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Palazzo Moroni

Palazzo Moroni

BERGAMO

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Palazzo Moroni

Apertura a cura di

Delegazione FAI di Bergamo

Orario

Sabato: 14:00 - 18:00

Domenica: 09:30 - 13:00 / 14:00 - 18:00

Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell'orario di chiusura indicato

Note per la visita

Per ragioni di sicurezza il parco non è visitabile.

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Un palazzo aristocratico del Seicento nel cuore di Città Alta che conserva interni decorati e arredi, una ricca collezione d’arte, un giardino all’italiana e un’ortaglia di circa due ettari, un tempo destinata a culture produttive e oggi suggestivo parco storico urbano.

Itinerario

Moroni profano e sacro

Visite a cura di

Apprendisti Ciceroni Istituto Tecnico Commerciale e Turistico Statale Vittorio Emanuele II di Bergamo

Note generiche

Per ragioni di sicurezza il parco non è visitabile.

Gallery

Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO
Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO
Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO
Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO
Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO (BG )
Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO (BG )
Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO (BG )
Palazzo Moroni, PALAZZO MORONI, BERGAMO (BG )

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PALAZZO MORONI | ph. FAI | © ph. arenaimmagini © FAI

Palazzo Moroni

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Palazzo Moroni

tipologia

Bene in restauro

Un palazzo aristocratico del Seicento nel cuore di Città Alta che conserva interni decorati e arredi, una ricca collezione d’arte, un giardino all’italiana e un’ortaglia di circa due ettari, un tempo destinata a culture produttive e oggi suggestivo parco storico urbano.

Concessione Fondazione Museo di Palazzo Moroni, 2019

Francesco Moroni, negli anni Trenta del Seicento, promuove la costruzione del complesso di via Porta Dipinta per sottolineare le proprie fortune con un grande edificio in città. I lavori proseguono per circa trent’anni e si concludono nel 1666. Ancora oggi Palazzo Moroni mantiene l’impianto complessivo originario, nonostante le modifiche e le alterazioni di inizio Ottocento, attestate dai documenti del prezioso archivio raccolto nel palazzo e oggetto di tutela e studio da parte della Fondazione Museo di Palazzo Moroni.

Varcato l’ingresso e oltrepassata la corte interna – conclusa dalla nicchia-ninfeo in cui è inserita una statua di Nettuno attribuita a Lorenzo Redi – si estendono il giardino all’italiana, articolato in terrazzamenti, e l’ortaglia, frutto di progressive annessioni e destinata alla coltivazione di alberi da frutto e viti.

Dallo Scalone d’onore si accede all’appartamento al piano nobile che conserva arredi e decorazioni e una ricca collezione d’arte. Accanto alle sale e ai saloni affrescati dal cremasco Gian Giacomo Barbelli – chiamato nel 1649 – si percorrono gli ambienti ottocenteschi, decorati dalla bottega dei Salvatoni con pitture che riproducono stucchi a trompe-l’oeil e si alternano a fantasiosi soggetti tratti dal mondo classico ed esotico. Nell’appartamento è inoltre allestita la collezione di arredi e ceramiche – tra cui le preziose consolles settecentesche della Sala della Gerusalemme liberata, con piani a mosaico d’età romana provenienti da Villa Adriana a Tivoli e un gruppo di porcellane policrome a motivi floreali firmate da Jacques Petit – e la quadreria. La Sala dell’Età dell’oro custodisce i due capolavori della collezione, Il Cavaliere in rosa e il Ritratto di Isotta Brembati di Giovanni Battista Moroni, eccezionali per la preziosità cromatica, la resa tattile delle vesti e degli ornamenti e la profondità dell’indagine...

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Questo luogo è uno dei Beni che il FAI ha restaurato con cura e aperto al pubblico, perché tutti possano scoprirlo e amarlo.

Per mantenerlo intatto e curarlo in modo adeguato, questo luogo - come tutti gli altri salvati dal FAI - necessita di un’attenta manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, e periodici interventi di restauro. Inoltre, i costi di gestione che permettono l’apertura al pubblico sono significativi. Per questo abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte di chi, come noi, vuole mantenere vivi per sempre luoghi unici e speciali.

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