci consentiranno di risparmiare circa 80’000 kWh di elettricità, con un notevole vantaggio anche economico. Considerato che le lampadine tradizionali si bruciano ogni 1.000 ore di funzionamento (contro le 30.000 ore per cui una lampadina a LED è garantita), il risparmio annuo stimato è di quasi 20.000 €.

I LED sono una soluzione ottima anche dal punto di vista della conservazione: trattandosi infatti di lampadine con durata estremamente lunga e prive di emissione di calore, risultano indicate all’interno di lampadari molto delicati o posizionati in prossimità di opere d’arte. Un’attenzione particolare è posta sulla qualità della luce: i LED sono utilizzati solo dove non modificano l’illuminazione primaria di una sala, quindi nei cosiddetti punti luce secondari (torciere, applique, lampade da tavolo, lampade a stelo, lampade da comodino).
Dal 2021 i Beni del FAI saranno, in linea di massima e laddove le condizioni meteo lo consentano, visitati con la sola luce naturale e con temperature ragionate, ma in ribasso (mai più di 17 gradi), rispetto a un tempo.

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Efficientamento degli impianti termici

Le centrali termiche più datate sono sostituite con impianti più efficienti e meno inquinanti. Compatibilmente ai vincoli architettonici, si prediligono impianti che, a parità di energia consumata, siano in grado di produrre una quantità superiore di calore; come le più recenti caldaie a condensazione o le pompe di calore. Ecco alcuni esempi: Villa Necchi Campiglio a Milano, riscaldata da una pompa geotermica; Villa Fogazzaro Roi a Oria di Valsolda (Como), riscaldata con pompa di calore alimentata da acqua del lago di Lugano; gli edifici del Bosco di San Francesco ad Assisi (Perugia), riscaldati grazie a delle sonde geotermiche che utilizzano il calore presente nel terreno a 100 metri di profondità; Villa del Balbianello a Tremezzina (Como), in cui è in corso la sostituzione della vecchia caldaia con una nuova pompa di calore ad aria.

In tutti gli interventi sugli impianti viene posta particolare attenzione e cura rispetto al contesto storico-artistico in cui si opera: laddove possibile si sfruttano i condotti e i passaggi esistenti e si cerca di intervenire sempre nella maniera meno invasiva possibile.

Prestazioni energetiche dei nuovi edifici in contesti storico-ambientali vincolati

A questi interventi se ne aggiungono due molto significativi, mirati a garantire l‘efficienza e la sostenibilità delle prestazioni energetiche degli edifici: il padiglione a Villa Necchi Campiglio e l’info-point al Bosco di San Francesco ad Assisi. Questi interventi, realizzati su delle nuove costruzioni, in ambiti storico paesaggistici di pregio, e non direttamente su beni vincolati, ci hanno permesso di utilizzare sistemi, materiali e tecnologie innovativi, che garantiscono un basso impatto ambientale nel pieno rispetto del contesto in cui sono posti, integrandosi anzi completamente con questo.

Il padiglione di Villa Necchi Campiglio

A Villa Necchi Campiglio nel 2015 è stato costruito un nuovo padiglione per ospitare eventi e manifestazioni con attenzione alle prestazioni energetiche dell’edificio ed in modo da limitare le emissioni di CO2. Per la natura dei materiali scelti per la costruzione – acciaio e vetro – grandissima attenzione è stata data agli aspetti legati al comfort microclimatico, all’impiantistica e alla sostenibilità. Sono state scelte delle vetrate isolanti con aperture a oblò nella parte alta del padiglione che sfruttano l’aerazione naturale, climatizzazione in geotermia realizzata con pannelli radianti e sistema di ventilazione a pavimento, sistema di illuminazione con faretti a led dimmerabili (che permettono cioè di regolare facilmente l’intensità luminosa).

L’info-point del Bosco di San Francesco

Dati i numeri in continua crescita e con l’obiettivo di rendere più fluente il percorso dei visitatori, si è deciso di spostare l’info-point del Bosco di San Francesco ad Assisi in una posizione più adeguata alle esigenze del Bene.

Il nuovo manufatto, come il precedente, è stato concepito per avere il minimo impatto ambientale, sia in fase di costruzione sia di gestione. È stata progettata un’architettura capace di integrarsi con il contesto, costituita da materiali organici (paglia, legno, argilla, rame), e fortemente innovativa sotto l’aspetto energetico e sostenibile. L’edificio è realizzato con telai prefabbricati in legno lamellare di abete e tamponamento in balle di paglia derivanti dalla filiera del riso, preassemblati in carpenteria, ed è rivestito internamente con un particolare tipo di intonaco naturale a base di argilla ed esternamente con un rivestimento in rame. Grazie agli elevati valori di isolamento termico della struttura e agli apporti solari passivi forniti dai grossi serramenti prestanti a triplo vetro basso-emissivo e doppia camera con gas argon, non è stato necessario installare un impianto di riscaldamento.

Mobilità elettrica

In questi mesi è stata completata l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche nei parcheggi della sede della Cavallerizza, sede del FAI Nazionale, di Villa e Collezione Panza a Varese - e prossimamente anche al Castello e Parco di Masino, in provincia di Torino - al fine di abilitare nuove forme di turismo sostenibile e di rendere green gli spostamenti della stessa Fondazione. Inoltre è in corso un progetto per punti di ricarica per biciclette elettriche nei Beni, perché fuori dai Beni del FAI la visita continua: grazie a mappe geolocalizzate da seguire direttamente sullo smartphone è possibile fare escursioni in bicicletta in luoghi meno noti e talvolta sorprendenti, tra natura e cultura, a distanza di un’ora al massimo dai Beni del FAI.

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